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Uno-Due #2

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LE NOSTRE RISPOSTE ALLE VOSTRE DOMANDE

(per inviarcele leggete qui)


risponde Michele Tossani


Ciao a tutti. Facendo riferimento alla mia esperienza diretta con amici, conoscenti, colleghi e indiretta con tele, forum, radio, noto come Allegri goda di poca considerazione tra i tifosi bianconeri. […] Dovendo indicare una ragione del rapporto “freddo” con molti tifosi juventini, penso alla sua filosofia di gioco, funzionale alla vittoria ma poco generosa, con i concetti di controllo e gestione della partita che prevalgono su aggressione e dominio. […] . Posto che la mia sensazione sul rapporto Allegri-tifosi sia condivisa, qual è la vostra spiegazione? Grazie a tutti.

Corrado


Il calcio, si sa, segue le mode. Quando venne fuori il Milan di Sacchi, tutti cercarono di copiarlo, ma pochi (nessuno?) ci riuscirono. Ora va di moda Guardiola e il Barcellona. L’elevato numero di partite a disposizione del tifoso, via TV o laptop, permette di fare dei confronti con i modelli di riferimento. Ma quante squadre giocano come il Barça o il City? Ritengo che non sia giusto “scimmiottare” gli altri. Così la pensa anche Allegri. La Juventus ha una tradizione fatta di forza fisica e agonistica e compattezza… oltre a qualità, ovviamente, sennò sarebbe il Torino. Una volta ha provato a cambiare, nella stagione 1990/91 e tutti sappiamo come è andata a finire (Luca di Montezemolo e Maifredi). Questo vuol dire che la Juve non potrà giocare mai bene, ammesso che si sia in grado di definire cosa significhi «giocar bene»? No, ma una rivoluzione culturale non comincia dall’oggi al domani: il Barca ha impiegato anni per diventare quello che è oggi. Se si vogliono coniugare risultati e bel gioco ci vuole tempo. I tifosi sono disposti a rinunciare a vincere per qualche stagione per intraprendere un cammino dall’esito incerto? Non credo… Comunque, la nuova svolta di Allegri con 4231/424 sperimentato contro Lazio e Milan lascia aperta la possibilità di una virata verso uno stile di gioco più attraente. In ogni caso ti consiglio di leggere e far leggere in giro l’intervista rilasciata da Allegri a Tuttosport il 14 novembre 2016.



risponde Benedetto Minerva


Come sapete recentemente sono stati pubblicati i dati sui fatturati delle squadre di calcio. Una prima domanda che vorrei fare è perché il fatturato della Juve è 340 e non 380 come avevo sentito dire mesi fa. Ma non e’ questa la mia vera domanda. Quello che mi balza all’occhio nella classifica e’ l’Arsenal. Le ragione è presto detta: mentre PSG e Man City hanno bilanci gonfiati dagli sceicchi, non mi risulta che l’Arsenal abbia dietro sceicchi. Ha un palmares ridicolo, non vince niente da un’era geologica, eppure fattura 120 milioni più della Juve. Certamente se la Juve vincesse guadagnerebbe molti fans in giro per il mondo, mi non posso non pensare che alla Juve hanno sbagliato qualcosa, oppure sono dei geni i manager dell’Arsenal che riescono ad avere fans e prestigio senza vincere nulla. Voi cosa ne pensate?

Giulio


I maggiori ricavi rispetto alla Juve derivano dal matchday (+90 milioni) e commercial (+43 milioni). L’Arsenal oltre ad avere una capienza di 20 mila posti in più a sedere rispetto allo Juventus Stadium, applica i prezzi più alti della EPL con il ticket meno caro venduto a 50 sterline. Inoltre l’Arsenal beneficia dei ricavi derivanti dal naming right dell’ Emirates, 40 milioni l’anno circa oltre ad una lega di appartenenza che di per sé catalizza milioni di fans con effetti diretti sui ricavi commerciali dei club della Premier. Per quanto riguarda la prima parte della domanda, il fatturato ufficiale della Juve al 30 giugno 2016 è di € 387,9 milioni. Quello riportato nel report Deloitte (341 m) non riporta i ricavi da Player trading (plusvalenze e ricavi da prestiti).



risponde Andrea Lapegna


Alla luce del nuovo modulo proposto di Allegri, sarei curiosa di vedere più spesso in campo Pjaca. Come vedreste il croato, in un eventuale tridente o dietro le punte? Perché, secondo voi, neanche in Coppa Italia contro il Milan l’abbiamo visto in campo? Il mister non si fida di lui?

Roberta


L’opinione comune attorno all’utilizzo centellinato di Marko Pjaca è duplice. Da un lato si ritiene che il giovane croato debba ancora ritornare al 100% della forma dopo il fastidioso infortunio subito; dall’altro si vocifera che Allegri lo ritenga ancora acerbo.

Il nuovo modulo sperimentato con Lazio e Milan è stato largamente sorretto dal lavoro di Mario Mandžukić, in entrambe le fasi. In difesa posizionale è attento come un esterno navigato, mentre quando si alza le sue larghe spalle hanno permesso di trovare un porto sicuro dove far attraccare i palloni in uscita dalla difesa. Oltretutto, poiché l’interpretazione di questo modulo si basa sulla difesa in avanti e su un lavoro di pressione massiccio, l’imprescindibilità della garra di Mandžukić è ancor più evidente.

Pjaca dal canto suo è un giocatore dalle caratteristiche sostanzialmente diverse. Di lui Allegri ha pubblicamente detto che ha doti da predestinato, ma anche – mischiando le carte – che secondo lui può fare la mezz’ala, oltre alla seconda punta. Per l’impiego (comunque scarso) riservatogli, sappiamo anche che possiede una progressione potente, che salta l’uomo con facilità nonostante l’ottima struttura fisica e che ama giocare sull’out di sinistra. Ad ogni modo, è vero anche che è risultato sinora pigro in fase di non possesso e ha manifestato una preoccupante tendenza ad aspettare la palla sui piedi, senza attaccare lo spazio in profondità.

Alla luce di tutto questo, è probabile che siano veritiere entrambe le ipotesi su Pjaca: Allegri lo aspetta al 100% perché possa dare il suo contributo e, a maggior ragione in questa fase embrionale di 4-2-3-1, il lavoro del suo più quotato connazionale è insostituibile. Non è neanche detto che Pjaca nel frattempo non abbia corretto i difetti di cui sopra, non lo possiamo sapere. La mia personalissima opinione è che se dovessimo continuare con questo modulo, Allegri attuerà dei correttivi (forse più muscoli in mezzo) per permettergli di giocare in quella precisa casella. Per il momento però, Mandžukić dà alla squadra qualcosa che Pjaca non può dare.