Tanto di Cap(p)ello2 min di lettura

Quindi. 28 tiri totali, 7 in porta, 85% del gioco sviluppato fra zona centrale e metà campo avversaria, 2.27 xG generati contro 0.65 concessi…questi i numeri prodotti dalla Juventus nella sfida contro il Lokomotiv Mosca.

La mappa degli xG secondo Infogol.

Eppure c’è chi dice di non aver visto queste occasioni create, di avere invece notato una Juve peggiorata sul piano del gioco e incapace di imporre la propria superiorità sui più modesti avversari. Una partita, si sa, può essere letta in vari modi.

Anche i numeri, a volte, dicono quello che noi vogliamo farli dire. Ci sono però dei fatti oggettivi, espressi in numeri, che non possono essere travisati. Questo, appunto, è quello che è successo con la Lokomotiv. La sfida di Champions dell’Allianz stadium è quantificabile tramite i dati che abbiamo riportato in apertura.

Sono statistiche incontrovertibili. Si può (e si deve) disquisire sul livello prestativo della Juve, metterne in risalto le difficoltà nel proporre una manovra fluida, nel non riuscire a trovare l’ampiezza per superare il blocco centrale 3+2 dei russi, ma non si possono mettere in discussione quei dati che quantificano la produzione offensiva della squadra bianconera. In pratica, si deve riprendere la vecchia storia degli attributi qualitativi e quantitativi di un oggetto.

Sugli aspetti qualitativi (livello di gioco, fluidità di manovra, fase di possesso…) si può discutere. Su quelli quantitativi, come il numeri di tiri in porta, no. E nemmeno sulla qualità delle occasioni create : gli xG hanno i loro limiti ma restano ad oggi il metodo più oggettivo di quantificare la pericolosità offensiva di una squadra. Come sempre, la questione è se vogliamo vedere il bicchiere mezzo pieno (dati quantitativi) o mezzo vuoto (interpretazione del livello di prestazione offerta). Entrambe le strade sono lecite. Meno lo è il pretendere di interpretare a proprio gusto dei dati oggettivi.