Perché Pjanić sta giocando male?3 min di lettura

Fra le cose che ha detto la partita di andata col Lione, balza agli occhi la prestazione non convincente di Pjanić. Nel piano gara previsto da Sarri per la sfida con i francesi, il bosniaco, Bentancur e Rabiot avrebbe dovuto garantire fluidità al possesso bianconero collegando la zona di costruzione con quella di rifinitura e conclusione.

Nulla di tutto ciò si è verificato. Al di là delle performance di Rabiot e Bentancur a destare preoccupazione sono stati appunto gli errori tecnici di Pjanić. Senza voler entrare in questioni riguardanti il suo approccio psicologico a questo tipo di gare, gli errori commessi dal centrocampista bianconero sono stati sia di marca tecnica che tattica.

Con una postura del corpo spesso sbagliata, Pjanić ha avuto difficoltà nel garantire linearità al palleggio bianconero, in questo non certamente aiutato da due mezzali spesso piatte come Rabiot e Bentancur. Ma, in generale, la questione va oltre la prestazione fornita contro i francesi. L’involuzione del bosniaco è infatti rappresentativa delle problematiche di un centrocampo che non è stato adeguatamente rinforzato durante l’ultima sessione estiva di mercato.

Per di più, avendo valutato a fine ciclo la gestione precedente, si è deciso di affidarsi ad un allenatore dai principi di gioco chiari, che abbisognava quindi di una tipologia ben definita di giocatori, soprattutto a metà campo. Pjanić, una mezzala di possesso atipica, interpreta con difficoltà la posizione di play basso e ancora di più la svolge in modo problematico nel sistema di Sarri.

La sua velocità d’esecuzione e la capacità di smarcarsi di fronte alla pressione avversaria non sono ad oggi tali da consentirgli di operare in una posizione tanto delicata nel gioco del suo allenatore, dove è richiesta appunto una maggior capacità di muovere rapidamente palla. Se a questo aggiungiamo poi il supporto nullo avuto dai compagni di reparto (sia in termini di linee di passaggio che di assistenza nel palleggio) ecco che l’ex romanista può diventare un giocatore che finisce per ingolfare la manovra juventina, come avvenuto contro la squadra di Garcia, invece che sostenerla e darle fluidità.

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In quella posizione Sarri ha sempre utilizzato un giocatore dalle caratteristiche diverse. Il prototipo ideale per l’allenatore toscano, non è una novità, è rappresentato da Jorginho. L’italo-brasiliano, infatti, è riuscito ad interpretare al meglio la posizione con Sarri sia al Napoli che al Chelsea, garantendo al proprio allenatore quel palleggio sul corto necessario a uscire dal pressing avanzato degli avversari e quella velocità di giocata ottimale per far risalire campo alle sue squadre.

Con Pjanić, che sembra esprimersi al meglio da interno in un centrocampo a due che non da mediano, le strade che si presentano ora al tecnico bianconero sono essenzialmente due: cambiare sistema di gioco oppure panchinare il bosniaco per sostituirlo con un centrocampista (Bentancur) che sembra più adatto ad interpretare il modello di gioco sarriano. Entrambe sono scelte forti, con degli svantaggi abbastanza evidenti, ma entrambe hanno un margine di guadagno elevato, almeno nell’immediato, che andrebbe la pena considerare.