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Come gioca il Bologna?

L’ultimo turno di campionato vede la Juventus affrontare una squadra dalla identità forte come quella del Bologna di Mihajlović. formazione che tenta d’imporre il proprio contesto praticando un calcio aggressivo e offensivo.

L’ultima avversaria della Juventus nel girone d’andata di Serie A è il Bologna, il cui campionato fin qui disputato potrebbe essere riassunto con la frase “Forte coi Deboli, Debole coi Forti”. La squadra di Mihajlović ha infatti finora raccolto 1 solo punto, sui 20 totali, contro le prime otto squadre in classifica. La vittoria più prestigiosa è arrivata proprio domenica scorsa, al termine di una convincente prestazione contro la rivelazione Hellas Verona. Quando ha affrontato squadre di alta classifica (dal Milan al Sassuolo) il Bologna ha subito ben 19 gol (2,7 gol/partita) segnandone 8 (1,14 gol/partita) e solo la sconfitta con la Lazio può essere considerata immeritata se consideriamo il dato degli XG. Di contro, è stato spesso superiore agli avversari della parte medio bassa della classifica. A fronte dei 20 punti conquistati, secondo Understat il Bologna avrebbe meritato qualcosa in più (XP 24,26) e nella graduatoria degli XPOINTS è al nono posto invece della reale dodicesima posizione. (La Juventus è scesa dal primo al quarto posto dopo la sconfitta in casa dell’Inter).

Il sistema di gioco ormai consolidato è il 4231, adottato da Mihajlović già nelle precedenti stagioni ed al quale quest’anno non ha praticamente mai rinunciato, tranne nella partita di Milano contro l’Inter: in quella occasione il tecnico serbo scelse la difesa a 3, presumibilmente in opposizione alla coppia Lukaku – Lautaro ma furono evidenti le difficoltà legate alla differente organizzazione difensiva, mancante dei corretti automatismi. Proprio il ritorno al 4231, effettuato a partita in corso, coincise con il gol del momentaneo 2-1 che riaprì la partita, seppur per pochi minuti.
La formazione tipo è la seguente, in cui la posizione di centrocampista centrale al fianco di Schouten è in ballottaggio tra lo svedese Svanberg e l’argentino Dominguez, titolare nella partita di sabato scorso contro il Verona. Da non escludere la conferma del giovane Vignato in una delle due posizioni di attaccante esterno, in considerazione delle ultime convincenti prestazioni.

Il giocatore che si è messo maggiormente in evidenza nelle file rossoblu è certamente il centrocampista avanzato Soriano, autore di 6 gol (capocannoniere della squadra) e primo anche per numero di assist (4). Il dato delle realizzazioni è al momento decisamente superiore, quasi doppio, rispetto ai gol attesi (3.72) mentre il dato sulla rifinitura è in linea con quanto espresso sul campo. Il centrocampista nato in Germania è il terzo giocatore del Bologna più presente in campo (88 minuti di media a partita), superato solo dai difensori Danilo e Tomiyasu. Soriano, come osservato anche nell’ultima gara, ha un raggio d’azione molto ampio in campo: a seconda delle situazioni alterna movimenti di attacco alla profondità a smarcamenti in uscita dalla difesa avversaria per partecipare alla rifinitura e non disdegna la partecipazione alla costruzione del gioco in alternativa ai due centrocampisti centrali. Il dinamismo che lo caratterizza è testimoniato anche dall’essere il rossoblu che ha il più alto valore medio di km percorsi.

La squadra di Mihajlović può essere definita una compagine tatticamente evoluta, dall’identità definita: ha un’indole propositiva ed è innegabile come tenti di comandare il gioco indipendentemente dall’avversario che ha di fronte. Al di là del risultato finale negativo, il Bologna ha avuto il possesso palla in ugual misura dell’avversario contro Lazio e Napoli e addirittura superiore nelle gare contro Inter e Roma, quest’ultima gara costituisce però il punto più basso del Girone per i ragazzi di Sinisa.

Un dato che caratterizza in modo inequivocabile l’atteggiamento aggressivo della squadra in non possesso palla è il basso valore di PPDA (8,93): solo due squadre, la Juventus (prima) ed il Verona (secondo), hanno un valore medio inferiore. Al termine dello scorso campionato il Bologna ha chiuso addirittura primo, precedendo l’Atalanta, a dimostrazione che questo è un aspetto identificativo del modello di gioco rossoblu.

Proprio nelle partite contro squadre che hanno analogo comportamento, Atalanta e Verona, il Bologna ha volutamente optato per una costruzione lunga; quando invece la prima pressione è meno alta, la costruzione parte dal basso ed è svolta da 3 difensori, De Silvestri, Danilo e Tomiyasu, con Dijks che si alza in fascia sinistra.

La costruzione non prevede un coinvolgimento frequente della coppia centrale di centrocampo ed i difensori privilegiano invece una linee di passaggio verticali sui giocatori di attacco che a turno si muovono incontro, oppure la possibilità di sviluppare il gioco sulle corsie esterne a cui contribuisce la tendenza di Palacio a scambiare con Barrow la propria posizione di attaccante centrale per allargarsi preferibilmente sulla corsia sinistra.

Un altro comportamento tattico positivo, messo in evidenza nell’ultima partita, è stato il riaggredire immediatamente su palla persa ed adottare i corretti comportamenti preventivi sulle transizioni difensive: in particolare spiccano in queste situazioni il centrocampista difensivo Schouten ed il centrale giapponese Tomiyasu che ha costantemente anticipato la punta avversaria Kalinic.

La rete del vantaggio è nata proprio da un recupero in metàcampo avversaria e conseguente verticalizzazione di Schouten per il movimento in profondità di Orsolini liberato davanti al portiere.

La possibile presenza sulle corsie esterne di due giocatori talentuosi quali Vignato ed Orsolini, abile nell’inserimento coi tempi giusti, conferisce al Bologna un’opzione aggiuntiva, ovvero la giocata da esterno ad esterno opposto.
Per quanto riguarda la fase difensiva, come detto prima, la stagione del Bologna non è stata finora all’insegna della solidità e non esente da colpe sono stati anche i due portieri, il titolare Skorupski e la riserva Da Costa.

Nella partita di sabato scorso, quando il Bologna non è riuscito ad aggredire fin dall’inizio la costruzione avversaria, l’uscita del Verona avveniva prevalentemente sul lato destro rossoblu, grazie alla presenza nell’half space di Zaccagni che non permetteva a De silvestri di uscire sul quinto veronese.
Da segnalare il contributo fondamentale in aiuto alla linea difensiva dato dal centrocampista centrale Schouten, che in più di un’occasione si inseriva tra i difensori. La sua posizione in mezzo al campo veniva occupata da Soriano, a disegnare sul campo un 541 in non possesso palla.

Un dato interessante che si evince dalla suddivisione temporale in frazioni di 15 minuti è quello relativo all’ottima performance rossoblu nella parte finale di gara. Quella che va dal 76° fino al fischio finale è infatti l’unica nella quale il Bologna vanta un bilancio (nettamente) positivo tra gli XG a favore rispetto a quelli della squadra avversaria, +4,33 . (Fonte: www.understat.com)

Il campionato del Bologna può essere complessivamente definito fino ad ora in linea con le aspettative iniziali: la squadra ha sempre mantenuto la “distanza di sicurezza” dalla zona rossa della classifica e, a meno di una clamorosa crisi, dovrebbe raggiungere agevolmente la salvezza. Detto ciò, rimane un pochino di insoddisfazione nell’ambiente forse perché mancano al momento due tre exploit contro le big, motivo di gioia per una piazza calorosa. Va dato comunque atto a Mihajlović ed al suo staff di aver valorizzato nel corso della propria gestione tecnica diversi giovani che saranno di sicuro interesse nel futuro, dal difensore Tomiyasu ai centrocampisti Schouten e Svanberg e agli attaccanti Orsolini e Barrow.

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