Opinioni personali

La nostra sullo scudetto

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La redazione si toglie qualche sassolino dalle scarpe, dopo il settimo incredibile scudetto consecutivo. Giro d’opinioni, pensieri, sviolinate, rants e flames, su questo scudetto.


di Antonio Corsa

Chiacchiere, le solite. Anche quest’anno abbiamo assistito al repertorio completo di polemiche, complotti, giudizi della critica e puzze sotto il naso. Poi sollevi una Coppa, e dopo ne sollevi un’altra. E il rumore di sottofondo scompare. Congratulazioni, Juventus.


del prof Kantor

Tutti ringrazieranno i giocatori, l’allenatore e la società, quindi io posso fare qualche cosa di diverso. Perciò ringrazio Caressa,  Bergomi,  De Grandis,  Alvino, De Laurentis, Sarri e De Magistris per avermi fatto gustare ancora di più questa vittoria e avermi caricato a dovere per godermi anche il prossimo. Mai avuto un avversario più antisportivo del Napoli, mai visto un allenatore più troglodita di Sarri, mai toccate vette di rosicamento così alto in una TV a pagamento finanziata perlopiù dai tifosi juventini. Son cose che non ci faranno mai stancare di vincere.


di Andrea Lapegna

Prima di tutto, i complimenti al Napoli. Perché non va taciuto il contributo che hanno dato gli uomini di Sarri a questo bellissimo campionato. Pensate all’ascendente che hanno avuto su media, opinione pubblica, addetti ai lavori e via dicendo. Pensate a tutta la narrativa del Davide contro Golia, del demagogico populismo del povero contro il ricco (il Napoli fattura centinaia di milioni, questo paragone varrebbe per la Cisco Roma, seppure). Pensate che sono riusciti a dire “la Juve rubba” pure quando ad agosto erano convinti che il VAR avrebbe azzerato ogni traccia di juventinità dalla penisola. Pensate a cosa ha rinunciato il Napoli per poter battagliare fino alla fine: un paio di coppe erano quantomeno alla portata. Pensate soprattutto a quanta voglia e a quanta determinazione ci hanno messo i calciatori: chi portabandiera di una città intera, chi verosimilmente alle ultime battute della propria carriera, chi ancora ne ha fatto un obiettivo di vita. Ecco, pensate a tutto questo e poi ditevi: la Juve ha fatto di più. Ogni complimento giustamente reso al Napoli, deve essere moltiplicato per i bianconeri: la dimostrazione che spesso per gli avversari non basta nemmeno dare il 100%.


di Luca Rossi

Da tifoso di questa stagione porto a casa, come immagino la maggior parte dei tifosi, due momenti: il primo gol di Mandžukić contro il Real Madrid al Santiago Bernabeu con la squadra che prende il pallone e lo porta immediatamente al centro del campo; i tre minuti contro l’Inter quando effettivamente pensavo “ormai è finita”. Rimanere letteralmente spiazzati sia razionalmente sia emotivamente in questo modo è qualcosa che non ha (avuto) prezzo. È difficile trovare nuove parole per celebrare di nuovo la grandezza di questa squadra contro la quale non è bastato un Napoli quasi perfetto in campionato (onore e complimenti a loro). Da blogger mi sono riscoperto uno “iettatore” di livello assoluto attraverso le analisi tattiche: andata con Real e Tottenham, sconfitta con Barcellona e Sampdoria, supercoppa italiana, pareggio col Crotone nonché scheda su Schick prima delle visite. Non era facile, chiedo scusa e l’anno prossimo spero di non ripetermi. Scrivere di Juve, di questa Juve, è sempre molto bello. Un grande grazie a tutti i lettori.


di Davide Terruzzi

Innanzitutto, complimenti ai ragazzi. Il prossimo scudetto sarà il più bello, ma questo è uno dei più sentiti. Vincere non è ordinario, vincere per sette volte di seguito, realizzare quattro double consecutivi, tornare a essere una protagonista assoluta in Europa è la realizzazione della mentalità vincente della Juventus. Mai come quest’anno è stato #finoallafine, perché la Juve è questa, una squadra che vince sempre, contro tutto e tutti, che si alimenta anche dell’odio e di tutte le cazzate dette e scritte. È una fortuna assistere a questo irripetibile ciclo di vittorie. L’elogio e i complimenti vanno solo per chi vince, basta con le esaltazioni degli sconfitti (che si sono impegnati e hanno dei meriti), basta con il nuovismo, con la voglia di vedere un allenatore diverso, lasciando da parte l’oggettività. Tutto nasce dalla solidità e dalla capacità della dirigenza: è lei l’arma vincente, è lei a essere tornata fortissima e porre le basi per dominare. Poi ci stanno gli allenatori e i calciatori, ognuno dei quali si trasforma, diventa vincente, quando indossa la maglia della Juventus. Festeggiamo a questo giro, con l’orgoglio e la felicità profonda di chi ha vinto il settimo scudetto consecutivo. Fino alla fine.


di Enrico Ferrari

La cosa che più mi piace di questo scudetto e di questa coppa Italia è che l’anno prossimo giocheremo per l’ottavo e per la quinta.


di Francesco Andrianopoli

Forse anche noi Juventini, come scriveva Kurt Cobain nella sua ultima lettera, siamo diventati un po’ tutti dei narcisisti, che riescono veramente ad apprezzare le cose che hanno soltanto quando non ci sono più. Forse, per alcuni di noi, la gioia di vincere uno Scudetto e una Coppa Italia erano ormai diventate sensazioni attenuate, di routine, poco appassionanti. Fortunatamente, poco prima di suicidarci sportivamente e di perderle per sempre, siamo riusciti a riprenderci in extremis, grazie ai guizzi di Dybala a Roma e di Cuadrado e Higuain a Milano: un’esperienza inebriante, rivitalizzante, entusiasmante, che ci ha fatto capire quanto in realtà sia difficile vincere e rivincere, e quanto straordinario sia questo ciclo settennale. Un momento reso ancora più straordinario dalla consapevolezza che questo ciclo, in ogni caso, si chiude qui: è arrivato il momento di salutare con affetto molti grandi campioni che ne hanno fatto parte, e personalmente spero che questa passerella d’addio non sia macchiata da alcun “se” e da alcun “ma”, o da ragionamenti su quel che potesse essere fatto meglio: la parola d’ordine, ora come ora, può essere solo “grazie”, grazie di tutto e per tutto; per le analisi sul futuro ci sarà tempo da giugno in poi.


di Kareem Bianchi

Lo scudetto più bello di questo ciclo ricco di vittorie ed emozioni. Dopo una stagione mentalmente estenuante (anche per i tifosi), piena di colpi di scena, difficoltà ed alti e bassi, a posteriori, l’aver aggiunto l’ennesimo scudetto alla propria bacheca in maniera rocambolesca è stato il miglior modo per coronare la stagione. Ciò che rende questo scudetto ancor più speciale è la consapevolezza di aver battuto un degno avversario, autore di un’annata straordinaria. Che dire, sono al settimo cielo.


di Michele Tossani

Ubi maior, minor cessat