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Chi ha sbagliato sul gol subito dal Parma?

‹‹Basta un po di passività in meno per evitare quel gol. Sull’angolo abbiamo tutti calciatori fermi sia fisicamente che mentalmente. Da due o tre mesi facevamo bene ma stasera ci abbiamo ripreso un gol››.

Con queste parole Maurizio Sarri ha risposto alla domanda posta da Billy Costacurta in merito al gol subito dalla Juve contro il Parma, in situazione di palla inattiva.

La dinamica che ha portato al gol di Cornelius è abbastanza chiara: su calcio d’angolo a uscire, battuto da Scozzarella, la palla arriva all’altezza della prima linea del castello difensivo bianconero, dove l’attaccante danese riesce a staccare e a segnare il gol del momentaneo pareggio gialloblu.

In questa occasione, le responsabilità maggiori (al di là del pregevole gesto tecnico del giocatore del Parma) ricadono su Ronaldo, l’uomo designato nel difendere la zona dove Cornelius ha impattato il pallone.

Infatti, nella difesa a zona utilizzata contro calci d’angolo e punizioni, ogni giocatore del castello difensivo è responsabile dello spazio che si trova fra sé e il compagno più vicino alla zona di battuta. In pratica, quello che avviene nella pallavolo dove la palla che attacca alle spalle un giocatore della prima linea è responsabilità del compagno della seconda.

Nel caso in questione non è quindi possibile attribuire colpe specifiche a Ramsey, che si è mosso correttamente verso la palla cercando di intercettarne la traiettoria. La responsabilità del gap da coprire era dunque del portoghese.

Se qualcosa può essere detto del posizionamento generale della squadra bianconera in questa situazione, riguarda semmai la distanza fra Ronaldo e Rabiot, forse troppo grande. In questo senso si poteva cercare di accorciare la linea difensiva verso il francese, in modo da ridurre la zona di competenza del portoghese.

Tuttavia, il punto più importante è proprio quello sollevato da Sarri, cioè l’inerzia dei giocatori della Juve in questa situazione. Inerzia che li ha portati ad essere fermi al momento della battuta di Scozzarella, col risultato di dare vantaggio ai saltatori di D’Aversa.

Con la difesa a zona su calcio d’angolo bisogna invece essere attivi e muoversi (con la corretta postura del corpo) verso la palla, senza aspettare passivamente che la sfera vada a cadere nella zona assegnata al singolo difendente.

Questo non è accaduto e il risultato è stato quello di subire un gol e riproporre la questione dell’attenzione dei giocatori della Juventus in queste situazioni. Una problematicità che si era già riscontrata in Champions contro l’Atletico Madrid ma che era stata prontamente corretta dallo staff tecnico tanto è vero che, finora, la Juve ha subito appena due gol da calcio d’angolo, compreso quello di Cornelius.

Il gol subito quindi non è da addebitare al tipo di marcatura adottata quanto appunto ad una disattenzione della squadra.

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Classe 1978, prof. di storia e filosofia, scrive anche per Il Nuovo Calcio. È autore di diversi libri ed articoli di tattica, non necessariamente sulla Juventus. Match analyst certificato Sics. Lo trovate anche su lagabbiadiorrico.com

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