La crescita di Adrien Rabiot3 min di lettura

La vittoriosa trasferta di Genova (1-2 contro la Samp), oltre a ribadire lo stato di forma del tridente bianconero, ha confermato le buone cose evidenziate da Rabiot nelle ultime uscite dei bianconeri.

Non ancora a suo agio sul piano del palleggio sul corto, il francese ha comunque messo in mostra le sue qualità, soprattutto nella ripresa, quando cioè le due squadre hanno cominciato ad allungarsi col risultato di garantire all’ex Psg più spazio per inserirsi in avanti. Una crescita netta nel secondo tempo dunque, che è diventata una costante delle sue ultime apparizioni.

Rabiot non può essere considerato né un puro box-to-box midfielder (cioè un centrocampista che può contribuire egregiamente nelle due aree di rigore, difensiva e offensiva) né una tradizionale mezzala di possesso alla Verratti, vale a dire un pulitore di palloni utile essenzialmente a riciclare il possesso.

Il suo ruolo infatti è quello di relayeur, termine francese che esprime appunto un facitore di gioco in grado di garantire un apporto al consolidamento del possesso e alla rifinitura, senza però essere particolarmente prolifico in zona gol.

Contro i blucerchiati, il 24enne centrocampista francese ha confermato queste sue doti, attaccando con profitto la profondità e permettendo alla Juve, quando necessario, di risalire verso posizioni più alte di campo. Impiegato da mezzala destra, quindi sul piede teoricamente debole, Rabiot ha giocato in totale 52 palloni, registrando un 98% nella percentuale di passaggi precisi eseguiti (uno chiave, che ha cioè portato al tiro un compagno) e contribuendo alla fase difensiva con 15 recuperi. Questa prestazione fa il paio con quella della scorsa giornata contro l’Udinese nella quale Rabiot, utilizzato sempre da mezzala destra, aveva giocato 47 palloni col 95% di passaggi riusciti, anche se non aveva registrato nessun passaggio chiave o recupero difensivo.

Contro i blucerchiati Rabiot si è associato abbastanza bene con i compagni che stazionavano sul suo lato di campo (Demiral, Dybala e Danilo), in particolare col terzino brasiliano. Agendo da interno di destra il francese, da giocatore mancino, è naturalmente portato a giocare verso l’interno del campo, zona dalla quale può anche far partire proficui cambi di gioco. Il fatto invece che abbia giocato buoni palloni anche sul suo lato destro dimostra la sua qualità nel cercare anche di dare in ampiezza alla manovra bianconera. D’altronde, se contro la Sampdoria la Juventus ha finalmente sfruttato l’intera larghezza del terreno di gioco, è anche merito suo.

In generale, in queste ultime uscite Rabiot sta confermando il giudizio che si aveva su di lui quando ne venne annunciato l’arrivo, vale a dire quello di un giocatore dalle buone qualità fisiche e tecniche, che dovrà però crescere per adeguare il suo gioco al contesto tattico che Sarri sta cercando di costruire e per elevarlo al livello di competitività (leggasi Champions) al quale aspira la Juventus.

La crescita di Rabiot sarà importante non soltanto per aumentare la qualità complessiva del centrocampo bianconero ma anche perché garantirebbe a Sarri una ulteriore opzione per la posizione di mezzala nel centrocampo a tre dal quale l’allenatore bianconero non sembra intenzionato a discostarsi. Infatti, nel periodo recente si è spesso dibattuto della sostenibilità del tridente pesante composto da Higuain, Dybala e Ronaldo e sulle eventuali alternative disponibili come trequartista nel 4-3-1-2 disegnato dal tecnico della Juventus. Meno invece si è scritto intorno alle mezzali che, eventualmente, dovrebbero completare con Pjanic il trio di centrocampo e, così facendo, supportare i tre riferimenti offensivi.

Con Matuidi che sembra in questo momento inamovibile per la sua capacità di coprire il lato sinistro del campo e di aiutare nelle transizioni difensive e nel pressing, ecco che Rabiot potrebbe diventare il contraltare del connazionale sul lato opposto, garantendo a Pjanic un compagno di reparto col quale gestire il secondo possesso bianconero ma anche un elemento che, per fisicità e caratteristiche tattiche, può comunque aiutare il non possesso della Juve, coprendo le spalle ai tre attaccanti.

Per consolidare la propria posizione nelle rotazioni del tecnico bianconero, Rabiot dovrà non soltanto dimostrare continuità di rendimento (uno dei difetti che è stato spesso riconosciuto) ma anche inserirsi ancora di più in avanti, supportando la fase offensiva con passaggi chiave che possano armare il tridente juventino.