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Chi è Adrien Rabiot?4 min lettura

L’arrivo di Adrien Rabiot incrementa il numero di centrocampisti centrali a
disposizione di Sarri. Ora, il neotecnico bianconero avrà a disposizione, oltre al francese, anche Pjanic, Bentancur, Khedira, Matuidi, Ramsey e Bernardeschi, qualora Sarri decida di impiegare l’ex viola da mezzala.
Un reparto ben nutrito (al netto di eventuali nuovi arrivi o partenze), utile per lo sviluppo del Sarri-ball, indipendentemente dal modulo/i che l’allenatore toscano andrà ad utilizzare.

Con Sarri che dovrebbe comunque riproporre una base 4+3, l’ex Psg andrebbe ad occupare la posizione di interno di centrocampo. Infatti, Rabiot è naturalmente un relayeur, termine col quale i francesi indicano quei centrocampisti in grado di giocare in entrambe le metà campo. Il “relayeur” si discosta dal classico “box-to-box midfielder” in quanto quest’ultimo è più incursore, cioè in grado di accompagnare l’azione nell’area avversaria arrivando anche alla conclusione. Sono queste, ad esempio, le caratteristiche di Khedira o di Ramsey. Il nuovo acquisto parigino invece è più un cucitore di gioco, in grado di contribuire alla fase di consolidamento del possesso e, in parte, anche alla rifinitura.

Proprio queste caratteristiche sono parte delle problematiche riscontrate dal francese nell’ultimo periodo trascorso al Psg. Qui infatti c’è stata la tendenza ad utilizzarlo come “sentinelle“, vale a dire come play basso davanti alla difesa.
Lo stesso giocatore, parlando a RMC due stagioni fa, era stato perentorio a tal proposito: ‹‹la mia posizione preferita è quella di “relayeur” in un centrocampo tre. Col Paris, ho giocato anche con due no.6, e questo anche mi va bene. Posso giocare anche da sentinelle, ma penso che posso dare di più da “relayeur” che da 6››.
E, ancora, al Le Parisien: «si tratta di due posizioni [relayeur e sentinelle] molto diverse. Il giocatore davanti alla difesa è il cervello della squadra e anche il quinto difensore…io sono portato d’istinto ad attaccare e penso di avere qualche qualità in questo campo».

Rabiot “sentinelle”

A questa posizione Rabiot era stato portato dal mai troppo ben digerito addio di Thiago Motta e dalla conseguente necessità di affiancare un giocatore di possesso a Verratti, problemi che l’arrivo di Lassana Diarra e la cessione di Giovani Lo Celso non avevano risolto. Tuttavia, l’esperimento Rabiot è fallito e le statistiche lo confermano: il 23enne di Saint-Maurice infatti non è un regista né un giocatore difensivo, dando il suo meglio nell’altra metà campo. A ciò si aggiunge il fatto che, nonostante un buon calcio, il fatto di essere monopiede (sinistro) lo limita nel raggio d’azione al momento di svolgere compiti di regia

Si ringrazia la piattaforma CalcioDatato

Questo equivoco tattico e le dispute sul mancato rinnovo contrattuale hanno finito per incrinare definitivamente i rapporti fra la dirigenza parigina, il giocatore ed il suo agente, vale a dire la madre Véronique.

In questo contesto è maturato il trasferimento a Torino. Qui, come detto, Rabiot dovrebbe essere impiegato come mezzala (destra o, preferibilmente, sinistra) del centrocampo a tre sarriano. Come detto, infatti, Rabiot non è un play basso e men che meno quel tipo di metodista da 100, 150 palloni a partita che Sarri auspica in quella posizione.
Detto questo, Rabiot dovrà comunque migliorare alcuni aspetti del suo gioco per poter diventare importante nelle eventuali rotazioni di Sarri. Infatti, a fronte di buone qualità tecniche e tattiche, il francese è a volte incostante e spesso manca della dovuta concentrazione.
Se riuscirà a migliora in questi aspetti, allora Rabiot potrebbe essere funzionale alprogetto tattico che Sarri inaugurerà a Torino.

GIUDIZIO DELL’AUTORE SULLE ABILITA’ ATTUALI
(caratteristiche)

7


REDAZIONOMETRO
(quanto la redazione vorrebbe lo acquistassimo tenendo in considerazione costi, necessità della rosa e potenzialità del giocatore)

Enrico Ferrari
90%
Michele Tossani
75%
Kantor
75%
Luca Rossi
75%
Elena Chiara Mitrani
70%
Jacopo Azzolini
65%
Andrea Lapegna
60%
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Michele Tossani

Classe 1978, prof. di storia e filosofia, scrive anche per Il Nuovo Calcio. È autore di diversi libri ed articoli di tattica, non necessariamente sulla Juventus.