Che futuro per Bentancur?

C’è molto da ricostruire nella stagione che vede la Juventus tagliata fuori dalla lotta al titolo. Molti osservatori puntano il dito sul centrocampo bianconero, che da anni non è più in grado di assicurare né i gol né il livello cui i tifosi erano abituati. Al centro di molte critiche è finito Rodrigo Bentancur, la cui evoluzione non sta seguendo le aspettative che si erano create su di lui l’anno scorso.

Bentancur finora è stato uno dei giocatori più utilizzati da Pirlo. In campionato, ha saltato una sola partita per scelta tecnica (l’andata con il Verona), riuscendo grazie alla sua duttilità a ritagliarsi sempre un ruolo importante in un reparto che – a tratti – è stato pesantemente influenzato dagli infortuni. Con 2.327 minuti giocati è il sesto giocatore più utilizzato da Pirlo, e tra i centrocampisti solo Rabiot (2.424) vanta più tempo di gioco.

Eppure è difficile mettere da parte la sensazione che non solo non stia offrendo un contributo determinante, ma che addirittura sia un esempio molto calzante della confusione che, con tre quarti della stagione alle spalle, sembra essersi impossessata della squadra portandola verso una netta involuzione.

Regista davanti alla difesa?

La seconda metà della stagione scorsa, Bentancur ha offerto prestazioni di livello davanti alla difesa in un centrocampo a tre, tanto da aver spodestato un indolente Pjanić dalla cabina regia. La Juventus dell’anno scorso era una squadra profondamente diversa, sia negli uomini, che nella formazione,e che nel modo di intendere il calcio. Con delle linee guida assai rigide, Bentancur è sembrato a suo agio nel dare i tempi alla squadra, riuscendo a giocare con profitto in un ruolo molto delicato.

Al netto della tanto raccontata fluidità, la Juventus quest’anno ha giocato con un centrocampo spiccatamente a tre solamente per un mesetto nella fase centrale della stagione, grossomodo dalla partita con l’Atalanta alla vittoria con il Sassuolo. Qui Bentancur ha offerto buone prestazioni, governando con verve l’uscita e mettendo il suo atletismo al servizio del recupero palla. Proprio la scaltrezza senza palla gli è generalmente riconosciuta: Bentancur effettua 1.26 intercetti p90, ma soprattutto 2.37 blocchi 3.26 contrasti (un’attitudine al recupero che gli ha portato anche diverse critiche per qualche giallo francamente evitabile).

In uno slancio di ottimismo, queste prove mi avevano portato a scrivere di continuare senza esitazioni con il centrocampo a tre – McKennie, Bentancur, Arthur – che a mio modo di vedere semplificava di molto il 3-4-2-1 di inizio anno con un 3-5-2 molto più lineare (e non ho cambiato idea).

Tuttavia, in quelle stesse partite, Bentancur ha dato prova di soffrire molto le squadre con un pressing intraprendente, che mettono a nudo i difetti di gestione della palla. Nella partita con il Milan, ad esempio, ha dovuto spendersi moltissimo per dare soluzioni alla difesa, e ciononostante è stato costantemente sotto scacco finendo col perdere tantissimi palloni. Non è un caso che Pirlo gli abbia spesso affiancato Arthur, facendolo scendere proprio accanto all’uruguaiano per dare manforte nella gestione del pallone e del ritmo, e concedendogli un appoggio vicino per dargli sicurezza.

Mediano a due in uscita

Insomma, Bentancur sembra non essere ancora a proprio agio in un sistema senza confini così netti, dove è chiamato a guidare senza un binario da seguire.

Mediano?

Per la maggior parte della stagione, Pirlo ha scelto di utilizzare un centrocampo a due. Se all’inizio era un 3-4-2-1, negli ultimi mesi si è concentrato su un 4-4-2 più canonico. Bentancur ha spesso giocato per dare uno sfogo della difesa, un compito che in qualche modo ricalcava quello a cui ottemperava in un centrocampo a tre. Così, molti dei pregi e dei difetti di cui sopra sono emersi altrettanto veementemente.

Tuttavia in un centrocampo realmente a due Bentancur ha mostrato alcuni limiti non solo di sé ma anche del sistema di Pirlo. L’uscita palla – che sia un 3+2 o altro – ha spesso previso una ricezione spalle alla porta di Bentancur, che viene incontro (a Szczęsny o ai difensori) per dare verticalità e tagliar fuori gli attaccanti in pressione. Tuttavia, quando seguito a uomo, Bentancur deve necessariamente avere un’opzione di lato, preferibilmente sulla sua sinistra (il lato destro della squadra) per poter girare la palla di prima. Questo è successo molto di rado, e le avvisaglie del disastro col Porto erano già ben evidenti nella partita di Coppa Italia contro l’Inter.

Perderà palla sulla pressione di Vidal in un goffo tentativo di girarsi.

Va anche detto che quest’anno Bentancur tocca palla in posizioni molto più vicine alla propria porta: il 24.7% dei suoi tocchi avviene nella trequarti difensiva (l’anno scorso era il 16.9%). Al netto dei diversi ruoli ricoperti, si tratta di una scelta rischiosa, considerate le inclinazioni del giocatore.

Tutto questo serve per dire che Bentancur può serenamente ricoprire queste funzioni, ma deve essere guidato.

Concedetemi un’opinione personale: io rimango convinto che Bentancur offra il meglio di sé da mediano di destra in un centrocampo a due. Tuttavia, è un giocatore molto istintivo con capacità cognitive sottosviluppate rispetto a quelle atletiche, ed ha quindi bisogno di appoggi vicini e una squadra spalmata su campo corto. Quante volte gli abbiamo visto ricevere spalle alla porta senza saper cosa fare perché i compagni erano troppo lontani affinché si fidasse del suo piede? Quante volte, dopo aver guardato il campo, ha abbassato la testa lasciandosi passare davanti il momento della scelta e finendo piegato sui suoi fantasmi mentali con l’avversario alle calcagna?

Mezz’ala?

Massimiliano Allegri, grande ex della panchina bianconera, ha recentemente dichiarato che a suo avviso Bentancur non può giocare davanti alla difesa.

«Non può giocare davanti alla difesa, al massimo una partita. Rodrigo ha giocato tante volte con me davanti alla difesa, ma poi ne giocava dieci da mezzala. Davanti alla difesa ha un tempo di gioco uno-tre, nonostante sia un giocatore importante».

Premesso che Pirlo non sembra avere intenzione di tornare ad un centrocampo a tre, Bentancur da mezz’ala ha giocato con profitto sotto Allegri, ma ancora una volta in una squadra dalle peculiarità spiccate. Bentancur era chiamato ad adoperarsi soprattutto in interdizione, con la produzione di occasioni delegata agli attaccanti, mentre Pirlo ha da sempre manifestato l’intenzione di voler vedere i propri centrocampisti attaccare l’area di rigore. Ecco, la realizzazione e la rifinitura non sono propriamente le doti migliori di Bentancur, visto che in quasi 4 anni di Juventus ha messo a referto la miseria di 3 gol e 13 assist.

Sia Allegri che Sarri avevano trovato un posto a Bentancur. Oggi, complice un calciatore che proprio non riesce a limare alcuni cronici difetti, Pirlo non sembra avergli trovato una collocazione in grado di esaltarne le caratteristiche. Il fatto che comunque sia un punto fermo del centrocampo la dice lunga sulle difficoltà incontrate quest’anno. Siamo dunque forse di fronte ad uno stallo, ma una simile situazione all’età di 23 anni non è mai una buona notizia. Né per lui, né per la Juventus.

A mio giudizio, una specializzazione rimane la soluzione più auspicabile: dare certezze passa anche (ma non solo) attraverso la costanza di impiego.

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È il co-responsabile del sito AterAlbus.it e di tutta la produzione scritta. "Il campo non mente mai", dice spesso mentendo.