Il discorso di Agnelli in 10 punti4 min di lettura

Moltissimi lo hanno commentato, pochissimi lo hanno ascoltato. Vi proponiamo un sunto e una spiegazione in 10 punti delle parole del presidente bianconero, per capirle e per discuterne in maniera più costruttiva.


1) Agnelli ha parlato da presidente dell’ECA. La Juventus di tutti questi discorsi se ne potrebbe sbattere allegramente (così come il Real, il PSG, il Barca, il Bayern, ecc), visto che nelle prime 4 ci arriva in carrozza quest’anno e pure il prossimo e quello dopo ancora.

2) Da presidente dell’ECA, ha parlato del calcio da qui a 10-15 anni, non di questa (o della prossima) edizione della Champions, che ha le sue regole e non sono modificabili. L’Atalanta è salva, tranquilli.

3) Era un convegno sugli aspetti finanziari del calcio, ed ha parlato degli aspetti finanziari (ma va!) legati alla partecipazione o meno alla Champions League e di come si possa pensare (o ripensare) ad una competizione che assicuri più stabilità finanziaria ai club (soprattutto medi, con ambizione di crescita) (vedi punto 1).

4) Ha parlato del problema rappresentato dall’impossibilità per club come Celtic, Ajax e Porto (li ha citati), ovvero grandi squadre limitate dal (ranking del) paese di appartenenza, di essere competitivi nel tempo e di raggiungere i livelli dei top club. E’ giusto – dice Agnelli – che si sia “legati” ad una Nazione (sospiro di sollievo di Ceferin): non è giusto che questo sia un limite.

5) In quest’ottica, si è interrogato se sia giusto che ad esempio l’Ajax, semifinalista di Champions e vincitrice di Scudetto e Coppa nazionale l’anno scorso, debba fare i PRELIMINARI per accedere ad una competizione della quale aveva già ampiamente dimostrato di essere degna.

6) Si interrogava, inoltre, se sia giusto che una squadra con zero o poca storia in Champions possa invece avere la possibilità di accedervi DIRETTAMENTE solamente perché italiana, o inglese, o tedesca, e per aver azzeccato una stagione straordinaria. L’esempio fatto è stato quello dell’Atalanta. Occhio: non ha messo in discussione la possibilità di PARTECIPARE alla Champions, ma il “privilegio” di poterlo fare DIRETTAMENTE senza qualificazioni, che pure sono obbligatorie per club – come l’Ajax – che l’anno prima ha giocato le semifinali arrivando ad un passo dalla finale. Può essere la nazionalità un criterio così tranciante e senza appello, l’unico, per stabilire chi debba qualificarsi direttamente e chi no?

7) Sempre in tema di stabilità economica, si è posto anche il problema di club che hanno fatto bene negli anni precedenti in Champions, che hanno un ottimo ranking individuale, che hanno contribuito al ranking nazionale degli ultimi anni, e che invece sbagliano una stagione (può capitare). E’ giusto che paghino conseguenze economiche importantissime che pregiudicano la crescita economica della società e la possibilità di investire a medio termine del club? L’incertezza di partecipare alla Champions e il legare la partecipazione ad un punto in più o in meno in Campionato, potrebbe portare molti club “medi” a ridurre gli investimenti o a smantellare tutto in caso di mancata qualificazione. Si chiedeva Agnelli: esiste una possibilità per poter rimettere in gioco questi club? Esempio assicurare loro la possibilità di partecipare alla Champions successiva al raggiungimento in Campionato di un tot numero di punti, o di una certa posizione minima? Qui l’esempio l’ha fatto con la Roma.

8) Ha fatto esempi italiani perchè, da presidente dell’ECA ma anche della Juventus, era più elegante così. Ma, soprattutto, lo ha fatto perchè Agnelli è stato tra quelli che si è battuto, e in maniera decisiva, proprio per “regalare” il quarto slot DIRETTO alle squadre italiane (rileggere il punto 1: non serviva certo alla Juventus…). Citare le italiane, è stato un modo MOLTO convincente per fare capire proprio ad Ajax, Celtic e Porto che – da presidente ECA – la sua intenzione non è tutelare le italiane, ma anche loro. Dopo aver citato le italiane, per voi è risultato ai loro occhi più o meno credibile che se avesse citato una squadra tedesca a caso e una francese? Ecco, appunto.

9) Quelle di Agnelli sono state domande. Ha specificato come si debba partire proprio da questo, dal porsi domande, e ha detto di non avere una risposta perchè le risposte andranno ricercate assieme, col dialogo, sia con gli altri club dell’ECA, che con l’UEFA.

10) Ha fatto un discorso di un’oretta, con Zhang vicino a lui, e l’ha fatto in inglese. Siete davvero convinti che lo abbiano ascoltato tutti quelli che l’hanno commentato?