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Cosa ci ha detto Aaron Ramsey?5 min lettura

È appena trascorsa la sesta giornata di Serie A e la Juve è ancora una creatura in fase di costruzione. La squadra di Mister Sarri ha sfornato ottime prestazioni, anche se magari non per 90 minuti, come contro Napoli e Atlético e altre meno convincenti come con Fiorentina e Verona. Si sono visti tentativi di attuare sul campo cose diverse rispetto alla stagione passata sia in fase di possesso sia in fase di non possesso ma ci vorrà ancora del tempo prima i meccanismi siano interiorizzati e oliati in modo tale che i giocatori non pensino troppo da singoli bensì all’interno di un’orchestra ordinata e armoniosa.

Ci vorrà probabilmente ancora del tempo anche per capire su quali uomini Sarri deciderà di puntare con forza, soprattutto a centrocampo: le scelte finora infatti sono state dettate più che altro dalla condizione psico-fisica dei giocatori e dalla garanzia che alcuni di essi (Khedira e Matuidi) hanno fornito in allenamento in merito all’interpretazione del gioco e alle letture ritenute necessarie in campo. Se l’esordio di Rabiot dal primo minuto con il Brescia e poi con la Spal ha fornito risposte tutt’altro che confortanti, contro Verona, Brescia e Spal il popolo bianconero ha potuto osservare finalmente Aaron Ramsey, uno dei due innesti estivi a centrocampo. Sebbene tre partite non siano un campione sufficiente per poter dire con sicurezza quanto e come il gallese inciderà nella Juventus 2019-2020, è possibile trarre comunque indicazioni interessanti meritevoli di un’analisi.

Il ruolo ricoperto in campo

Il nuovo numero 8 bianconero in questi tre match è stato schierato in due ruoli differenti: col Verona ha sostituito Khedira come mezz’ala destra nel canonico 4-3-3 mentre a Brescia e contro la Spal ha ricoperto il ruolo di vertice alto in un rombo col passaggio al 4-3-1-2. Nella partita col Verona è balzato all’occhio fin da subito come il raggio d’azione di Ramsey sia stato differente da quello solito di Khedira. Le heatmap a confronto qui sotto lo evidenziano.

Khedira contro il Napoli

Ramsey ha cercato alcune volte di andare a prendersi il pallone tra le linee sconfinando anche sul centrosinistra ed è coerente con il suo modo di interpretare il ruolo: più da trequartista che da interno puro. Il gallese, al contrario di Khedira, è un giocatore che ha bisogno di toccare spesso il pallone per sentirsi pienamente coinvolto nella squadra e nello sviluppo della manovra.

La sua prestazione col Verona, però, sia per il frenesia del match, sia per il pressing uomo su uomo avversario, sia per la sua interpretazione del ruolo è stata abbastanza confusionaria; soprattutto la fatica di trovare gli spazi e i tempi giusti ha suonato un campanello d’allarme. Specialmente in fase di non possesso, il gallese ha palesato difficoltà nel tenere le distanze corrette e ritardi nell’uscita in pressione. Da questo punto di vista l’adattamento al calcio italiano deve ancora avvenire compiutamente ma d’altronde era la sua prima partita dopo un periodo di recupero. Trequartista è invece il ruolo ricoperto contro Brescia e Spal e in queste occasioni la sua prestazione è stata molto più convincente per quanto è stato capace di essere nel vivo delle azioni bianconere. Ha fatto capire chiaramente che, tra le linee, vicino a giocatori tecnici ed associativi (leggasi Dybala, e in misura minore lo stesso Khedira), può costituire un importante plus per questa squadra.

Le qualità emerse

Il primo aspetto saltato all’occhio osservando le partite è stata la sua capacità nel duettare nello stretto e nel combinare insieme ai giocatori vicini sulla trequarti avversaria. Da questo punto di vista non solo la tecnica è eccelsa, ma anche la velocità di pensiero che si trasmette poi nell’esecuzione della giocata è degna di nota. Ramsey sa dove farsi trovare per ricevere il pallone ed è rapido nel dai e vai sapendo già dove il compagno gli andrà a restituire palla. È proprio nell’attaccare gli spazi che il gallese dà il suo meglio e l’intesa con Dybala in particolare è stata ottima nel match contro il Brescia sia da un punto di vista tecnico sia proprio nella spartizione delle zone. Quando Dybala veniva incontro per ricevere il pallone Ramsey andava a prenderne la posizione attaccando lo spazio lasciato libero. Oppure, se l’argentino, come spesso succede, va ad occupare il cosiddetto half-space di destra ecco che Ramsey si posiziona sul centro sinistra.

Per qualità e interpretazione del ruolo il gallese ha già dimostrato di essere un centrocampista dalle caratteristiche uniche all’interno del pacchetto bianconero e, soprattutto in assenza di Douglas Costa, ha dimostrato di poter essere una fonte di gioco importante per la squadra proprio perché può andare a colmare una delle lacune maggiori della Juventus dell’anno scorso: la rifinitura. L’azione migliore della partita col Brescia infatti è nata da un triangolo composto del numero 8 bianconero, Pjanić e Dybala che ha mandato in porta Higuain.

Not Bad

Problematiche

I difetti di Ramsey riguardano attualmente la sua fase difensiva in molti aspetti: soprattutto contro il Verona, nel ruolo di mezz’ala che gli ha richiesto un maggior contributo nel mantenimento delle distanze, non è apparso puntuale nel coprire e nell’uscire. Tutto ciò è ancor più vero in un sistema come quello di Sarri dove si deve lavorare di reparto difensivamente. Non è stato sempre lucido nella schermatura delle linee di passaggio né nel portare avanti il pressing. Va detto, a sua parziale discolpa, che queste problematiche sono emerse in due partite, soprattutto con l’Hellas Verona, in cui tutta la squadra è stata lacunosa da questo punto di vista. Nel 4-3-1-2 nello specifico, affinché il pressing non venga vanificato e non ci si presti a concedere spazi eccessivi alla squadra avversaria, sarà necessario che la distanza tra il vertice alto del rombo (Ramsey, appunto) e il vertice basso non sia mai eccessiva. La squadra deve essere molto corta soprattutto per non soffrire i cosiddetti cambio di gioco sui quinti e quindi riuscire a difendere discretamente anche l’ampiezza, aspetto complicato nel 4-3-1-2. Sara molto interessante da questo punto di vista analizzare come Sarri preparerà la partita con l’Inter

In definitiva, Ramsey ha manifestato delle difficoltà, anche legittime visto il momento della stagione per la Juventus, ma ha fatto intravedere qualità che possono essere essenziali per una squadra che ha bisogno come il pane di giocatori che incidano nell’ultimo terzo di campo, per gol e rifinitura.

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Luca Rossi

Classe 1996, di Novara, aspirante magistrato, allenatore alle prime armi, appassionato (anche) di tennis e tifoso juventino fin da piccolo.