10a Serie A: Juventus-S.P.A.L. 4-14 min di lettura

di Kareem Bianchi


Turno infrasettimanale di ordinaria amministrazione per la Juventus d’ottobre: luci in avanti, ombre in difesa.


[mks_dropcap style=”square” size=”52″ bg_color=”#F2F2F2″ txt_color=”#000000″]I[/mks_dropcap]l turno infrasettimanale ha visto incontrarsi Juventus e S.P.A.L. 2013 all’Allianz Stadium per la 10a giornata di Serie A. I bianconeri sono arrivati alla gara da una vittoria di misura – perlomeno dal punto di vista del risultato – contro l’Udinese in cui la squadra di Allegri, pur con l’aiuto dei demeriti della compagine friuliana, ha mostrato carattere per vincere una partita che a causa di diversi fattori si era messa in salita. Nonostante un inizio di stagione promettente contrassegnato dai 4 punti nelle prime due gare di Serie A – tra cui un sorprendente pareggio all’Olimpico contro la Lazio – in cui la SPAL ha continuato il percorso di crescita cominciato l’anno scorso in Serie B, nelle ultime otto partite ha conseguito un solo punto manifestando i propri limiti.

Controllo totale

Già dall’inizio partita si è potuto notare un approccio aggressivo da parte della Juventus che ha effettuato un pressing orientato sull’uomo, nel quale Higuain e Dybala pressavano  i centrali di difesa schermando la linea di passaggio verso Viviani mentre le ali bianconere aggredivano gli esterni ferraresi e Khedira e Bentancur uscivano sulle mezz’ali avversarie.

L’obiettivo della Juventus era di recuperare immediatamente il pallone per realizzare fasi di possesso prolungato sovraccaricando un lato per cambiare gioco sul lato debole (a causa di una circolazione della palla piuttosto lenta e della poca ampiezza questa mossa è risultata poco efficace nei primi minuti della gara), il che, grazie al numero elevato di giocatori bianconeri in prossimità della palla ha permesso di recuperare immediatamente il pallone mediante il gegenpressing.  I movimenti di Dybala senza palla erano coordinati con Khedira, il quale quando l’argentino si allargava per partecipare alla manovra offensiva e creare superiorità numerica sull’esterno, occupava la posizione di trequartista offrendo un riferimento centrale alle spalle di Higuain; lo stesso si muoveva molto sul fronte offensivo dimostrando una condizione atletica ottimale e creando spazio per inserimenti.

  

Il gol dell’1-0 è scaturito dal pressing individuale di Higuain su Salamon dopo un passaggio in profondità sbagliato da Lichtsteiner

Una combinazione ricorrente durante la partita è stata quella tra i due brasiliani sulla fascia sinistra: spesso Douglas Costa, posizionato nell’half-space sinistro, si abbassava per ricevere attirando Lazzari fuori posizione e aprendo una corsia per la sovrapposizione di Alex Sandro.

Il piano gara di Semplici

La S.P.A.L si disponeva nel suo consueto 3-5-2 in fase di possesso e 5-3-1-1 in fase di non possesso. Durante la costruzione bianconera la squadra di Semplici si limitava ad effettuare un pressing di disturbo con Paloschi che si alzava in solitaria sui centrali della Juventus.

Nella passmap si può notare la posizione media di Alberto Paloschi: molto più avanzata rispetto ai compagni di squadra e al suo compagno di reparto Borriello.

La compattezza centrale ha permesso alla SPAL di limitare le ricezioni tra le linee e di recuperare diversi palloni a causa di verticalizzazioni errate.

Come menzionato in precedenza le difficoltà sono arrivate nel difendere l’ampiezza dato che gli scambi e le sovrapposizioni di Alex Sandro e Douglas Costa portavano a  situazioni di 1v0 o 2v1 con Lazzari.

Nei primi 40 minuti la squadra di Semplici ha sofferto molto il pressing della Juventus, non riuscendo a superare la propria metà campo e a consolidare il possesso ma è riuscita ad attaccare i bianconeri in superiorità e/o parità numerica sulle fasce in transizione positiva, a causa della lentezza degli esterni difensivi nel ripiegamento difensivo.

Il risveglio della S.P.A.L

Per riequilibrare la situazione sull’esterno e ridurre lo spazio concesso Semplici decide di apportare una modifica alla disposizione in campo della S.P.A.L e passa dal 3-5-2 al 4-4-2, spostando Oikonomou da centrale di destra a terzino destro, alzando Lazzari sulla linea dei centrocampisti e allargando Rizzo sulla fascia sinistra.

Il 4-4-1-1 della S.P.A.L.

Il gol di Paloschi è nato da un susseguirsi di errori individuali: il primo errore tecnico è stato di Bentancur, il quale effettuando un passaggio troppo corto, ha permesso a Borriello di ripartite in una situazione di 1v1 con Rugani, il secondo di Lichtsteiner che in occasione del tiro di Mattiello poi deviato in gol da Paloschi, ha “abbracciato” l’attaccante lombardo – rischiando il fallo – invece di cercare di intercettare il tiro o spazzare la palla.

Il terzo gol della Juventus fa crollare le speranze della S.P.A.L. e il quarto gol che segue pone di fatto fine alla partita.

Conclusione

La Juventus di questo inizio stagione segna molto, ma subisce troppo, soprattutto in situazioni di apparente controllo. Come ha ripetuto più volte Allegri nella conferenza stampa post partita “la Juventus subisce troppi gol per i tiri concessi: la Lazio è andata in porta tre volte e ha segnato due gol, la Spal è andata in porta tre volte ed ha segnato 2 gol (1 annullato per fuorigioco)”.

“La vera stagione comincia dopo la sosta” e la Juventus dovrà riuscire a limitare gli errori tecnici ed i cali di concentrazione se vorrà continuare a vincere.