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La scheda di Luca Pellegrini7 min lettura

Lo scambio di mercato lampo, a ridosso della “scadenza contabile” del 30 giugno e quindi della chiusura dei bilanci, ha portato Leonardo Spinazzola alla Roma e Luca Pellegrini – più un conguaglio di 10 milioni di euro – alla Juventus. Lo scambio è stato estremamente rapido, nel senso che nessuna testata giornalistica lo aveva anticipato, ed anzi i maggiori giornalisti di calciomercato (Di Marzio e Agresti in primis) si sono mossi solo ad operazione praticamente conclusa nella serata di venerdì 28. Da qui la sorpresa generale. Tralasciando il giudizio sulla bontà o meno dell’operazione (in sé, ma anche all’interno della finestra di mercato tutta), la Juventus si ritrova in rosa un calciatore sconosciuto ai più, ma di cui gli osservatori hanno già ben presenti pregi e difetti. 

Luca Pellegrini nasce a Cinecittà, nel quadrante sud-est di Roma, il 7 marzo 1999; 178cm per 72 chilogrammi, presenta una struttura mesomorfa leggera ma già strutturata. Dopo una pre-adolescenza nelle diverse squadre-satelliti della Roma sparse per la capitale, arriva in giallorosso nel 2013. Comincia dai giovanissimi e arriva, completando tutta la trafila, in prima squadra. 

Capacità fisiche e atletiche

Nella rivisitazione contemporanea del ruolo di terzino, Luca Pellegrini occupa uno slot che potremmo collocare a metà strada tra la scuola tradizionale italiana e l’evoluzione che sta segnando il calcio internazionale degli ultimi dieci anni. Pellegrini abbina una buona resistenza ad una velocità massimale alta, tale da permettergli di spiccare tra i pari ruolo e anche tra i pari età. La resistenza si manifesta in un fondo atletico notevole, che gli consente – ad esempio – recuperi non banali in situazioni potenzialmente di svantaggio. La rapidità dei primi passi è molto buona, coadiuvata anche da un buon set di riflessi, che gli permette di liberare una notevole esplosività. Per questo motivo è dotato di un buon anticipo, che – se dovesse migliorare le doti di lettura – diventerebbe certamente una delle sue qualità migliori.

Il fisico nella media non lo mette in condizione di reggere duelli fisici con avversari di stazza o di peso superiore, né di contrastare efficacemente sui duelli aerei, ma ha una buona resistenza e “caparbietà” contro avversari paragonabili. 

Pellegrini ha una buona falcata, una corsa fluida in cui si nota però ancora qualche elemento antieconomico (la testa all’indietro negli allunghi, il movimento delle braccia molto ampio anche senza avversario accanto). Una caratteristica che gli permette di offrire costantemente sovrapposizioni (e persino sovrapposizioni interne) all’esterno o alla mezzala di riferimento, facendo progredire l’azione in maniera rapida e generosa. Tutte doti che gli consentono di interpretare il ruolo con un’ottima condizione atletica, fondamentale anche per il “tipo” di terzino che è e che vorrà diventare. 

Deve essere invece messo in condizione di migliorare la postura, specialmente quando gli si presenta davanti un avversario per un potenziale uno contro uno. Ancora piantato sugli appoggi e con un cattivo orientamento del busto, rischia di dover assecondare le proprie letture senza una preparazione corporea adeguata, il che può sfociare in una sanzione disciplinare.

Abilità tecniche

Le buone qualità atletiche si coniugano in Pellegrini con una buona tecnica di base. In lui vediamo ottime capacità di controllo della sfera, anche ricevendo (per ruolo) passaggi lunghi e non rasi al suolo. Il controllo ha una valorizzazione ancora migliore in accelerazione e soprattutto in velocità. Non eccelle nel controllo in progressione, e anzi tocca la sfera un numero mediamente basso di volte per metri percorsi, ma è in grado di superare gli avversari in scioltezza dosando bene l’allungo della palla per poi passarli in velocità. 

Mancino naturale, sa calibrare molto bene anche i passaggi di corto e medio raggio, che indirizza sempre abbastanza bene. Grazie al buon controllo e alla capacità di liberarsi velocemente ed efficacemente del pallone, è particolarmente adatto ad associarsi in spazi stretti, soprattutto se il ‘duetto’ gli permette conseguentemente di liberare la progressione. Va comunque messo in condizione di poter giocare a (almeno) due tocchi se in azione corale. 

Da terzino “di spinta” con ottima corsa, arriva spesso sul fondo dove può dar sfoggio della versatilità del suo piede sinistro. I cross si distinguono sia per qualità che per rapidità di esecuzione ed il ventaglio di scelte è davvero impressionante. È in grado di servire palle veloci e tagliate, e non disdegna soluzioni più ardite, come come un traversone più arretrato che passi tra terzino opposto e centrale. Specialità della casa sono i cross all’indietro e radenti l’erba una volta che riesce a penetrare nell’area di rigore, un’arma offensiva importantissima nel calcio moderno. 

Nel bagaglio tecnico del ragazzo non possiamo non citare la predilezione per alcuni numeri ad effetto, come i dribbling con il tacco o i cross con l’esterno del piede. Se imparasse a dosarne la frequenza e a focalizzarne l’utilizzo, sarebbe sicuramente una qualità dirimente in situazioni dove la tattica individuale è fondamentale.  

Abilità cognitive

Luca Pellegrini è un terzino che fa ancora molto affidamento sul proprio istinto e sulle proprie letture immediate. Questo ovviamente comporta dei rischi, ma può anche pagare degli alti dividendi se tali scelte risultano poi azzeccate. Ad esempio, si fida molto delle sue capacità atletiche: se da un lato tale attitudine lo porta a chiamare la fuga della difesa superando l’avversario in velocità, dall’altro in non possesso ogni tanto risulta irruento e fuori luogo. È un terzino che ama uscire in anticipo sull’avversario spalle alla porta: una scelta non conservativa che può produrre buoni vantaggi se indirizzata a dovere. L’aggressività senza palla è comunque un fattore da tenere sott’occhio, soprattutto in mancanza di struttura tattica a tamponarne gli effetti negativi – per lo più disciplinari. 

Con il pallone tra i piedi non ha le letture giuste per premiare un taglio profondo di un attaccante, ma un contesto tattico più promiscuo potrebbe aiutarlo in questo senso. 

Salute

Non si può parlare di Luca Pellegrini senza citare i due brutti infortuni subiti nel 2017. A soli 18 anni infatti si procura una lesione del legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro. Un infortunio pesante, che a quell’età può persino pregiudicare la carriera ad alti livelli. Come se non bastasse, al rientro in campo con la Roma primavera, si infortuna di nuovo (e di nuovo gravemente): rottura della rotula sinistra, un infortunio che in molti collegheranno al precedente. Se questi due infortuni sembrano brillantemente superati, è comunque normale offrire un supplemento di attenzione all’integrità fisica di un ragazzo che ha subito due stop prolungati e di tale entità.

Se dovesse continuare a dimostrare di esserseli messi alle spalle, la Juventus potrà contare su un terzino di potenziale assoluto e di orizzonte assicurato. Dovrà “solo” aiutarne la crescita.

GIUDIZIO DELL’AUTORE SULLE ABILITA’ ATTUALI
(caratteristiche)

7


REDAZIONOMETRO
(quanto la redazione vorrebbe lo acquistassimo tenendo in considerazione costi, necessità della rosa e potenzialità del giocatore)

Enrico Ferrari
85%
Jacopo Azzolini
80%
Kantor
75%
Luca Rossi
70%
Andrea Lapegna
70%
Francesco Andrianopoli
70%
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Andrea Lapegna

È il responsabile del sito e della community di AterAlbus.it. Vive a Bruxelles ed è stato cooptato in AterAlbus per correggere la punteggiatura nei nostri articoli.