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La scheda di Hamed Junior Traorè8 min lettura

Tra i giovani talenti sbocciati in questa stagione di Serie A non si può non citare Hamed Junior Traorè: con la maglia dell’Empoli l’ivoriano ha trovato grande continuità sia per impiego sia per prestazioni. La Juventus ha deciso di investire 15 milioni di euro per il suo cartellino con l’intenzione di girarlo a un’altra squadra per farlo crescere. Al momento attuale si parla di una possibile sinergia con Sassuolo, Cagliari o Fiorentina, interessate alle sue prestazioni.

Biografia

Hamed Junior Traorè nasce il 16 Febbraio 2000 ad Abidjan, vecchia capitale nonché città più popolosa della Costa d’Avorio. È cresciuto nel suo paese d’origine fino all’età di 14 anni circa per poi cercare fortuna in Italia, a Parma nello specifico, dove si è stabilito con la sua famiglia. La prima squadra per la quale viene tesserato è il Boca Barco ma non serve chissà quanto tempo per essere notato da club più strutturati. In particolare Giovanni Galli, all’epoca dirigente della Lucchese, lo nota e rende possibile l’approdo ad Empoli. Con la squadra toscana dopo le presenze in Primavera e in Serie B arriva l’esordio in Serie A contro il Genoa alla seconda giornata del campionato appena conclusosi. La prima partita da titolare arriva contro il Milan ma è dalla decima giornata contro la Juventus che Traorè si prende definitivamente il posto da titolare nell’11 di Andreazzoli. In totale colleziona 32 presenze, 2 gol e 2 assist e si guadagna con prepotenza una titolarità alla sua prima stagione nella massima serie. Alla voce “curiosità” (ma non troppo curiosa) si segnala che Traorè è il primo classe 2000 ad aver giocato nella prima squadra dell’Empoli.

Che giocatore è?

Per quanto concerne la sua collocazione sul rettangolo di gioco Traorè è un centrocampista offensivo. Nella stagione appena passata è stato utilizzato prevalentemente come mezz’ala sinistra in un centrocampo a tre ma nel corso dell’azione andava ad alzare la sua posizione quasi come un trequartista-mezzapunta. Andreazzoli e Iachini hanno cercato di sfruttare la sua mobilità e tecnica lasciandogli libertà di allargarsi ed effettuare sortite offensive.

Heatmap di Sofascore dell’ultima partita di Serie A: Inter Empoli. Si noti come Traorè non esiti ad allargarsi e a staccarsi verso la trequarti

Nonostante altezza e peso, 184 cm per 77 kg che lo mettono asslutamente in linea per il ruolo, Traorè è un giocatore abbastanza leggerino. Ha una discreta esplosività nelle gambe e un’alta frequenza di passi, ma paga ancora dazio nei duelli fisici. Lo testimoniano i dati sui duelli aerei: su una media di 1,7 duelli aerei tentati a partita, solo 0,5 sono quelli vinti (dati Whoscored). Organicamente offre buone garanzie fisiche per l’intera durata della partita andando a confermare la sua eccellente mobilità. Decisamente notevole è la sua progressione palla al piede che, unita alla pulizia della conduzione, velocità e a un istinto molto diretto nello scegliere la giocata, ne fa uno dei suoi punti di forza.

Una caratteristica peculiare che contraddistingue Traorè è l’istinto con cui interpreta il gioco. Non tende a effettuare scelte conservative bensì opta molto spesso per giocate dirette che siano dribbling e progressioni palla al piede oppure verticalizzazioni anche non di semplice esecuzione. Quasi come ci fosse un magnete che lo attrae verso la porta avversaria.

Quest’azione (al minuto 1:07) è un condensato del Traorè giocatore visto finora: eccellente recupero palla, testa in avanti e progressione palla al piede immediata, verticalizzazione col piede debole

Questo istinto verticale si associa bene sia per le sue qualità in possesso del pallone in velocità sia per le qualità in trasmissione. Un altro grande pregio infatti di Traorè è la verticalizzazione sia col lancio lungo sia con la verticalizzazione bassa che sono molto efficaci, per esempio, per avviare contropiedi. Ha un piede molto educato da questo punto di vista e non a caso ad Empoli molto spesso ha preso in consegna i compiti del regista andando a impostare l’azione.

Insomma, not bad

Altro notevole punto a favore è che si disimpegna molto bene anche col piede sinistro, aspetto non banale per la sua età, e non è una castroneria affermare che di fatto è ambidestro. In fase di possesso un fondamentale di gioco che Traorè deve senza dubbio migliorare invece è il tiro in porta, soprattutto se, come si può desumere da quanto visto finora, verrà impiegato come centrocampista prevalentemente offensivo. La conclusione al momento non è precisa e il difetto di precisione non viene colmato da una potenza in grado di mettere in difficoltà il portiere. Sembra quasi che l’ivoriano, una volta al tiro, provi la conclusione senza pensare alla direzione ma col solo obiettivo di centrare la porta. Come detto però la potenza non bilancia.

Preparazione ottima, conclusione però centrale a mezza altezza. Calcia quasi alla cieca senza pensare a quale possa essere la migliore soluzione.

Non si tratta di un centrocampista goleador: non ha la propensione ad inserirsi senza palla in area né tantomeno la strabordanza fisica per farlo con efficacia (alla Nainggolan, per intenderci, giocatore a cui è stato paragonato da Dal Canto, suo allenatore nella primavera dell’Empoli). Preferisce agire col pallone sulla trequarti e imbeccare i compagni più che andare a cercare la conclusione in area di rigore. Un tratto ancora troppo deficitario è l’associatività sul corto: tende a effettuare molti tocchi col pallone e raramente gioca di prima. Non perché non abbia la tecnica necessaria (lavorandoci ci può arrivare) per farlo ma perché non pensa questo tipo di giocata. È molto più probabile vederlo tentare un dribbling o, spalle alla porta, un aggiramento dell’uomo che lo marca anziché provare un dai e vai nello stretto. Rientra nel suo istinto verticale con cui interpreta il gioco e che andrà smussato e completato per renderlo un centrocampista a tutto tondo. Come un buon centrocampista offensivo è più che bravo negli smarcamenti: in alcune partite è stato utilizzato da trequartista e si è disimpegnato piuttosto bene mostrando un’ottima capacità nel farsi trovare libero tra le linee.

Passando alle caratteristiche in non possesso Traorè si distingue nei tackle denotando ottimo tempismo e una rapidità di gambe che senza dubbio lo aiuta. È un giocatore che difficilmente molla l’avversario nell’1vs1 e dal quale è possibile aspettarsi un recupero anche se è stato disorientato sui primi due-tre passi. Anche nell’interpretazione della fase difensiva si intravede il suo istinto verticale: tenta spesso l’anticipo ed è più incline a difendere in avanti anziché indietreggiare. Numerose transizioni positive dell’Empoli sono susseguite proprio a un recupero palla di Traorè, uno suo strappo e una successiva verticalizzazione. Se invece la squadra dovesse adottare un atteggiamento maggiormente conservativo ecco che l’ivoriano dovrebbe lavorare sul senso della posizione per evitare buchi alle sue spalle o uscite non coordinate col resto della squadra.

Prospettive future

Allo stato attuale delle cose è complicato dare un’identità specifica e cristallina a questo giocatore da poter dire “Traorè è X”. Non a caso è abbastanza difficile individuare giocatori a cui assomiglia e con i quali il paragone calzerebbe a pennello. Ci sono aspetti in cui si stanzia già ad alto livello ma molti altri per i quali bisognerà valutare la sua crescita nei prossimi anni. In fondo è appena passata soltanto una stagione nella massima serie.

Si tratta senza ombra di dubbio però di un’ottima presa da parte della Juventus. È ancora troppo presto per capire quale dimensione e in quale categoria di giocatori Traoré andrà a inserirsi. Se sarà da Juventus oppure no, insomma. Le potenzialità, però, ci sono tutte e bisogna sperare che le prossime stagioni gli consentano di crescere sempre più in personalità e di migliorare alcuni aspetti del suo gioco. E’ un giocatore che ha bisogno di essere allenato in un contesto in cui potrà progredire nelle scelte che effettua sul campo. De Zerbi, da questo punto di vista, potrebbe rivelarsi una scelta sensata.  Il tempo, in ogni caso, è dalla sua parte.

GIUDIZIO DELL’AUTORE SULLE ABILITA’ ATTUALI
(caratteristiche)

6,5


REDAZIONOMETRO
(quanto la redazione vorrebbe lo acquistassimo tenendo in considerazione costi, necessità della rosa e potenzialità del giocatore)


Kareem Bianchi
85%

Jacopo Azzolini
80%
Davide Terruzzi
80%
Enrico Ferrari
75%
Luca Rossi
70%
Andrea Lapegna
70%
Kantor
70%
Michele Tossani
50%
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Luca Rossi

Classe 1996, di Novara, aspirante magistrato, allenatore alle prime armi, appassionato (anche) di tennis e tifoso juventino fin da piccolo.