Analisi tattica

33a Serie A: Crotone Juventus 1-16 min lettura

di Luca Rossi


 La Juventus cerca di giocare a marce ridottissime ma non riesce a portare a casa i tre punti per via di un atteggiamento supponente e arrogante. Lo scontro diretto all’Allianz Stadium ora diventa più importante


[mks_dropcap style=”square” size=”52″ bg_color=”#F2F2F2″ txt_color=”#000000″]D[/mks_dropcap]opo la convincente prestazione e vittoria contro la Sampdoria la Juventus deve proseguire la sua marcia verso il settimo scudetto consecutivo contro il Crotone, squadra in piena disperata lotta salvezza. Questo match è l’ultimo prima dello scontro diretto di Domenica contro il Napoli all’Allianz Stadium, quindi una vittoria consentirebbe di arrivare a un solido più 6 allo scontro diretto. Allegri rivoluziona la formazione rispetto allo schieramento visto contro i blucerchiati: Szczęsny tra i pali al posto di Buffon; Lichtsteiner, Rugani, Benatia e Alex Sandro per il pacchetto arretrato; centrocampo inedito con Sturaro, Marchisio e Matuidi; trio d’attacco composto da Dybala, Douglas Costa e Higuaìn. Zenga schiera i suoi invece con il consueto 4-3-3 in cui figura Mandragora davanti alla difesa e un trio d’attacco senza Trotta e Ricci. La formazione recita: Cordaz; Faraoni, Ceccherini, Capuano, Martella; Stoian, Mandragora, Barberis; Rohdén, Simy e Diaby.

La lettura delle formazioni poteva far pensare a un 4-3-3 bianconero con Sturaro mezz’ala destra e Matuidi mezz’ala sinistra ma in realtà lo schieramento disegnato da Allegri, almeno al calcio d’inizio, è un 4-2-3-1 con Marchisio e Matuidi nel doble pivote e Sturaro alto a sinistra.

I primi minuti sono chiari segnali di quale sarà l’andamento del match nel corso della partita: un Crotone che di fatto rinuncia a qualsiasi tentativo di pressing, si chiude con un 4-5-1 molto compatto dal baricentro basso e cerca di fare densità nella zona centrale del campo per ridurre al minimo la pericolosità di Higuaìn e soprattutto di Dybala. Gli uomini di casa lasciano totalmente libera la circolazione tra i difensori mentre rimangono decisamente aggressivi ogniqualvolta il pallone viene indirizzato verso i centrocampisti o gli attaccanti. Spesso Matuidi per ricevere palla indisturbato si deve abbassare sulla linea dei difensori prendendo il posto di Alex Sandro che nel frattempo ha alzato la sua posizione.

Ben evidente il 4-5-1 del Crotone. Rugani è lasciato libero di impostare mentre i crotonesi sono pronti ad attaccare il destinatario del pallone.

Accanto a una totale rinuncia al pressing i calabresi si dimostrano pressoché inesistenti in fase offensiva tentando, una volta recuperato il pallone, qualche ripartenza rapida senza troppa convinzione con una verticalizzazione sulle punte.

È la Juventus che fin da subito mostra due aspetti non incoraggianti che caratterizzeranno l’intero match: in primis un approccio mentale decisamente superficiale e supponente deducibile sia dalla scarsa qualità nei passaggi sia da una totale assenza di grinta e concentrazione. L’idea chiara della squadra è quella di gestire, giocare a marce ridotte sperando di risolverla in qualche modo nei 90 minuti come già fatto a volte con le piccole.  In secundis le difficoltà generate da una formazione qualitativamente inferiore rispetto al solito con Lichtsteiner, Sturaro, Matuidi in campo accompagnati da un Marchisio insufficiente da un punto di vista fisico, e conseguentemente tecnico. Per via di questi due problemi la manovra bianconera si riduce a una circolazione sterile tra i due centrali difensivi anche oltre la metà campo avversaria (65 passaggi totali tra loro) che non riesce a trovare alcuno sbocco. A questo scenario si aggiunge un Crotone ordinato dalle maglie strettissime e una prestazione sottotono di due dei tre uomini offensivi, Dybala e Higuaìn. L’unica via per la Juventus di creare presupposti pericolosi è Douglas Costa, vero trascinatore in queste ultime partite, che infatti poco dopo lo scoccare del quarto d’ora serve l’assist per la girata di testa di Alex Sandro.

Douglas Costa: generatore automatico di assist

Dopo i primi dieci minuti Allegri comunque cambia subito schieramento portando Costa a sinistra e  Sturaro come mezz’ala destra con il compito di svolgere il ruolo di Khedira ossia riempire la trequarti e lo spazio alle spalle di Higuaìn, svuotato da Dybala che si allarga per aiutare in impostazione. Anche questa mossa però non fluidifica né migliora l’impostazione bianconera che rimane sterile e elementare. Dopo il gol del vantaggio la Juventus pare accontentarsi e la partita si addormenta se possibile ancor più di prima. La circolazione del pallone è prevalentemente orizzontale e ogni tentativo di forzare la manovra sbatte contro il muro calabrese. Gli unici presupposti pericolosi derivano da cross dalle fasce poi non sfruttati da attaccanti e centrocampisti inseritisi o da spunti  individuali di Costa e così un primo tempo anonimo si chiude sul risultato di 0-1.

Il secondo tempo vede gli stessi ventidue scendere in campo ma è mutato l’atteggiamento tattico della squadra di casa che ha alzato il suo baricentro di una quindicina di metri adottando anche saltuariamente pressing sulla difesa bianconera in impostazione.

Il Crotone non arretra fino alla sua trequarti, tiene baricentro più alto e è pronto ad alzarsi appena la Juve perde metri col pallone. Mandragora più basso rispetto ai colleghi di reparto per schermare meglio su Dybala e Higuain

La Juventus in ogni caso, pur inconcludente in fase offensiva, nei primi venti minuti rischia poco o niente (eccetto la punizione a due in area) ma è possibile denotare alcune letture sbagliate e distratte operate da difesa e centrocampo. Allegri nota questa difficoltà e cerca di correre ai ripari inserendo Bentancur per Marchisio in modo da dare maggior freschezza e atletismo. La sostituzione però non ha il tempo di sortire i suoi effetti poiché un minuto dopo Simy con una superlativa rovesciata trova il gol del pareggio. È palese nell’azione la passività dei giocatori bianconeri, chiaro sintomo di una squadra non connessa alla partita.

Rovesciata, ancora tu?

Da questo momento la Juventus deve riattaccare per forza alla spina, entra in campo Cuadrado al posto di un inadeguato Sturaro e la partita si gioca solo e soltanto nella metà campo calabrese. I bianconeri vanno molto vicini al vantaggio in particolare con un tiro dalla distanza di Matuidi e di Higuain dall’interno dell’area a botta sicura ma il generoso muro crotonese regge fino alla fine della partita e a nulla serve l’ingresso di Bernardeschi in luodo di Dybala negli ultimi 5 minuti.

La Juventus getta alle ortiche l’occasione di arrivare allo scontro diretto con sei punti di vantaggio e così facendo ha di fatto ridato entusiasmo al Napoli che giocherà ancora di più alla morte all’Allianz Stadium. Un atteggiamento supponente  complice alcune scelte di formazione inziali troppo ardite ha generato una prestazione molto deludente che non si è rivelata sufficiente per superare un avversario modesto come il Crotone. Non è necessario ovviamente fare drammi ma senza dubbio la rabbia per questo passaggio a vuoto è giustificabile.

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Luca Rossi

Classe 1996, di Novara, aspirante magistrato, allenatore alle prime armi, appassionato (anche) di tennis e tifoso juventino fin da piccolo.