Cosa ci lascia Emre Can?4 min di lettura

Emre can, giunto a Torino a parametro zero nell’estate del 2018, è stato appena ceduto in prestito con obbligo di riscatto, fissato a 25 milioni, al maturare di certe condizioni. Destinazione Borussia Dortmund. Cosa è stato e cosa non è stato il tedesco in questo anno e mezzo di Juventus?

Il percorso

Per i primi mesi in bianconero Emre Can è stato di fatto un oggetto misterioso: molte presenze da subentrato, meno da titolare in una Juventus che sembra funzionare a meraviglia e che poi si “interromperà” in quella famosa sera di Torino contro il Manchester. Arriva poi il problema alla tiroide che lo tiene distante dal campo per tutto Novembre e non solo. Il ritorno in campo non è impetuoso e folgorante ma anzi claudicante a causa di problemi di collocazione. Emergono tutti i suoi difetti nell’interpretare il ruolo di mediano davanti alla difesa: la sua non elevatissima sensibilità tecnica e le difficoltà nello stretto lo espongono a errori significativi chiaramente dettati da un contesto non adatto alle sue caratteristiche. Lo stesso Allegri lo confermerà nel post-match ampiamente negativo contro l’Atalanta promettendo di non rischierarlo più in quel ruolo. Nei mesi successivi offre prestazioni non particolarmente brillanti come da trend dell’intera squadra. Arriva poi il match di ritorno contro l’Atletico Madrid in cui Emre Can si dimostra l’mvp della serata grazie a una prestazione di rara intensità ed efficacia. Sarà poi anche il miglior uomo in campo nella prestazione negativa all’Allianz Stadium contro l’Ajax: uno degli ultimi a mollare evidenziando anche doti di leadership notevoli. Il resto della stagione scivola senza squilli dato la conquista dello scudetto e l’uscita dalle altre competizioni.

Via Allegri, dentro Sarri che porta ad un cambio di spartito che Emre Can si rivela non adatto a suonare. Prima il minutaggio esiguo concesso, poi l’esclusione dalla lista Champions sanciscono l’insanabile incrinatura e distanza tra lui e il progetto tattico di questa Juventus. Gli scampoli concessi in alcuni match, più per necessità che per scelta, restituiscono un giocatore svogliato,  chiaramente scontento come d’altronde alcune uscite pubbliche avevano già evidenziato. La separazione arrivata in questa sessione di Gennaio sembra la più corretta conclusione per entrambi le parti in causa: Emre Can può trovare di nuovo il campo da titolare; la Juventus si libera di un ingaggio pesante facendo anche plusvalenza.

Che giocatore lascia la Juventus?

Con questa cessione, a opinione dello scrivente, la Juventus cede un giocatore molto forte che però è e sarà destinato per caratteristiche specifiche ad esaltarsi in un contesto abbastanza specifico. Contesto che alla Juventus ha trovato a tratti nella prima stagione e per nulla nella seconda. La cessione è un’operazione corretta, in questo momento. Non ci sono dubbi. Emre Can ha delle caratteristiche totalmente inadatte per interpretare il ruolo di mezz’ala nel gioco di Sarri a cui è richiesta pulizia nella giocata, saper giocare a due tocchi, movimenti intelligenti secondi i principi del gioco di posizione. Non sarebbe stata una questione di tempo né tantomeno di minutaggio concesso. Si tratta di tipologie di richieste per cui Khedira e Bentancur sono evidentemente più adatti. Lo stesso Sarri nella conferenza stampa pre partita con la Fiorentina ha ribadito questo concetto rispondendo a una domanda proprio su Emre Can:

Se su 27 giocatori ce ne sono 1-2 che hanno difficoltà di inserimento, mi sembra la cosa più normale del mondo. Mi sembrano delle conseguenze naturali. In un altro modo di giocare può essere un calciatore basilare”.

Emre Can ha fatto vedere le migliori cose sicuramente come difensore in una linea a tre dove, tramite marcature preventive, può sfoderare tutte le sue qualità fisiche, in marcature, nei contrasti e nel difendere in avanti con un’intensità davvero da giocatore europeo che pochi altri possono vantare. La partita contro l’Atletico rimarrà per sempre ai posteri; la mezz’ora finale contro l’Ajax in cui è uno dei pochi a giocare ancora con alta intensità anche. Un discorso diverso va fatto sulla sua adattabilità a centrale difensivo in una difesa a 4 come ha scritto sapientemente Michele Puntillo qui. Rimane senza dubbio un rimpianto, quantomeno personalmente, non averlo visto impiegato in un centrocampo a due insieme a Pjanić con il quale si sarebbe completato egregiamente.  

Insomma la Juventus ha ceduto un grande centrocampista difensivo, ma non poteva essere altrimenti. Buona fortuna, Emre.