Opinioni personali

L’eccezionale normalità della forza tranquilla della Juventus

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di Davide Terruzzi


La Juventus è ritornata a dare la sensazione di una forza ineluttabile. Cosa è cambiato in poche settimane?


Nudi e crudi quali sono i numeri spesso hanno la funzione di fotografare una situazione e di rendere nitido un momento; quello della Juventus è sicuramente positivo, come testimoniano le sei partite di seguito senza subire reti, e ha consentito alla formazione d’Allegri di affrontare al meglio una prima metà di dicembre molto complicata dal punto di vista degli incontri.

È la quarta stagione con il tecnico livornese alla guida dei bianconeri, quindi alcuni step ormai risultano essere chiari, pacifici, quasi fissati, ma sono le analogie con la scorsa stagione a colpire. Anche l’anno scorso, infatti, la Juve chiuse il mese di novembre con una rocambolesca e sciagurata sconfitta in quel di Genova per poi svoltare immediatamente pagina nelle settimane seguenti. Se è vero, e lo è, che col Genoa le responsabilità furono collettive (scelte di formazione, atteggiamento ed errori dei singoli) ma che quella debacle  poteva essere archiviata come episodio a sé stante, quella con la Sampdoria sorprese per come è arrivata dopo un primo tempo d’assoluto controllo cui è seguito un crollo mentale, una prolungata assenza dopo il gol fortunoso dei blucerchiati. L’inizio di stagione della Juventus sappiamo tutti bene essere simile a un’altalena: per una squadra che vince è sempre più complicato ricominciare con la giusta attenzione e fame, mentre gli avversari non vedono l’ora di festeggiare contro di te, ma soprattutto è la condizione atletica precaria, poco brillante, a pesare. Il risultato è stato quello di una squadra che si è fatta sorprendere lunga e sfilacciata, poco determinata in alcune situazioni di gioco, non sempre reattiva nella riconquista del pallone, capace di avere dei momenti in cui perdeva equilibrio e controllo.

Dicembre, finora, e come l’anno scorso, è stato il mese della ritrovata solidità. Dodici mesi fa, Allegri passò a un momentaneo 4-4-2, con Sturaro ala sinistra, che permise alla squadra di ritrovare compattezza: non furono partite memorabili, ma consentirono alla Juventus di allungare in classifica, superare Torino e Roma, e presentarsi a gennaio da prima della classe con un buon vantaggio. Quello che accadde dopo Firenze è storia nota. Similmente, quindi, possiamo ora dire che dopo la sconfitta di Genova, Allegri è riuscito a trovare una quadra momentanea, ma soprattutto ha ritrovato la sua squadra. La ritrovata grandezza consiste anche nella capacità di fare la partita che serve secondo l’avversaria che si trova di fronte, disegnando lo scenario peggiore dentro il quale i rivali si trovano loro malgrado a giocare. È sempre successo in queste partite. La gara col Bologna ci ha  nuovamente riportato alla Juventus capace di controllare e comandare le gare, restando sempre dentro le stesse, lasciando la sensazione di una vittoria ineluttabile. Ecco, la Juve è ritornata a trasmettere la sensazione di ineluttabilità, come se la vittoria fosse qualcosa di semplice da raggiungere, e non lo è, di scontato e naturale. Allegri punta da sempre a gestire al meglio le energie della propria squadra, gestendo ogni singola sfida senza fondere il motore, puntando sul sufficiente e necessario per vincere, senza strafare. La Juventus che vince il campionato è quella di Bologna, non quella d’Udine. È una squadra con voglia di vincere, reattiva, determinata, che punta sulla solidità, sull’organizzazione tattica collettiva, sulla qualità dei singoli. È una forza normale e tranquilla, quella che fa paura. I moduli contano relativamente. Il 4-3-3 ora consente equilibrio, e la presenza di un giocatore dinamico e bravo negli inserimenti come Matuidi è pesante, mentre quando è stato provato a ottobre e novembre ha destato perplessità e critiche. Non è quindi lo schema a risultare determinante, ma l’atteggiamento mentale e la condizione atletica.

Nessuno di noi può sapere quello che succederà nelle prossime settimane. Possiamo provare a indovinarlo, immaginando come sarà la squadra con Dybala in campo e un possibile ritorno al 4-2-3-1; la ritrovata stabilità è la base attorno cui costruire i miglioramenti necessari per aumentare la qualità delle prestazioni: una migliorata condizione atletica porta a una circolazione più veloce del pallone e a un’intensità maggiore e più prolungata, ma è a livello di spaziature che la Juventus può e deve fare dei passi in avanti per riempire il campo in maniera più semplice e razionale. Allegri è stato bravo a ritrovare la solidità, ora c’è da trovare il modo per mettere in campo i giocatori più talentuosi senza perdere l’equilibrio e il controllo. In questo, il tecnico livornese si è dimostrato essere uno dei più bravi, intelligenti e furbi. Alla fine, ricordiamocelo sempre, il calcio è semplice: l’organizzazione ti permette di sapere cosa fare quando il pallone ce l’hanno gli altri e quando lo hai tu, ma è la qualità dei singoli e la loro classe a permetterti di vincere le partite.

Davide Terruzzi

Allenatore di calcio nel settore giovanile. Blogger per diletto.