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Sarri, la conferenza e gli errori senza palla3 min lettura

Durante la conferenza stampa tenuta alla vigilia della partita col Brescia, Maurizio Sarri ha toccato alcuni temi interessanti inerenti la fase difensiva dei bianconeri.

Prendendo spunto dalle recenti difficoltà incontrate contro il Verona, l’allenatore juventino ha sottolineato come «dal punto di vista tattico, soprattutto con le squadre che hanno i quinti così larghi, la lunghezza per noi diventa importante e si corre il rischio di aprire troppo i terzi di centrocampo e diventa problematico».

Continua: «Soprattutto quando le squadre escono con tre difensori serve qualcosa in più in pressione alta per bloccare sul nascere l’azione degli avversari: stasera non l’abbiamo fatto bene e lì allungandoci finiamo in difficoltà».

E ancora: «dobbiamo saper leggere velocemente la posizione di Ronaldo e adattare la fase difensiva alla sua posizione. Ci saranno momenti in cui dovremo difendere 4-4-2 e altri 4-3-3, ed al momento noi non lo leggiamo benissimo. Nel momento in cui Ronaldo è al centro, Matuidi esce sul portatore e invece deve andarci il vertice».

A cosa si riferiva Sarri? In pratica, contro squadre che impostano a tre e giocano con i quinti, la Juventus ha finora mostrato alcune difficoltà in fase di pressione, soprattutto dal lato di Ronaldo. Questo è successo con la Fiorentina, e recentemente con il Verona, entrambe schierate dai propri allenatori con una difesa a 3 (che diventa a cinque abbassando gil esterni).

Infatti, per andare a contrastare il braccetto destro avversario, l’uscita nel 4-3-3 spetta all’interno sinistro di centrocampo (da noi Matuidi) quando però, appunto, Ronaldo è rinculato assumendo la posizione di esterno sinistro. Di contro, qualora il portoghese (come spesso accade) rimanga alto, oltre la linea della palla, disinteressandosi della fase di non possesso, gli altri centrocampisti devono essere veloci a scivolare formando una seconda linea di quattro. A questo punto, con la Juventus che difende 4-4-2, l’uscita nella zona centrale e nel mezzo spazio è compito del centrocampista centrale di parte.

Qualora questa lettura difensiva non venga eseguita correttamente, con l’uscita sempre di Matuidi, ecco che gli avversari hanno a disposizione un’agevole linea di passaggio per proprio il quinto di destra. Una soluzione che rischia di tagliare via la seconda linea juventina ed esporre la difesa ad una situazione di pericolo.

L’immagine di seguito mostra una delle situazioni verificatesi col Verona e alle quali faceva riferimento Sarri. In questa circostanza la squadra si è allungata e, con Ronaldo sopra palla, Matuidi è rimasto centrale senza scivolare lateralmente, tanto è vero che attacca l’interno gialloblù Amrabat. Di conseguenza quest’ultimo può girare tranquillamente sulla destra verso Lazovic, che non ha nessuno a contrasto dato che la linea difensiva è molto distante dalla zona palla.

A sinistra c’è una voragine. Ed effettivamente, come indicava Sarri, è preferibile che sia il mediano ad uscire in pressione.

Tuttavia, proprio l’eccessiva distanza fra le linee di centrocampo e difesa bianconere impedisce a Bentancur e Ramsey di accorciare sullo stesso interno marocchino e su Miguel Veloso con Matuidi che, a quel punto, avrebbe potuto contenere Lazovic. L’esterno veronese è invece libero di avanzare e di giocare una palla verticale per gli attaccanti, costringendo Demiral ad un intervento sul taglio di Di Carmine.

Anche dal miglioramento della fase di non possesso dovrà quindi passare la Juventus per dirsi finalmente e pienamente sarriana.

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Michele Tossani

Classe 1978, prof. di storia e filosofia, scrive anche per Il Nuovo Calcio. È autore di diversi libri ed articoli di tattica, non necessariamente sulla Juventus.