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	<title>Luca Rossi &#8211; AterAlbus</title>
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	<title>Luca Rossi &#8211; AterAlbus</title>
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		<title>La Juventus di Pirlo: impressioni di settembre</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luca Rossi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Sep 2020 13:30:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Analisi tattica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Oggi contro il Novara la Juventus di Pirlo ha giocato il suo primo (e ultimo) match d’amichevole prima dell’inizio campionato che avverrà nel prossimo weekend. Questa partita, accompagnata da grande curiosità e nel bel mezzo di un calciomercato ancora agli albori, ha offerto spunti molto interessanti su ciò che potrà essere la Juventus di Pirlo. &#8230;</p>
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<p>Oggi contro il Novara la Juventus di Pirlo ha giocato il suo primo (e ultimo) match d’amichevole prima dell’inizio campionato che avverrà nel prossimo weekend. Questa partita, accompagnata da grande curiosità e nel bel mezzo di un calciomercato ancora agli albori, ha offerto spunti molto interessanti su ciò che potrà essere la Juventus di Pirlo.</p>



<p>Due premesse doverose: l’avversario si è rivelato senza dubbio modesto. La condizione atletica dei singoli giocatori potrà avere influito sulle loro prestazioni.</p>



<p>In attesa quindi di partite vere contro avversari probanti analizziamo quello che abbiamo capito da questo match.</p>



<p>Formazione iniziale (3-5-2): Szczęsny; Danilo, Bonucci, Chiellini; Cuadrado, Rabiot, McKennie, Ramsey, Alex Sandro; Kulusevski, Ronaldo.</p>



<p><strong>Il modulo scelto</strong></p>



<p>Come vociferato nelle ultime settimane e come d&#8217;altronde anche da lui anticipato in conferenza stampa, Pirlo ha effettivamente deciso di utilizzare la difesa 3 in fase di possesso palla utilizzando Danilo come terzo centrale di destro. McKennie, schierato davanti alla difesa, insieme a Rabiot, nominalmente mezz’ala, andava a formare una coppia di mediani con compiti in impostazione. L’altra mezz’ala Ramsey alzava la sua posizione stringendo in mezzo al campo mentre i due “quinti” Cuadrado e Alex Sandro rimanevano molto larghi per dare ampiezza. Le due punte, Ronaldo e Kulusevski, hanno giocato quest’oggi abbastanza strette e vicine. Sostanzialmente, e più correttamente, si potrebbe interpretare quanto visto oggi con un 3-4-2-1 fermo restando che dietro ai numeri ovviamente ci sono principi e funzioni che andremo tra poco ad analizzare. Con possesso consolidato della squadra avversaria invece la Juventus si è schierata con un più canonico 4-4-2 con Alex Sandro ad abbassarsi sulla linea dei terzini e Ramsey a scalare sul lato sinistro del campo. Insomma, attaccare a 3, difendere a 4.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img src="/wp-content/uploads/2020/09/Difesa-a-3-davvero-960x526.png" alt="" class="wp-image-15834" srcset="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/09/Difesa-a-3-davvero-960x526.png 960w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/09/Difesa-a-3-davvero-595x326.png 595w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/09/Difesa-a-3-davvero-768x421.png 768w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/09/Difesa-a-3-davvero-1536x841.png 1536w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/09/Difesa-a-3-davvero.png 1643w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /><figcaption><em>Difesa a 3 Danilo-Bonucci-Chiellini; Alex Sandro in alto nell&#8217;immagine si allarga per dare ampiezza; Ramsey più alto e stretto mentre Rabiot-McKennie fungono da doppio play</em></figcaption></figure></div>



<p><strong>I principi di gioco</strong></p>



<p>Il tratto maggiormente evidente della Juventus di quest’oggi è stata la ricerca continua dell’ampiezza. La circolazione del pallone è stata effettuata in maniera abbastanza rapida con l’obiettivo infatti, appena possibile, di cambiare campo per l’1vs1 in isolamento del quinto. Non quindi passaggi sul breve a due tocchi per disordinare la squadra avversaria e poi imbucare, ma circolazione veloce con cambio campo sul lato debole col vantaggio ulteriore di poter allargare le maglie della difesa avversaria..</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img src="/wp-content/uploads/2020/09/Cuadrado-in-ampiezza-960x397.png" alt="" class="wp-image-15835" srcset="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/09/Cuadrado-in-ampiezza-960x397.png 960w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/09/Cuadrado-in-ampiezza-595x246.png 595w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/09/Cuadrado-in-ampiezza-768x317.png 768w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/09/Cuadrado-in-ampiezza-1536x635.png 1536w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/09/Cuadrado-in-ampiezza.png 1916w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /><figcaption><em>Qui Cuadrado in 1vs1 dopo un cambio di gioco di Rabiot</em></figcaption></figure></div>



<p>Effettuato il cambio di campo sul quinto i due attaccanti si sono riversati in area di rigore accompagnati quasi sempre da Ramsey, uno dei due mediani e il quinto sull’altro lato del campo pronto a stringere. Ha stupito infatti la capacità fin da subito della Juventus di riuscire a riempire l’area di rigore, annoso problema della stagione precedente, con più giocatori disposti su primo palo, secondo palo, centro area e fuori area.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img src="/wp-content/uploads/2020/09/Occupazione-area-di-rigore-960x505.png" alt="" class="wp-image-15836" srcset="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/09/Occupazione-area-di-rigore-960x505.png 960w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/09/Occupazione-area-di-rigore-595x313.png 595w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/09/Occupazione-area-di-rigore-768x404.png 768w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/09/Occupazione-area-di-rigore-1536x808.png 1536w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/09/Occupazione-area-di-rigore.png 1769w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /><figcaption><em>Cuadrado sempre in isolamento 1vs1. Dentro l&#8217;area: Ronaldo pronto ad attaccare il primo palo, Kulusevski il centro area, Ramsey al limite per ricevere un eventuale passaggio orizzontale dietro, McKennie a rimorchio e Sandro sul secondo. Not bad</em></figcaption></figure>



<p>Va evidenziata anche una discreta spaziatura di Ramsey e Kulusevski alle spalle di Ronaldo per trovare combinazioni rapide che potessero portare al tiro. Una volta infatti cercata l’ampiezza con la difesa poi schierata oppure nell’impossibilità di trovare l’ampiezza la Juventus ha tentato di creare occasioni tramite combinazioni tra i giocatori offensivi come avvenuto in occasione del primo gol di Cristiano Ronaldo.</p>



<figure class="wp-block-video aligncenter"><video controls src="/wp-content/uploads/2020/09/Gol-Ronaldo-1.mp4"></video><figcaption><em>Da notare come allargare bene e velocemente il pallone può portare ad allargare le maglie della difesa avversaria: qui Ronaldo riceve solo e Kulusevski gli restituisce un gran pallone</em></figcaption></figure>



<p>Questa partita invece non ha consentito di trarre indicazioni sotto due altri profili importanti: l&#8217;uscita dal basso e il pressing/recupero rapido del pallone (aspetto che fin da subito Pirlo con le sue parole ha definito fondamentale). Il Novara ha pressato pochissimo e di fatto la Juventus ha potuto impostare l&#8217;azione con grande libertà. Vanno notati comunque gli ottimi smarcamenti dei due mediani. </p>



<p>In fase di non possesso si è visto nel primo tempo come con questo tipo di gioco, una volta saltata la prima pressione, si aprano dei buchi per la ripartenza avversaria. In particolare nei primi 5 minuti di partita la Juventus per due volte si è trovata a rincorrere un avversario con grande spazio a disposizione. Una volta persa palla l&#8217;attenzione e l&#8217;intensità saranno fondamentali</p>



<p><strong>I singoli</strong></p>



<p>Alex Sandro: il brasiliano negli ultimi anni è diventato sempre di più un eccellente terzino difensivo ma ha perso molto nella metà campo avversaria in termini di dribbling ed esplosività. Nel gioco di Pirlo, per quello che abbiamo visto quest’oggi, gli esterni sono fondamentali e anche dalle loro qualità in 1vs1 passa molto dell’efficacia del gioco. Sarebbe perfetto ritrovare il giocatore ammirato i primi due anni di Allegri: quell’Alex Sandro, anche da un punto di vista mentale e di attitudine, tentava molto di più il dribbling nell’1vs1.</p>



<p>In ogni caso, una valutazione sul pacchetto di esterni sarebbe opportuno farla in quest’ottica. Non è da escludere che, una volta rientrato dall’infortunio, Pirlo voglia provare Bernardeschi su una delle due fasce, per esempio.</p>



<p>Kulusevski: quest’oggi ha confermato quanto già si era scritto in passato su questi lidi. Kulusevski è un giocatore intenso, che si muove molto e che dà il meglio di sé con tanto campo davanti. È più in difficoltà quando deve gestire il pallone nello stretto poiché il suo primo controllo non è stellare. Si conferma invece un giocatore in grado di dare assist e rifinire come ha dimostrato il perfetto passaggio di prima per Cristiano Ronaldo in occasione del primo gol (movimenti dentro fuori). Non credo che, una volta rientrato Dybala e arrivato il sostituto di Higuain, Kulusevski venga schierato nuovamente nei due davanti bensì Pirlo cercherà altre soluzioni. Una potrebbe essere benissimo mezz’ala</p>



<p>McKennie: ha dimostrato di poter dare dinamismo e intensità a un centrocampo che ne aveva un disperato bisogno e motivo per cui probabilmente la Juventus ha puntato su un profilo di questo tipo. Bene nell’accorciare in avanti e molto bene nel disimpegno col pallone tra i piedi. I suoi cambi campo, insieme a quelli Rabiot, sono stati ottimi in questo match. Andrà valutato col pallone tra i piedi in contesti a maggiore intensità e sollecitato da pressing maggiore.</p>



<p>In conclusione, al netto della premessa di cui all’inizio, ci si può ritenere soddisfatti di questa partita per un aspetto principale: la Juventus, già quest’oggi, ha saputo mettere in campo delle chiare idee del proprio allenatore con una fase di possesso, volta ad allargare il campo, diametralmente opposta a quella dell’anno scorso in cui invece si giocava su un campo più stretto per trovare l’imbucata centrale. Insomma, Pirlo sembra avere le idee chiare su come impostare la squadra e su quali principi fondare la Juventus 2020/21. Starà a lui trovare le connessioni migliori tra i giocatori per implementarlo al meglio e alla società dare al Mister ancora qualche giocatore</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-gravatar"><img src="/wp-content/uploads/2016/08/avataruomo11-150x150.png" width="100" height="100" alt="Luca Rossi" class="avatar avatar-100 wp-user-avatar wp-user-avatar-100 alignnone photo" /></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="/author/luca-rossi/" class="vcard author" rel="author" itemprop="url"><span class="fn" itemprop="name">Luca Rossi</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Classe 1996, di Novara, aspirante magistrato, allenatore alle prime armi, appassionato (anche) di tennis e tifoso juventino fin da piccolo.</p>
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		<title>La stagione di Adrien Rabiot</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luca Rossi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Aug 2020 08:48:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A stagione ormai effettivamente conclusa mentre quella successiva appare talmente vicina da faticare a individuarne i confini, è tempo comunque di bilanci. Oggi tiriamo le somme dell’annata di Adrien Rabiot le cui prestazioni hanno assunto una virata netta tra il pre-covid e il post-covid. Il francese, dopo un pre-campionato in cui è stato protagonista, nella &#8230;</p>
<p class="read-more"> <a class="" href="/la-stagione-di-adrien-rabiot/"> <span class="screen-reader-text">La stagione di Adrien Rabiot</span> Leggi altro &#187;</a></p>
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<p><strong>A stagione ormai effettivamente conclusa mentre quella successiva appare talmente vicina da faticare a individuarne i confini, è tempo comunque di bilanci. Oggi tiriamo le somme dell’annata di Adrien Rabiot le cui prestazioni hanno assunto una virata netta tra il pre-covid e il post-covid.</strong></p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<p>Il francese, dopo un pre-campionato in cui è stato protagonista, nella prima parte di stagione, quantomeno sotto il profilo del minutaggio, è stato relegato a un ruolo marginale nei primi mesi. Il bottino dopo 15 giornate contava 7 presenze di cui solo due dall&#8217;inizio con la prima titolarità giunta soltanto alla quinta giornata contro il Brescia. Nei match importanti (Atletico Madrid in trasferta, Inter a San Siro, Napoli e Lazio) <a href="/si-puo-fare-a-meno-di-matuidi/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">gli è sempre stato preferito Matuidi</a> il quale ha dimostrato fin da subito elevata intelligenza calcistica nell’interpretare correttamente il ruolo sul lato di Cristiano Ronaldo, seppur con limiti tecnici evidenti e noti. D’altro canto le prestazioni di Rabiot nella prima parte di stagione sono state tendenzialmente insufficienti sotto molteplici aspetti. Dal punto di vista fisico è sembrato patire ancora enormemente i lunghi mesi di inattività vissuti prima dell’accasamento a Torino a cui sì è accompagnata molto spesso una scarsa intensità mentale, a tratti anche irritante, all’interno dei match. Si è rivelato molto spesso spaesato nei movimenti senza palla e anche col pallone tra i piedi, eccetto qualche giocata degna di nota e qualche progressione, non ha offerto un contributo particolarmente positivo. In particolare è risultata evidente la sua poca capacità di incidere nell’ultimo terzo di campo sia in rifinitura sia nella gestione del pallone tra i piedi nello stretto. Le statistiche sono effettivamente impietose: 1 gol e 1 assist in tutta la stagione, una media di 0,7 circa key pass a partita.</p>



<p>La situazione sembra mutare nei primi mesi del 2020 a partire dai quarti di finale di Coppa Italia, contro la Roma, quando viene schierato per la prima volta dall’inizio il centrocampo <a href="/il-centrocampo-bentancur-pjanic-rabiot-ha-funzionato/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Bentancur, Pjanić e Rabiot</a>. Le due mezz’ali infatti sembrano garantire il necessario combinato di dinamismo e tecnica per poter esprimere al meglio di gioco di Sarri tramite una rapida circolazione del pallone. Rabiot inoltre, così come Bentancur, offre un’alternativa in fase di costruzione dell’azione garantendo quindi sempre il “<em>doppio play” </em>accanto a Pjanić. Questo sistema però non vince la prova della continuità poiché nelle settimane successive la Juventus alterna prestazioni buone ad altre pessime e il francese non fa altro che seguire passivamente questo trend senza offrire il contributo che sarebbe lecito aspettarsi da un grande centrocampista. Il percorso negativo raggiunge l’apice nella disastrosa prestazione <a href="/una-prestazione-sconcertante-lione-juventus-ottavi-champions-league/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">contro il Lione nella gara di andata degli ottavi di Champions League</a> in cui Rabiot è stato pressoché nullo in rifinitura, piatto nel palleggio ,in perenne attesa del pallone tra i piedi riuscendo a gettare alle ortiche anche un paio di occasioni in contropiede.</p>



<p>Pausa. Quarantena. Ripresa. Rabiot 2.0. Il giocatore infatti che abbiamo potuto osservare <a href="/come-stanno-le-nostre-mezzali-rabiot-ramsey-lazio/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">in quest’ultimo mese e mezzo</a> di pallone è sembrato un giocatore totalmente rivitalizzato rispetto a quello visto in precedenza. Finalmente è apparso dominante fisicamente e atleticamente come nei duelli individuali sia difensivi che offensivi su lunga distanza. Il francese in queste partite è stato scintillante sotto due punti di vista: i break palla al piede che hanno spesso spezzato in due la squadra avversaria e che hanno permesso alla Juventus di avere un giocatore in grado di strappare (e di segnare contro il Milan); l’intensità nei movimenti senza palla con i quali Rabiot si è fatto trovare coi tempi giusti tra le linee in piena integrazione coi meccanismi del gioco di Sarri. </p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img src="/wp-content/uploads/2020/08/Rabiot-movimento-960x539.jpg" alt="" class="wp-image-15509" srcset="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/08/Rabiot-movimento-960x539.jpg 960w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/08/Rabiot-movimento-595x334.jpg 595w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/08/Rabiot-movimento-768x431.jpg 768w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/08/Rabiot-movimento.jpg 1068w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /><figcaption><em>Qui contro la Sampdoria Rabiot ha agito da mezz&#8217;ala destra. Il movimento senza palla è puntuale e preciso. </em><br><em><strong>Grazie a Jacopo Azzolini per l&#8217;immagine</strong></em></figcaption></figure></div>



<p>Il francese è stato spesso uno dei migliori in campo e la sua fisicità è diventata indispensabile in un periodo in cui la Juventus non ha brillato. Infatti contro Udinese, Lazio, Atalanta e Torino Rabiot è stato il secondo giocatore bianconero per chilometri percorsi dietro l’instancabile Bentancur e contro la Sampdoria, in assenza dell’uruguaiano, si è aggiudicato la medaglia d’oro.</p>



<p><strong>E quindi chi è Rabiot?</strong></p>



<p>Questa stagione nella sua complessità e unicità lascia perplessi su Rabiot il cui giudizio probabilmente non può essere definitivo ma richiede qualche riserva. Abbiamo assistito a una prima parte di stagione pienamente insufficiente e ad una seconda parte post-Covid di alto livello. È servito che Rabiot entrasse in condizione per poter esprimere il proprio potenziale oppure il francese ha avuto vita facile in questi mesi grazie alla condizione atletica non ottimale di avversari e compagni? La verità probabilmente sta un po’ nel mezzo ma è di maggior rilievo capire che tipo di giocatore ci abbia restituito questa stagione perché quest’annata, al netto del rendimento, ha fornito molte indicazioni su cosa Rabiot sia in grado di fare e cosa no. Rabiot non è un giocatore in grado incidere nell’ultimo terzo di campo, e anche la seconda brillante parte di stagione lo ha confermato. Sebbene si sia mosso con grande intelligenza trovando spesso tempi e spazi corretti per ricevere tra le linee, la gestione del pallone in zone congestionate è ancora troppo deficitaria anche per via della totale assenza del piede destro nel suo gioco. Il francese è un giocatore monopiede che necessita sempre di orientarsi per giocare col piede sinistro e nel suo arsenale non possiede l’imbucata verticale per mandare l’attaccante in porta. &nbsp;</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img src="/wp-content/uploads/2020/08/Confronto-Rabiot-Bentancur-1.png" alt="" class="wp-image-15510" srcset="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/08/Confronto-Rabiot-Bentancur-1.png 726w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/08/Confronto-Rabiot-Bentancur-1-595x583.png 595w" sizes="(max-width: 726px) 100vw, 726px" /><figcaption><em>Fonte: Understat.com</em></figcaption></figure></div>



<p>Il grafico soprastante evidenzia nel confronto tra Rabiot (in verde)e Bentancur (in blu) come l&#8217;uruguaiano stesso, al quale si richiede da mezz&#8217;ala di migliorare nell&#8217;ultimo terzo di campo, disponga di un rendimento migliore in termini di assist per 90 min, expected assist per 90 min e key pass per 90 minuti. Il francese tende a sbagliare molte scelte in situazione di 3 vs 3 o 2 vs 2, come in questo caso contro la Sampdoria.</p>



<figure class="wp-block-video aligncenter"><video controls src="/wp-content/uploads/2020/08/Rabiot-transizione-1.mp4"></video><figcaption><em>Intercetto eccellente, grave errore per tempi e modi del suggerimento per Ronaldo</em></figcaption></figure>



<p>Anche da un punto di vista realizzativo il francese ha confermato di non essere un centrocampista goleador sebbene nelle ultime uscite abbia tentato qualche tiro dai 25/30 metri. </p>



<p>In fase di possesso può fornire progressioni e strappi palla al piede nonché supporto in fase di costruzione della squadra in aiuto al play davanti alla difesa. Tra le linee però non è il giocatore da cui aspettarsi la giocata decisiva nell’ultimo terzo di campo, e questo deve essere ovviamente considerato qualora la Juventus voglia investire sul mercato in quella casella considerando Bentancur e Arthur gli altri due componenti del centrocampo a 3. Se però Rabiot è quello visto effettivamente nell’ultimo mese e mezzo atleticamente, allora è un giocatore che può dare intensità di cui questa squadra ha senza dubbio bisogno.</p>



<figure class="wp-block-video aligncenter"><video controls src="/wp-content/uploads/2020/08/Rabiot-punizione-.mp4"></video><figcaption><em>Da quest&#8217;azione si evidenzia un giocatore che va quasi a una velocità diversa. Anche questo vuol dire intensità in fase di possesso</em>.</figcaption></figure>



<p>Intensità che si è evidenziata in fase di non possesso anche con recuperi in avanti degni di nota e accorciamenti puntuali per tempistiche. Nel match contro la Sampdoria è stato autore di 4 intercetti di cui un paio in avanti che potenzialmente potevano generare una transizione positiva molto pericolosa.</p>



<p>In definitiva, Rabiot, al netto dei limiti evidenziati, non è il profilo perfetto per quella casella a centrocampo ma per intensità potrebbe tornare utile anche nella prossima stagione. E questa, forse, è una sorpresa.</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-gravatar"><img src="/wp-content/uploads/2016/08/avataruomo11-150x150.png" width="100" height="100" alt="Luca Rossi" class="avatar avatar-100 wp-user-avatar wp-user-avatar-100 alignnone photo" /></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="/author/luca-rossi/" class="vcard author" rel="author" itemprop="url"><span class="fn" itemprop="name">Luca Rossi</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Classe 1996, di Novara, aspirante magistrato, allenatore alle prime armi, appassionato (anche) di tennis e tifoso juventino fin da piccolo.</p>
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		<title>La scheda di Arkadiusz Milik</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luca Rossi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Jul 2020 09:24:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Schede calciatori]]></category>
		<category><![CDATA[Calciomercato]]></category>
		<category><![CDATA[juventus]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Biografia Arkadiusz Krystian Milik nasce il 28 febbraio 1994 a Tychy, città polacca situata all’interno del Voidovato della Slesia, nella zona meridionale del paese. Si racconta che già a tre anni Milik abbia dato i primi calci al pallone, insieme ad alcuni amici nella piazza accanto alla casa dei genitori ma la sua infanzia è &#8230;</p>
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					<div class="elementor-text-editor elementor-clearfix"><p><!-- wp:paragraph --></p>
<p><strong>Biografia</strong></p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p>Arkadiusz Krystian Milik nasce il 28 febbraio 1994 a Tychy, città polacca situata all’interno del Voidovato della Slesia, nella zona meridionale del paese. Si racconta che già a tre anni Milik abbia dato i primi calci al pallone, insieme ad alcuni amici nella piazza accanto alla casa dei genitori ma la sua infanzia è stata tutt’altro che facile. A 6 anni deve assistere alla perdita del padre, punto di riferimento fino a quel momento, e da lì in poi Milik inizia a intraprendere uno stile di vita ribelle, quello che in maniera semplicistica potremmo definire la “cattiva strada”. La madre, preoccupata, chiede aiuto al vicino, Slawek “Mogi” Migilan, allenatore che Milik non esita a definire esplicitamente come un salvatore. Una sorta di secondo padre. Grazie a lui infatti il polacco inizia a frequentare la scuola calcio del Rozwój Katowice, squadra che attualmente milita in II liga, divisione polacca paragonabile sul piano gerarchico alla nostra Serie C. Compiuta la trafila giovanile nel 2010, all’età di 16 anni, debutta in II Liga segnando una doppietta nel 4-0 complessivo contro il KS Krasiejów. L’estate successiva firma un contratto di un anno con il Górnik Zabrze dove effettua il debutto in Ekstraklasa, massima serie polacca. Nel dicembre del 2012 avviene il trasferimento in uno dei 5 campionati principali europei: la Bundesliga. Destinazione Bayer Leverkusen. Qui l’ascesa verso il calcio che conta subisce una battuta d’arresto poiché in maglia “werkelf” Milik colleziona soltanto 6 presenze. Nell’agosto 2013 prova il rilancio tramite prestito di un anno all’Augsburg dove mette a referto 18 presenze ma soli 2 gol realizzati. La vera svolta avviene col trasferimento successivo, nel settembre 2014, all’Ajax dove fa registrare numeri sensazionali: 75 presenze, 47 gol e 21 assist. Nel 2016 Milik abbandona Amsterdam per trasferirsi a Napoli dove la sue stagioni sono state falcidiate da due rotture del legamento crociate anteriore.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p>In nazionale Milik, dopo la trafila tra under-17 e under-19, esordisce con la nazionale maggiore a 18 anni nel 2018 per poi venire convocato sia ad Euro 2016 sia ai mondiali del 2018.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p><strong>Caratteristiche fisiche</strong></p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p>Arkadiusz Milik possiede un fisico longilineo, 187 cm per 78 kg, grazie al quale offre un notevole impatto nei duelli aerei ma minore efficacia nella protezione della palla spalle alla porta. Nonostante l’altezza, è dotato di una discreta rapidità di gambe e di una buona velocità di esecuzione dei gesti tecnici che, unita all’ottima coordinazione di cui dispone, non lo rende una prima punta macchinosa nei movimenti. Soffre maggiormente il duello sul lungo poiché la velocità in progressione, sia per caratteristiche sia per gli infortuni subiti che hanno inciso in termine di esplosività rispetto ai tempi dell’Ajax, non è un suo punto di forza primario.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p><strong>Caratteristiche tecniche e tattiche</strong></p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p>L’analisi del Milik giocatore non può non partire dal suo piede mancino e dal tiro in porta, una delle sue migliori qualità. L’attaccante napoletano infatti spicca per la precisione del suo calcio, per l’elevata sensibilità del piede in questo fondamentale e anche per la capacità di variare a seconda della situazione di gioco, posizione e distanza. Le statistiche confermano questa caratteristica del suo repertorio: Milik ha segnato 18 degli 87 gol finora realizzati in carriera da fuori area.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:video {"id":14957,"align":"center"} --></p>
<figure><video controls="" src="/wp-content/uploads/2020/07/Gol-Milik-da-fuori.mp4"></video><p></p>
<figcaption><em>Da notare la scelta di indietreggiare di qualche passo per ricevere il pallone anziché attaccare subito la profondità. Ne parleremo dopo</em></figcaption>
</figure>
<p><!-- /wp:video --></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p>Non vi stupirà quindi sapere o avere avuto modo di vedere Milik nella veste di eccellente realizzatore su calcio piazzato.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p>All’interno dell’area di rigore il polacco sa essere un ottimo realizzatore, al netto di qualche errore macroscopico capitato in carriera, e vanno evidenziati alcuni aspetti del suo gioco che lo rendono un attaccante abbastanza completo: la capacità di calcio già sottolineata; l’ottima coordinazione, anche al volo; l’eccellente tempismo sui duelli aerei e lo stacco di cui dispone. Altrettanto degna di nota però è la capacità di trovare lo spazio corretto coi tempi giusti per ricevere e battere a rete. Sia i movimenti in orizzontale a smarcarsi o a tagliare l’area di rigore per ricevere un cross sia in verticale ad attaccare la profondità per ricevere un lancio o in un’imbucata fanno parte di un repertorio che è in grado di maneggiare con intelligenza. Chi pensa a Milik, però, come un 9 che si esprime al meglio solo nei pressi dell’area di rigore o in fase di realizzazione sbaglia: il polacco sa dare molte dimensioni al suo gioco, anche lontano dall’area di rigore o in posizione defilata, come richiesto ai 9 e mezzo moderni. Si tratta infatti di un giocatore molto associativo in grado di venire incontro, combinare e fare sponda con efficacia e redditività nonostante un primo controllo e una precisione nel passaggio non al livello dei top al mondo, (Firmino o Higuaìn, per intenderci) ma comunque senza dubbio soddisfacenti. </p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:image {"align":"center","id":14967,"sizeSlug":"large"} --></p>
<div>
<figure><img src="/wp-content/uploads/2020/07/heatmap-Milik.png" alt=""><p></p>
<figcaption><em>Heatmap fortemente sintomatica del gioco di Milik: la sacca vuota tra il rosso in area di rigore e quello sulla trequarti testimonia come Milik tenda a venire incontro, ricevere e giocare per poi attaccare la profondità e ricevere in area di rigore</em></figcaption>
</figure>
</div>
<p><!-- /wp:image --></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p>Se volete un&#8217;esemplificazione pratica della heatmap qui sopra, ecco a voi</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:video {"id":14968,"align":"center"} --></p>
<figure><video controls="" src="/wp-content/uploads/2020/07/Movimento-e-gol-Milik.mp4"></video><p></p>
<figcaption><em>Riceve nel cerchio di centrocampo, smista dove Fabian Ruiz ha spazio davanti a sè, conclude in area attaccando con tempismo lo spazio alle spalle del difensore</em></figcaption>
</figure>
<p><!-- /wp:video --></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p>Va altresì specificato come Milik sappia fornire ottime letture delle situazioni di gioco e sappia muoversi andando a compensare i movimenti dei compagni di reparto. Basti pensare, aldilà dell&#8217;esperienza napoletana, come il polacco  sappia combinare e affiancare egregiamente Lewandowski che in nazionale tende ad essere maggiormente il numero 9 tra i due. Ottime letture che si ripercuotono anche in una non trascurabile capacità in rifinitura, come testimonia l&#8217;assist per Insigne qui sotto.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:core-embed/youtube {"url":"https://youtu.be/1Lbl4RVyx-s?t=171","type":"video","providerNameSlug":"youtube","align":"center","className":"wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"} --></p>
<figure>
<div>
<div class="ast-oembed-container"><iframe title="Napoli 1-0 Fiorentina | Insigne Stende La Fiorentina | Serie A" width="1200" height="675" src="https://www.youtube.com/embed/1Lbl4RVyx-s?start=171&feature=oembed&amp;wmode=opaque" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></div>
</div>
<figcaption><em>Qui riceve tra le linee da Hamsik scrollandosi di dosso la marcatura viola, conduce, attende con intelligenza il momento propizio per servire con un sinistro delicato il taglio di Insigne</em></figcaption>
</figure>
<p><!-- /wp:core-embed/youtube --></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p>Come già sopra accennato non ha la progressione sul lungo tra i pregi principali né il dribbling: negli anni a Napoli ha fatto registrare una media di 0,6 dribbling a partita tentati. Non si tratta quindi di un giocatore in grado di creare superiorità numerica ma d’altronde non è questo che gli può essere chiesto. Il vero tallone d’achille è la tendenza a non utilizzare mai il piede destro: di fatto Milik è un giocatore monopiede e tale aspetto incide sensibilmente sull’imprevedibilità del suo gioco.</p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p><strong>Nella Juventus</strong></p>
<p><!-- /wp:paragraph --></p>
<p><!-- wp:paragraph --></p>
<p>Prima di esprimere un parere su un’eventuale operazione Milik in maglia bianconera, è opportuno partire dalle necessità della rosa e, più nello specifico, dei meccanismi offensivi bianconeri. La Juventus in questa stagione ha senza dubbio manifestato problematiche nel riempimento dell’area di rigore, essendo Dybala e Ronaldo giocatori che preferiscono ricevere il pallone tra i piedi partendo da posizioni più defilate. Non allarghiamo il discorso alle caratteristiche delle mezz’ali per non complicare maggiormente il quadro della situazione. Allo stesso tempo è altresì evidente come in molte circostanze la Juventus sia stata deficitaria nell’attaccare la profondità con l’intento di abbassare la difesa avversaria. Tutti problemi manifestatisi perlopiù in partite contro squadre chiuse e brave a chiudere il centro con una Juventus costretta e indotta ad optare perlopiù per cross poco pericolosi. In questo contesto Milik sarebbe un’ottima alternativa per la squadra. In primis si tratta di un giocatore estremamente valido: di certo non stiamo parlando di uno dei top 5 attaccanti europei ma il valore assoluto di Milik è più che adeguato per il livello della Juventus. In secondo luogo ha caratteristiche sulla carta funzionali alle esigenze della rosa: la sua capacità di adattarsi e compensare i movimenti dei compagni lo può rendere un partner ottimo per Cristiano Ronaldo e allo stesso consentirebbe di non lasciare da solo il portoghese nel riempimento dell’area di rigore; i suoi movimenti ad attaccare la profondità risolverebbero uno dei deficit principali della stagione. Eventualmente qualora l&#8217;attacco per vie centrali poi non dovesse rivelarsi efficace all&#8217;interno di una partita, con Milik in area i cross avrebbero un maggior grado di pericolosità. Inoltre lui conosce Sarri e Sarri conosce lui, pertanto si troverebbe in un contesto già sperimentato in carriera. Desta perplessità il suo storico quanto a infortuni ma sulla bontà meramente tecnica dell’operazione, nell’impossibilità di andare a pescare tra i top 5 attaccanti in Europa, nutro pochi dubbi. Come verrebbe schierato in campo? La completezza del polacco consentirebbe con ogni probabilità a Sarri di potersi sbizzarrire nel trovare le soluzioni migliori sul campo: da punta centrale in un 4-3-3 con Ronaldo a sinistra e un esterno (Costa, Bernardeschi, Kulusevski) a destra così che la libertà concessa a Ronaldo sarebbe compensata da un giocatore pronto a riempire l&#8217;area, attaccare la profondità ed eventualmente aprirgli spazi. Da prima punta accanto sia a Ronaldo che a Dybala in un 4-3-1-2 qualora Sarri volesse riproporlo in futuro. Nonostante Milik possa offrire un contributo maggiore rispetto a Higuaìn in fase di non possesso, trovo comunque poco sostenibile un tridente pesante con Milik centrale, Dybala a destra e Ronaldo a sinistra.</p></div>
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					<div class="elementor-text-editor elementor-clearfix"><p><span style="font-size: 21px; font-weight: 700;">GIUDIZIO DELL’AUTORE SULLE ABILITA’ ATTUALI</span><br><br></p>
<table border="1" style="font-size: 17px; font-style: normal; font-weight: 400; border-collapse: collapse; width: 564.8px;">
<tbody style="font-size: 17px;">
<tr style="font-size: 17px;">
<td style="font-size: 17px; width: 564px;">
<h1 style="text-align: center;">7</h1>
</td>
</tr>
</tbody>
</table></div>
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					<div class="elementor-text-editor elementor-clearfix"><p><span style="font-size: 21px; font-weight: 700;">REDAZIONOMETRO</span><br></p><p>(quanto la redazione vorrebbe lo acquistassimo tenendo in considerazione costi, necessità della rosa e potenzialità del giocatore)</p><div id="skillbar_straight" style="padding:10px 0;">
<div style="clear:both;"></div>
</div>
<div style="clear:both; height:10px; overflow:hidden;"></div>
<script>
				function sbar(){
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							width:jQuery(this).attr("data-percent")
						},3000);
					});	
				}
				if ( jQuery("#skillbar_straight").next().is(":appeared") ){
					sbar();
				} else {
					jQuery( window ).scroll(function() {
						if ( jQuery("#skillbar_straight").next().is(":appeared") ){
							sbar();
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					});
				}
				</script><div class="skillbar clearfix " data-percent="70%" style="background: #eeeeee;">
				<div class="skillbar-title" style="background: #EFC15D;"><span>Francesco Pagani</span></div>
				<div class="skillbar-bar" style="background: #EFC15D;"></div>
				<div class="skill-bar-percent">70%</div>
			</div><div class="skillbar clearfix " data-percent="60%" style="background: #eeeeee;">
				<div class="skillbar-title" style="background: #EFC15D;"><span>Kantor</span></div>
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			</div><div class="skillbar clearfix " data-percent="60%" style="background: #eeeeee;">
				<div class="skillbar-title" style="background: #EFC15D;"><span>Andrea Lapegna</span></div>
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			</div><div class="skillbar clearfix " data-percent="55%" style="background: #eeeeee;">
				<div class="skillbar-title" style="background: #EF6849;"><span>Davide Terruzzi</span></div>
				<div class="skillbar-bar" style="background: #EF6849;"></div>
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			</div><div class="skillbar clearfix " data-percent="40%" style="background: #eeeeee;">
				<div class="skillbar-title" style="background: #EF6849;"><span>Antonio Corsa</span></div>
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			</div><div class="skillbar clearfix " data-percent="40%" style="background: #eeeeee;">
				<div class="skillbar-title" style="background: #EF6849;"><span>Michele Puntillo</span></div>
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				<div class="skill-bar-percent">40%</div>
			</div><div class="skillbar clearfix " data-percent="40%" style="background: #eeeeee;">
				<div class="skillbar-title" style="background: #EF6849;"><span>Andrea Costanzo</span></div>
				<div class="skillbar-bar" style="background: #EF6849;"></div>
				<div class="skill-bar-percent">40%</div>
			</div></div>
				</div>
				</div>
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						</div>
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		</div>
		<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-gravatar"><img src="/wp-content/uploads/2016/08/avataruomo11-150x150.png" width="100" height="100" alt="Luca Rossi" class="avatar avatar-100 wp-user-avatar wp-user-avatar-100 alignnone photo" /></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="/author/luca-rossi/" class="vcard author" rel="author" itemprop="url"><span class="fn" itemprop="name">Luca Rossi</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Classe 1996, di Novara, aspirante magistrato, allenatore alle prime armi, appassionato (anche) di tennis e tifoso juventino fin da piccolo.</p>
</div></div><div class="clearfix"></div></div><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="/la-scheda-di-arkadiusz-milik/">La scheda di Arkadiusz Milik</a> proviene da <a rel="nofollow" href="/">AterAlbus</a>.</p>
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		<title>La scheda di Arthur Melo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luca Rossi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jun 2020 11:50:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Schede calciatori]]></category>
		<category><![CDATA[Arthur]]></category>
		<category><![CDATA[barcellona]]></category>
		<category><![CDATA[Calciomercato]]></category>
		<category><![CDATA[Centrocampo]]></category>
		<category><![CDATA[juventus]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Biografia Arthur Henrique Ramos de Oliveira Malo, o più semplicemente Arthur Melo, nasce il 12 agosto 1996 a Goiânia, capitale dello stato del Goiás. Ha la possibilità fin da piccolo di iscriversi in una scuola calcio e infatti già dall’età di 4 anni inizia a dare i primi calci al pallone presso la squadra dell’ex &#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Biografia</strong></p>



<p>Arthur Henrique Ramos de Oliveira Malo, o più semplicemente Arthur Melo, nasce il 12 agosto 1996 a Goiânia, capitale dello stato del Goiás. Ha la possibilità fin da piccolo di iscriversi in una scuola calcio e infatti già dall’età di 4 anni inizia a dare i primi calci al pallone presso la squadra dell’ex giocatore Niltinho, cugino del padre. Dopo una strabiliante prestazione contro il Goiás è stato invitato a unirsi nel club della capitale per il quale ha giocato poi dal 2008 al 2010. All’età di 14 anni il padre Aílton riceve la proposta che porterà il figlio 2.000 km più a sud. A Porto Alegre. Al Grêmio. Giunto nella capitale del Rio Grande do Sul, nel gennaio 2015 impressiona tutti in un torneo giovanile e  viene promosso in prima squadra sotto la guida di Luiz Felipe Scolari. Nel 2017 è ormai componente fisso dell’undici titolare vincendo tra l’altro il premio come Best Newcomer del Campeonato Brasileiro Série A e venendo inserito nel Team of The Year. Vince la Copa Libertadores nello stesso anno per poi trasferirsi in Europa, a Barcellona, alla corte di Valverde per 31 milioni di euro più 9 di bonus. 69 le presenze fino a questo momento in maglia azulgrana. L’esordio in nazionale brasiliana è giunto l’8 settembre 2018 e con la maglia verdeoro ha trionfato nell’edizione casalinga della Copa América del 2019.</p>



<p><strong>Caratteristiche fisiche</strong></p>



<p>Non si tratta di un giocatore possente come testimoniano i 172 cm per 73 kg. Possiede però una muscolatura ben strutturata con una discreta forza nelle gambe che gli conferisce alta reattività, esplosività e rapidità di passi sul breve. Soffre invece maggiormente sul lungo dove paga leve non lunghissime. Grazie all’eccellente coordinazione di cui dispone e che lo rende un giocatore molto elegante nei movimenti sembra essere sempre in controllo del suo corpo, del pallone e di tutto quanto gli sta intorno. </p>



<p><strong>Caratteristiche tecniche e tattiche</strong></p>



<p class="has-text-align-center"><em>“Mi piace avere la palla tra i piedi, amo i passaggi corti ed il gioco rapido.”</em></p>



<p>Questa frase, pronunciata i primi tempi della sua avventura al Barcellona, sintetizza molti aspetti del gioco di Arthur. Il brasiliano eccelle nel palleggio grazie a una tecnica di base notevole e la sua associatività sulla corta-media distanza è senza dubbio la caratteristica più lampante del suo gioco. Arthur ama ricevere il pallone tra i piedi e rigiocarlo a massimo due tre tocchi; muoversi e smarcarsi per riceveree nuovamente in una posizione migliore se possibile. Tale attitudine lo rende un giocatore molto mobile che tende a coprire una vasta area del centrocampo come testimonia l’heatmap di questa stagione.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img src="/wp-content/uploads/2020/06/Heatmap-Arthur-19-20.png" alt="" class="wp-image-14728"/><figcaption><em>Heatmap di Arthur in questa stagione, due domande rapide: quanto si muove? Molto. Quanto</em> <em>entra in area di rigore</em>? <em>Molto poco</em></figcaption></figure></div>



<p>Oltre a doti di palleggio superlative Arthur eccelle anche nell&#8217;elusione del pressing tramite baricentro basso, movimento del corpo e controllo orientato: non ha paura nè si trova a disagio quando gli spazi sono congestionati. Inoltre, per via dell&#8217;alta frequenza di passi, tende a toccare molte volte il pallone e questa caratteristica gli consente di rimediare anche all&#8217;ultimo in situazioni critiche. L&#8217;esplosività sulle gambe gli conferisce un buon cambio di passo, aspetto che per esempio lo differenzia notevolmente da Pjanić, molto meno dinamico e mobile nell&#8217;interpretazione del gioco. In relazione a questo aspetto un&#8217;altra divergenza col bosniaco si intravede nei dribbling: Arthur effettua 1,7 dribbling per game mentre Pjanić si ferma a 0,6 evidenziando ancora una volta un&#8217;attitudine più istintiva del blaugrana. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img src="/wp-content/uploads/2020/06/photo_2020-06-19_13-15-45-960x464.jpg" alt="" class="wp-image-14764" srcset="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/06/photo_2020-06-19_13-15-45-960x464.jpg 960w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/06/photo_2020-06-19_13-15-45-595x287.jpg 595w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/06/photo_2020-06-19_13-15-45-768x371.jpg 768w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/06/photo_2020-06-19_13-15-45.jpg 1112w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /><figcaption><em>Un confronto Arthur &#8211; Pjanic</em></figcaption></figure>



<p>La frase sopra citata non restituisce quanto Arthur incide col pensiero sul match tramite la gestione dello spazio e del tempo. Il brasiliano è uno di quei giocatori che prima di ricevere il pallone controlla più volte lo spazio attorno a sè per pensare già prima di ricevere il pallone il tipo di giocata da effettuare. Inoltre permette di controllare il ritmo partita: se la squadra ha bisogno di qualche secondo per ordinarsi, Arthur opera delle pause nel suo gioco assecondando le esigenze di squadra; se invece giunge il momento propizio per accelerare verticalizza. Quale mezz&#8217;ala di possesso non ci si può attendere un contributo sensibile in fase realizzativa come testimoniano i soli 4 gol in 69 partite.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img src="/wp-content/uploads/2020/06/Screenshot-113-960x537.png" alt="" class="wp-image-14731" srcset="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/06/Screenshot-113-960x537.png 960w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/06/Screenshot-113-595x333.png 595w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/06/Screenshot-113-768x430.png 768w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/06/Screenshot-113-1536x859.png 1536w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/06/Screenshot-113.png 1625w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /><figcaption><em>Arthur è quel giocatore che non apre su Dembélé largo a destra, imbuca per Vidal. Ma alla Juventus chi lo fa Vidal?</em></figcaption></figure></div>



<p>Per quanto concerne invece la fase di non possesso, come molti giocatori che si esaltano quando la squadra è corta, Arthur offre un ottimo contributo in fase di riaggressione immediata evidenziando intelligenza calcistica e letture più che  distinte. Non brilla invece in contrasti e tackle ed è destinato a soffrire molto i contesti di squadra che si allunga in cui è chiamato a difendere in campo aperto o scappando all&#8217;indietro. </p>



<p><strong>Nella Juventus</strong></p>



<p>Partiamo da un paio di domande: Arthur risolverebbe tutti i problemi del centrocampo della Juventus? No. Arthur apporterebbe un miglioramento nella composizione dell’undici titolare? Con ogni probabilità sì. Il brasiliano costituirebbe un significativo upgrade nel nostro centrocampo in relazione ai seguenti aspetti: palleggio, intensità in fase di possesso, rifinitura. Si tratta di un giocatore molto tecnico ed estremamente abile sulla corta-media distanza che sarebbe essenziale per risalire il campo col palleggio e per verticalizzare nell’ultimo terzo di campo. Inoltre la capacità di pensare prima, e giocare poi, a due tocchi sarebbe una garanzia di intensità col pallone che invece è più volte mancata nella circolazione palla in questa stagione. La collocazione più idonea nel centrocampo a 3 di Sarri sarebbe con ogni probabilità quella di mezz’ala destra: si tratta di un giocatore che per via del suo dinamismo e dell’interpretazione del gioco tende a muoversi molto per il campo. Deve essere pertanto lasciato libero di avanzare o arretrare per associarsi senza imporre un ruolo maggiormente di posizione davanti alla difesa. Faccio più fatica invece a vederlo come mezz’ala sinistra non tanto per la fase di possesso quanto per la fase di non possesso in cui, come abbiamo avuto modo di analizzare più volte nel corso della stagione, ci vuole un giocatore in grado di compensare la (non) copertura di Cristiano Ronaldo. E ad Arthur per caratteristiche non può essere richiesto un lavoro del genere. È chiaro che per esprimersi al meglio il contesto di una Juventus alta e corta, in grado di recuperare il pallone in posizione avanzata, sarebbe ottimale per l’azulgrana poiché non sarebbe costretto a dispendiose corse all’indietro su lunghe distanze nelle quale emergerebbero molti suoi difetti. D’altro canto è evidente come Arthur non risolverebbe l’annosa problematica relativa alla penuria di gol dei centrocampisti e al riempimento dell’aria di rigore. Pertanto sarebbe legittimo ritenere, e dunque valutare Arthur come un tassello migliorativo del centrocampo bianconero e non come un salvatore della patria.</p>


<p><strong>GIUDIZIO DELL’AUTORE SULLE ABILITA’ ATTUALI</strong><br>(caratteristiche)</p>
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<tbody>
<tr>
<td style="width: 100%;">
<h1 style="text-align: center;">7,5</h1>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<hr>
<p><strong>REDAZIONOMETRO</strong><br>(quanto la redazione vorrebbe lo acquistassimo tenendo in considerazione costi, necessità della rosa e potenzialità del giocatore)</p>
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				<div class="skillbar-title" style="background: #eeeeee;"><span>Enrico Ferrari</span></div>
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			</div><div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-gravatar"><img src="/wp-content/uploads/2016/08/avataruomo11-150x150.png" width="100" height="100" alt="Luca Rossi" class="avatar avatar-100 wp-user-avatar wp-user-avatar-100 alignnone photo" /></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="/author/luca-rossi/" class="vcard author" rel="author" itemprop="url"><span class="fn" itemprop="name">Luca Rossi</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Classe 1996, di Novara, aspirante magistrato, allenatore alle prime armi, appassionato (anche) di tennis e tifoso juventino fin da piccolo.</p>
</div></div><div class="clearfix"></div></div><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="/la-scheda-di-arhtur-melo-juventus/">La scheda di Arthur Melo</a> proviene da <a rel="nofollow" href="/">AterAlbus</a>.</p>
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		<title>Cosa ci ha detto Juventus &#8211; Inter?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luca Rossi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Mar 2020 11:24:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Analisi tattica]]></category>
		<category><![CDATA[bentancur]]></category>
		<category><![CDATA[bonucci]]></category>
		<category><![CDATA[Inter]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Juventus non ha giocato una partita perfetta né tantomeno straordinaria, ma ha fatto la migliore partita da un mese e mezzo a questa parte. E contro l’Inter è bastato. L’andamento del match non è stato dissimile quantomeno per la prima ora di gioco da altre partite: primo quarto d’ora positivo in cui la Juventus &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>La Juventus non ha giocato una partita perfetta né tantomeno straordinaria, ma ha fatto la migliore partita da un mese e mezzo a questa parte. E contro l’Inter è bastato.</strong></p>



<p>L’andamento del match non è stato dissimile quantomeno per la prima ora di gioco da altre partite: primo quarto d’ora positivo in cui la Juventus tiene bene il campo, gioca a buona intensità senza però riuscire a creare nitide occasioni da gol fatto salvo il tiro di Matuidi. Col passare dei minuti il ritmo cala e soprattutto il pressing viene portato in maniera poco armoniosa consentendo all’avversario di respirare e avanzare. Nonostante una partita nei primi 60 minuti generalmente in controllo l’incisività è sempre ridotta e i margini di miglioramento non paiono enormi.</p>



<p>Poi arriva il gol di Ramsey che cambia il match: se contro il Lione la traversa colpita dai transalpini aveva cambiato l’inerzia  <a rel="noreferrer noopener" aria-label="inducendo i bianconeri a giocare con paura (apre in una nuova scheda)" href="/una-prestazione-sconcertante-lione-juventus-ottavi-champions-league/" target="_blank">inducendo i bianconeri a giocare con paura</a>, qui il gol del vantaggio ha sbloccato mentalmente gli uomini di Sarri. Nell’ultima mezz’ora infatti si è assistito ad una Juventus ad alta intensità, maggiore aggressività nel pressing, circolazione molto più rapida del pallone. Il secondo gol di Dybala e il totale controllo degli ultimi minuti non sono altro che la normale conseguenza di una Juventus molto <a rel="noreferrer noopener" aria-label="simile a quella che vorrebbe Sarri. (apre in una nuova scheda)" href="/adesso-sarri-deve-essere-sarri/" target="_blank">simile a quella che vorrebbe Sarri.</a></p>



<p>Sebbene la conclusione della stagione sia quantomeno in bilico per evidenti motivi extra-calcistici in questa sede è opportuno soffermarsi su qualche aspetto interessante evidenziato da questa prestazione.</p>



<p><strong>Le indicazioni dal centrocampo</strong></p>



<p>Per il centrocampo Sarri ha adottato scelte logiche alla luce della prestazione contro il Lione ma comunque forti: panchina per Pjanić&nbsp;e Rabiot, Bentancur davanti alla difesa affiancato da Ramsey a destra e Matuidi a sinistra. L’uruguagio ha probabilmente giocato la sua migliore partita in quel ruolo dando grande intensità alla squadra, accorciando e accompagnando sempre bene l’azione nonché coprendo ampie porzioni di campo se necessario. L’efficacia del sistema di Sarri passa molto dal mediano che è chiamato a effettuare letture intelligenti e coraggiose. Il coraggio che è chiaramente mancato a Pjanić negli ultimi mesi lo ha mostrato contro l’Inter Bentancur. Senza dubbio il fondo atletico maggiore e le sue doti anche in corsa lo aiutano ancora di più.</p>



<figure class="wp-block-embed-vimeo wp-block-embed is-type-video is-provider-vimeo wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container"><iframe title="Bentancur a tutto campo" src="https://player.vimeo.com/video/396408144?dnt=1&amp;app_id=122963?theme=none&amp;wmode=opaque" width="1200" height="675" frameborder="0" allow="autoplay; fullscreen" allowfullscreen></iframe></div>
</div><figcaption><em>Bentancur accorcia con grande coraggio impedendo la ripartenza nerazzurra; </em><br><em>l&#8217;aggressività successiva di Higuain e Ronaldo testimonia l&#8217;intensità bianconera</em><br><em>in quel frangente di gioco </em></figcaption></figure>



<p>Quando Bentancur migliorerà nella gestione del pallone sotto pressione potrà davvero affermarsi come uno dei migliori nel ruolo.</p>



<p>Matuidi ha confermato quelli che sono i suoi pregi e difetti: grande abnegazione e aggressività, impatto fisico notevole, movimenti molto intelligenti senza palla come quello da cui è scaturito i<a rel="noreferrer noopener" aria-label="l gol di Ramsey (apre in una nuova scheda)" href="https://youtu.be/8LXvShSOXbQ?t=69" target="_blank">l gol di Ramsey</a>. Purtroppo poi nell’esecuzione paga un deficit tecnico evidente. Insomma, ogni anno ci si aspetta a un certo punto della stagione Matuidi fuori dall&#8217;11 titolare ma ogni anno a Marzo puntualmente ci smentisce.<a rel="noreferrer noopener" aria-label=" &quot;C'è sempre un motivo&quot;  (apre in una nuova scheda)" href="/si-puo-fare-a-meno-di-matuidi/" target="_blank"> &#8220;C&#8217;è sempre un motivo&#8221; </a>cantava Celentano</p>



<p>Chiudendo il terzetto, Ramsey ha offerto ancora una volta un ottimo contributo in termini di movimenti senza palla e di letture nell&#8217;ultimo terzo di campo. Qualità di cui sono privi gli altri centrocampisti della rosa. Come in altre occasioni però numerosi sono stati gli errori tecnici negli appoggi che spesso compromettono un&#8217;azione discretamente costruita. Ramsey al momento però, combinato con un giocatore in grado di dare ampiezza come Cuadrado o Costa, è un profilo molto utile per aumentare la pericolosità della squadra. </p>



<p><strong>Bonucci e De Ligt</strong></p>



<p><a rel="noreferrer noopener" aria-label="Nel gioco di Sarri un altro ruolo fondamentale lo ricoprono i centrali difensivi (apre in una nuova scheda)" href="/limportanza-dei-centrali-difensivi-nel-sistema-di-sarri/" target="_blank">Nel gioco di Sarri un altro ruolo fondamentale lo ricoprono i centrali difensivi</a> che sono chiamati a non scappare all’indietro bensì ad accorciare assecondando i movimenti di tutta la squadra. Se contro il Lione Bonucci era giustamente finito sul banco degli imputati per via di un atteggiamento remissivo e dannoso, contro l’Inter ha risposto magistralmente annullando di fatto Lukaku. L’Inter, privata delle vie centrali con i suoi due attaccanti contenuti egregiamente da Bonucci e De Ligt, si è riversata sulle fasce ma ha visto ridursi sensibilmente le possibilità di essere pericolosa. Anche nel primo tempo, quando il pressing bianconero è venuto meno, le fasi di difesa posizionale sono state gestite con tranquillità e attenzione da parte di tutta la retroguardia.</p>



<figure class="wp-block-embed-vimeo wp-block-embed is-type-video is-provider-vimeo wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="ast-oembed-container"><iframe title="Bonucci anticipo" src="https://player.vimeo.com/video/396414992?dnt=1&amp;app_id=122963?theme=none&amp;wmode=opaque" width="1200" height="675" frameborder="0" allow="autoplay; fullscreen" allowfullscreen></iframe></div>
</div><figcaption><em>Masterclass di Bonucci; da sottolineare  Bentancur che accorcia bene su Brozovic</em></figcaption></figure>



<p>De Ligt mentalmente invece va più col pilota automatico nell&#8217;accorcio e nell&#8217;anticipo poiché già abituato a differenza di Bonucci che per anni ha interpretato un calcio molto diverso. Pare evidente come l&#8217;olandese sul centrodestra si trovi molto più a suo agio: da un lato le incertezze iniziali si stanno ormai diradando, dall&#8217;altro di conseguenza cresce la sicurezza nell&#8217;interpretare le varie situazioni di gioco.</p>



<p>In conclusione, la partita contro l&#8217;Inter conferma almeno due cose: in primisi lo step principale da compiere è di carattere mentale: non si spiega altrimenti come sia cambiata la partita dopo il gol di Ramsey e di come la Juventus nell&#8217;ultima mezz&#8217;ora sia stata in grado di interpretare bene il gioco di Sarri. In secundis, come il finale di match contro il Lione aveva suggerito, la squadra gira meglio senza Pjanić, <a rel="noreferrer noopener" aria-label="equivoco ancora troppo grande (apre in una nuova scheda)" href="/pjanic-equivoco-ruolo-juventus-sarri/" target="_blank">equivoco ancora troppo grande</a> per poterselo permettere di fronte a un Bentancur sontuoso. </p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-gravatar"><img src="/wp-content/uploads/2016/08/avataruomo11-150x150.png" width="100" height="100" alt="Luca Rossi" class="avatar avatar-100 wp-user-avatar wp-user-avatar-100 alignnone photo" /></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="/author/luca-rossi/" class="vcard author" rel="author" itemprop="url"><span class="fn" itemprop="name">Luca Rossi</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Classe 1996, di Novara, aspirante magistrato, allenatore alle prime armi, appassionato (anche) di tennis e tifoso juventino fin da piccolo.</p>
</div></div><div class="clearfix"></div></div><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="/cosa-ci-ha-detto-juventus-inter/">Cosa ci ha detto Juventus &#8211; Inter?</a> proviene da <a rel="nofollow" href="/">AterAlbus</a>.</p>
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		<title>Che contributo sta dando Higuaín?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luca Rossi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Feb 2020 11:28:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Dybala]]></category>
		<category><![CDATA[higuain]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Higuaín, dopo l’annata estremamente deludente e negativa trascorsa tra Milan e Chelsea, sta tentando, grazie a un allenatore che lo conosce molto bene, di riaffermarsi ad alto livello con la maglia bianconera che tanto ha voluto e dalla quale ha sofferto psicologicamente l’allontanamento. Si tratta però di un giocatore troppo diverso da quello acquistato nel &#8230;</p>
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<p><strong>Higuaín, dopo l’annata estremamente deludente e negativa trascorsa tra Milan e Chelsea, sta tentando, grazie a un allenatore che lo conosce molto bene, di riaffermarsi ad alto livello con la maglia bianconera che tanto ha voluto e dalla quale ha sofferto psicologicamente l’allontanamento</strong>.<strong> Si tratta però di un giocatore troppo diverso da quello acquistato nel 2016.</strong></p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<p>Inutile girarci attorno: da scarto nell’estate del 2018 Higuaín è divenuto un semi-titolare in questa annata. Lo testimoniano i numeri fino ad adesso: 30 presenze, 8 gol e 8 assist per un totale di 1939 minuti giocati. Circa 300 in più di Dybala con il quale di fatto si sta contendendo il posto. L’analisi del suo rendimento, le motivazioni del suo utilizzo e la valutazione del suo contributo vanno chiaramente inserite all’interno del contesto collettivo. Sebbene sia passata più di metà della stagione infatti la Juventus deve affrontare ancora numerosi problemi tattici, come ha evidenziato inequivocabilmente <a rel="noreferrer noopener" aria-label="la sconfitta contro il Verona (apre in una nuova scheda)" href="https://www.spreaker.com/user/ateralbus/match-anatomy-17-hellas-verona-juventus-" target="_blank">la sconfitta contro il Verona</a>. Tra di questi rientra l’assortimento migliore dalla trequarti in su. A riguardo dei giocatori offensivi le parole di Sarri nella conferenza stampa pre-Parma di qualche settimana fa possono essere utili, soprattutto in merito all’utilizzo di Higuaín.</p>



<p>“<em>L’aspetto più importante è essere equilibrati dominando le partite ma senza rischiare. Dipende dal tipo di equilibrio che troviamo, le difficoltà nel farli giocare assieme (</em>ndr: Dybala, Higuaín e Ronaldo) <em>è in questo. <strong>Solo Higuain ha un ruolo ben preciso</strong>. Gli altri due sono giocatori di un livello straordinario, più istintivi che però non hanno una collocazione ben precisa in campo”</em></p>



<p><strong>Cosa riesce a dare Higuaín</strong> <strong>in più?</strong></p>



<p>Secondo Sarri Higuaín è l’unico giocatore in rosa a poter offrire l’interpretazione della prima punta più classica poiché sia Ronaldo sia Dybala tendono ad allargarsi maggiormente e a svuotare l’area di rigore o la trequarti. Soprattutto nel 4-3-3 l’argentino viene ritenuto importante per poter occupare la zona centrale della trequarti, smistare il pallone nonché riempire l’area. Questi aspetti sono emersi maggiormente nella partita contro il Verona in cui si sono manifestate enormi difficoltà nel palleggio a centrocampo e sugli esterni e spesso Bonucci si è rifugiato in verticalizzazioni lunghe per Higuaín.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img src="/wp-content/uploads/2020/02/Screenshot-20.png" alt="" class="wp-image-14140" srcset="https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/02/Screenshot-20.png 671w, https://www.ateralbus.it/wp-content/uploads/2020/02/Screenshot-20-595x625.png 595w" sizes="(max-width: 671px) 100vw, 671px" /><figcaption><em>L&#8217;heatmap evidenzia chiaramente la porzione di campo coperta da Higuain</em></figcaption></figure>



<p>Per Sarri le doti associative dell&#8217;argentino e la sua capacità di dettare e controllare i passaggi con entrambi i piedi sono importanti nel 4-3-3, modulo in cui altrimenti non ci sarebbe un altro riferimento centrale in grado di tenere occupati i difensori. Higuaín poi tende ad attaccare maggiormente la linea difensiva avversaria dettando movimenti in profondità, cosa che invece Dybala esegue con meno frequenza. Il numero 10 bianconero è meno incline a tenere il centro e a giocare spalle alla porta preferendo allargarsi, girarsi fronte porta e poi attaccare l&#8217;area. Senza Higuaín pertanto mancherebbe un giocatore che attacchi con continuità la linea difensiva avversaria e, conseguentemente, si verificherebbero problemi nel riempire l&#8217;area di rigore per via dei movimenti ad allargarsi di CR7 e Dybala e perché le mezz&#8217;ali non hanno (ancora) le letture necessarie per farlo con continuità ed efficacia. </p>



<p> <strong>Emergono però evidenti problematiche</strong></p>



<p>I dati forniti da sofascore nell’immagine poco più sopra evidenziano un dato che racchiude quale Higuaín abbiamo di fronte: 8 possessi persi. Il numero 21 bianconero non è più in grado da un punto di vista fisico di essere incisivo andando a perdere tantissimi duelli individuali a terra ed aerei, facendosi anticipare spesso e non potendo competere sul lungo contro i difensori. Al momento l’unico contesto all’interno del quale Higuaín può risultare funzionale è quello ammirato contro il Cagliari (dove, per la verità, ha giocato solo 20 minuti) o contro l’Udinese: Juventus corta che recupera palla alta in grado di attaccare bene per vie centrali. Da fermo e nello stretto il numero 21 bianconero può ancora fare la differenza: basti pensare al gol segnato contro l’Inter o alle eccezionali combinazioni con Dybala per il gol segnato contro l’Udinese. La Juventus però non è ancora in grado di imporre questo contesto specifico con continuità ed anzi sta incontrando difficoltà notevoli nell’interpretare la partita come vorrebbe l’allenatore. Nel frattempo il campo ci sta dicendo che fuori da questo contesto Higuaín incontra troppe difficoltà. In questo senso, personalmente, le preoccupazioni possono aumentare passando ad un contesto europeo dove fisiologicamente si possono affrontare squadre molto intense.</p>



<p>Non bisogna poi dimenticare la fase di non possesso per la quale Higuaín e Ronaldo insieme devono essere bilanciati data la poca inclinazione di entrambi a contribuire e per le esigue proporzioni di campo che vanno a coprire.</p>



<p>Viste anche le ultime uscite la direzione da intraprendere, a opinione dello scrivente, non può non prevedere Dybala in campo che per caratteristiche, qualità e stato di forma è e dovrà essere il fattore più importante di questa Juventus insieme a CR7. Posto inoltre che il tridente “pesante” ha manifestato <a href="/tridente-o-no-la-sostenibilita-dellattacco-bianconero/" target="_blank" rel="noreferrer noopener" aria-label="evidenti problemi di sostenibilità (apre in una nuova scheda)">evidenti problemi di sostenibilità</a> e la Juventus non ha compiuto quei passi necessari per renderlo sostenibile con continuità ecco che Higuaín non può essere il perno di questa Juventus.</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-gravatar"><img src="/wp-content/uploads/2016/08/avataruomo11-150x150.png" width="100" height="100" alt="Luca Rossi" class="avatar avatar-100 wp-user-avatar wp-user-avatar-100 alignnone photo" /></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="/author/luca-rossi/" class="vcard author" rel="author" itemprop="url"><span class="fn" itemprop="name">Luca Rossi</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Classe 1996, di Novara, aspirante magistrato, allenatore alle prime armi, appassionato (anche) di tennis e tifoso juventino fin da piccolo.</p>
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		<title>Cosa ci lascia Emre Can?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luca Rossi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Feb 2020 08:08:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Borussia Dortmund]]></category>
		<category><![CDATA[Centrocampo]]></category>
		<category><![CDATA[Emre Can]]></category>
		<category><![CDATA[juventus]]></category>
		<category><![CDATA[mezzala]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Emre can, giunto a Torino a parametro zero nell’estate del 2018, è stato appena ceduto in prestito con obbligo di riscatto, fissato a 25 milioni, al maturare di certe condizioni. Destinazione Borussia Dortmund. Cosa è stato e cosa non è stato il tedesco in questo anno e mezzo di Juventus? Il percorso Per i primi &#8230;</p>
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<p><strong>Emre can, giunto a Torino a parametro zero nell’estate del 2018, è stato <a href="/cosa-fare-di-emre-can/">appena ceduto</a> in prestito con obbligo di riscatto, fissato a 25 milioni, al maturare di certe condizioni. Destinazione Borussia Dortmund. Cosa è stato e cosa non è stato il tedesco in questo anno e mezzo di Juventus?</strong></p>



<p><strong>Il percorso</strong></p>



<p>Per i primi mesi in bianconero Emre Can è stato di fatto un oggetto misterioso: molte presenze da subentrato, meno da titolare in una Juventus che sembra funzionare a meraviglia e che poi si “interromperà” in quella famosa sera di Torino contro il Manchester. Arriva poi il problema alla tiroide che lo tiene distante dal campo per tutto Novembre e non solo. Il ritorno in campo non è impetuoso e folgorante ma anzi claudicante a causa di problemi di collocazione. Emergono tutti i suoi difetti nell’interpretare il ruolo di mediano davanti alla difesa: la sua non elevatissima sensibilità tecnica e le difficoltà nello stretto lo espongono a errori significativi chiaramente dettati da un contesto non adatto alle sue caratteristiche. Lo stesso Allegri lo confermerà nel post-match ampiamente negativo contro l’Atalanta promettendo di non rischierarlo più in quel ruolo. Nei mesi successivi offre prestazioni non particolarmente brillanti come da trend dell’intera squadra. Arriva poi il match di ritorno contro l’Atletico Madrid in cui Emre Can si dimostra l’mvp della serata grazie a una prestazione di rara intensità ed efficacia. Sarà poi anche il miglior uomo in campo nella prestazione negativa all’Allianz Stadium contro l’Ajax: uno degli ultimi a mollare evidenziando anche doti di leadership notevoli. Il resto della stagione scivola senza squilli dato la conquista dello scudetto e l’uscita dalle altre competizioni.</p>



<p>Via Allegri, dentro Sarri che porta ad un cambio di spartito che Emre Can si rivela non adatto a suonare. Prima il minutaggio esiguo concesso, poi l’esclusione dalla lista Champions sanciscono l’insanabile incrinatura e distanza tra lui e il progetto tattico di questa Juventus. Gli scampoli concessi in alcuni match, più per necessità che per scelta, restituiscono un giocatore svogliato,&nbsp; chiaramente scontento come d’altronde alcune uscite pubbliche avevano già evidenziato. La separazione arrivata in questa sessione di Gennaio sembra la più corretta conclusione per entrambi le parti in causa: Emre Can può trovare di nuovo il campo da titolare; la Juventus si libera di un ingaggio pesante facendo anche plusvalenza.</p>



<p><strong>Che giocatore lascia la Juventus?</strong></p>



<p>Con questa cessione, a opinione dello scrivente, la Juventus cede un giocatore molto forte che però è e sarà destinato per caratteristiche specifiche ad esaltarsi in un contesto abbastanza specifico. Contesto che alla Juventus ha trovato a tratti nella prima stagione e per nulla nella seconda. La cessione è un’operazione corretta, in questo momento. Non ci sono dubbi. Emre Can ha delle caratteristiche totalmente inadatte per interpretare il ruolo di mezz’ala nel gioco di Sarri a cui è richiesta pulizia nella giocata, saper giocare a due tocchi, movimenti intelligenti secondi i principi del gioco di posizione. Non sarebbe stata una questione di tempo né tantomeno di minutaggio concesso. Si tratta di tipologie di richieste per cui Khedira e Bentancur sono evidentemente più adatti. Lo stesso Sarri nella conferenza stampa pre partita con la Fiorentina ha ribadito questo concetto rispondendo a una domanda proprio su Emre Can:</p>



<p>&#8220;<em>Se su 27 giocatori ce ne sono 1-2 che hanno difficoltà di inserimento, mi sembra la cosa più normale del mondo. Mi sembrano delle conseguenze naturali. In un altro modo di giocare può essere un calciatore basilare&#8221;.</em></p>



<p>Emre Can ha fatto vedere le migliori cose sicuramente come difensore in una linea a tre dove, tramite marcature preventive, può sfoderare tutte le sue qualità fisiche, in marcature, nei contrasti e nel difendere in avanti con un’intensità davvero da giocatore europeo che pochi altri possono vantare. La partita contro l’Atletico rimarrà per sempre ai posteri; la mezz’ora finale contro l’Ajax in cui è uno dei pochi a giocare ancora con alta intensità anche. Un discorso diverso va fatto sulla sua adattabilità a centrale difensivo in una difesa a 4 come ha scritto sapientemente Michele Puntillo <a href="/emre-can-puo-fare-il-difensore-centrale/" target="_blank" rel="noreferrer noopener" aria-label="qui (apre in una nuova scheda)">qui</a>. Rimane senza dubbio un rimpianto, quantomeno personalmente, non averlo visto impiegato in un centrocampo a due insieme a Pjanić con il quale si sarebbe completato egregiamente.  </p>



<p>Insomma la Juventus ha ceduto un grande centrocampista difensivo, ma non poteva essere altrimenti. Buona fortuna, Emre.</p>



<p></p>



<p></p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-gravatar"><img src="/wp-content/uploads/2016/08/avataruomo11-150x150.png" width="100" height="100" alt="Luca Rossi" class="avatar avatar-100 wp-user-avatar wp-user-avatar-100 alignnone photo" /></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="/author/luca-rossi/" class="vcard author" rel="author" itemprop="url"><span class="fn" itemprop="name">Luca Rossi</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Classe 1996, di Novara, aspirante magistrato, allenatore alle prime armi, appassionato (anche) di tennis e tifoso juventino fin da piccolo.</p>
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		<title>L&#039;importanza dei centrali difensivi nel sistema di Sarri</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Luca Rossi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jan 2020 10:04:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Analisi tattica]]></category>
		<category><![CDATA[bonucci]]></category>
		<category><![CDATA[centrali difensivi]]></category>
		<category><![CDATA[de ligt]]></category>
		<category><![CDATA[difensori]]></category>
		<category><![CDATA[difensori centrali]]></category>
		<category><![CDATA[Sarri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In partite contro squadre che si difendono con un baricentro basso e in cui la Juventus può esercitare un possesso prolungato nella metà campo avversaria, si rischia di dimenticare l’essenzialità dei compiti non solo difensivi dei difensori centrali nel sistema di Sarri. Rivedere e analizzare la partita contro il Parma (e non solo) permette di &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>In partite contro squadre che si difendono con un baricentro basso e in cui la Juventus può esercitare un possesso prolungato nella metà campo avversaria, si rischia di dimenticare l’essenzialità dei compiti non solo difensivi dei difensori centrali nel sistema di Sarri.</strong></p>



<p>Rivedere e analizzare la partita contro il Parma (e non solo) permette di apprezzarne le qualità e il ruolo che giocano nel consentire alla squadra di tenere un baricentro alto. </p>



<p>Nel match di ieri sera De Ligt (schierato sul centro-destra, molto più a suo agio) e Bonucci hanno compiuto tutto ciò che un allenatore dai principi di gioco come quelli di Sarri potrebbe chiedere. In primo luogo sono stati magistrali nelle letture tramite anticipi molto coraggiosi ma straordinariamente puliti, aggressivi ed efficaci. I vantaggi di tali giocate si ripercuotono a cascata: interruzione dell’azione sul nascere; possibilità di iniziare da subito un immediato possesso; pressione sempre maggiore sulla squadra avversaria; baricentro alto che consente di evitare dispendiose corse all’indietro. Se poi si è particolarmente abili e precisi si può colpire lo schieramento avversario che nel tentativo di risalire il campo può non essere ancora scaglionato correttamente. La perfetta sintesi di questa catena di eventi è il secondo gol della Juventus che nasce da un anticipo di Bonucci quasi nella trequarti avversaria.</p>



<figure class="wp-block-video"><video controls src="/wp-content/uploads/2020/01/2020-01-20-00-08-20_Trim.mp4"></video></figure>



<hr class="wp-block-separator"/>



<p>Vivisezionando l&#8217;azione è possibile osservare la bravura di Bonucci che interviene con timing perfetto. Una frazione di secondo dopo avrebbe portato al fallo. Pjanić è poi bravo a sfruttare uno scompenso creatosi nello schieramento avversario: la risalita non perfettamente coordinata della difesa emiliana consente a Dybala di ricevere alle spalle del terzino e di puntare l&#8217;area di rigore. Per il resto ci pensa sua maestà Cristiano Ronaldo ad attaccare lo spazio con la ferocia e la precisione che lo contraddistinguono. Dovrebbe diventare sempre di più una consuetudine arrivare in porta grazie a un anticipo o a un intercetto alto poiché Dybala, Ronaldo e lo stesso Higuain possono esaltarsi in un contesto del genere.</p>



<p>Le prestazioni di Bonucci e soprattutto di De Ligt sono state poi strabilianti per come sono stati gestiti e dominati i duelli individuali. L&#8217;olandese ha vinto ben 4 duelli aerei e ha trasmesso un senso di dominio nella sua zona di competenza come poche volte si è visto in stagione. Molto probabilmente giocare sul centro-destra per questioni di postura e di orientamento del corpo lo aiuta e il suo rendimento ne ha giovato sia contro il Parma sia contro la Roma. </p>



<p>Insomma, l&#8217;aggressività e la capacità di gestire l&#8217;1vs1 anche con tanto campo alle spalle sono fondamentali nel sistema di Sarri e il secondo gol di Cristiano Ronaldo è qui a testimoniare i benefici che trae la squadra nel poter contare su difensori così abili sotto questo punto di vista.</p>
<div class="saboxplugin-wrap" itemtype="http://schema.org/Person" itemscope itemprop="author"><div class="saboxplugin-gravatar"><img src="/wp-content/uploads/2016/08/avataruomo11-150x150.png" width="100" height="100" alt="Luca Rossi" class="avatar avatar-100 wp-user-avatar wp-user-avatar-100 alignnone photo" /></div><div class="saboxplugin-authorname"><a href="/author/luca-rossi/" class="vcard author" rel="author" itemprop="url"><span class="fn" itemprop="name">Luca Rossi</span></a></div><div class="saboxplugin-desc"><div itemprop="description"><p>Classe 1996, di Novara, aspirante magistrato, allenatore alle prime armi, appassionato (anche) di tennis e tifoso juventino fin da piccolo.</p>
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