Il lieto fine di Cuadrado

di Benedetto Minerva


Un lieto fine, nell’ultimo giorno di calciomercato, c’è stato: il ritorno a Torino di Juan Cuadrado. Ma con che formula? Analizziamola assieme, perché è stata davvero… creativa!


Certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano. No, questa volta Venditti si sbaglia. Juan non è mai andato realmente via da Vinovo, e scommetterei il classico penny che quell’armadietto non l’ha mai svuotato.

È il 31 agosto 2016 ed i tifosi bianconeri leggono l’ufficialità del comunicato della Juventus. Cuadrado è tornato, carta canta:

Torino, 31 agosto 2016 – Juventus Football Club S.p.A. comunica di aver perfezionato l’accordo con la società Chelsea Football Club Limited per l’acquisizione, a titolo temporaneo fino al 30 giugno 2019, del diritto alle prestazioni sportive del calciatore Juan Guillermo Cuadrado Bello, a fronte di un corrispettivo annuo di € 5 milioni. Juventus ha, inoltre, la facoltà di acquisire il calciatore a titolo definitivo, o avrà l’obbligo di farlo, al raggiungimento di determinati obiettivi sportivi nel corso della durata del prestito, a fronte di un corrispettivo di € 25 milioni, pagabili in tre esercizi, al netto di quanto eventualmente già versato per l’acquisizione temporanea. Inoltre, al raggiungimento da parte di Juventus di sfidanti obiettivi sportivi nel corso della durata del contratto di prestazione sportiva con il calciatore, Juventus riconoscerà al Chelsea FC corrispettivi aggiuntivi fino ad un massimo di € 4 milioni.

Cerchiamo di fare chiarezza su quelli che saranno gli effetti economici e finanziari in bilancio dell’operazione Cuadrado. Il costo del prestito (€ 5 milioni annui) ed il suo ingaggio lordo (€ 6 milioni – dato ufficioso) avranno un’incidenza nel bilancio 2016/17 per circa € 11 milioni, con la differenza che il costo del prestito verrà registrato in conto economico alla voce “oneri da gestione diritti calciatori” la stessa in cui vanno registrate le minusvalenze per intenderci. Diversamente l’ingaggio andrà registrato alla voce “personale tesserato”. Si tratta per entrambi di costi operativi, con la differenza che l’ingaggio di un calciatore incide, insieme all’ammortamento annuo del suo costo, sulla capacità di spesa di una squadra di calcio; la cosiddetta “potenza di fuoco”. Per l’esercizio in corso (2016/17) non ci sarà alcun ammortamento del costo del cartellino di Cuadrado che continuerà ad essere registrato sul bilancio del Chelsea, almeno fin quando non si verificheranno le condizioni del suo acquisto obbligatorio da parte della Juventus. Il costo del cartellino che eventualmente verrà ammortizzato sarà pari ai 25 milioni al netto di quanto eventualmente già versato per l’acquisizione temporanea. Ad esempio se il riscatto dovesse verificarsi al termine della stagione 2016/17 il costo che si andrà ad ammortizzare in bilancio, e per la durata del contratto a titolo definitivo, sarà di € 20 milioni (€ 25 milioni meno € 5 milioni del prestito già versati). Inoltre, l’importo dei bonus (massimo € 4 milioni) andrà ad incidere sul bilancio dell’esercizio in cui eventualmente matureranno (caso di riscatto), sommandosi al valore contabile residuo del suo cartellino e per la durata residua del contratto.



di Francesco Federico Pagani


Parliamo di calcio giocato: cosa (ri)guadagniamo con il colombiano in rosa?


Qualsiasi giocatore, a prescindere dal livello, colpisce sempre chi lo osserva per qualche caratteristica peculiare. Quella di Cuadrado è evidente a tutti: la grande rapidità ed esplosività con cui sa destreggiarsi nello stretto e strappare palla al piede, dotato com’è di un cambio di passo eccezionale.

In possesso di ottima combinazione motoria ed una discreta destrezza fine, ha grande ritmizzazione di passo ed ama giocare in particolar modo sulla fascia di destra, sapendosi disimpegnare sia come fluidificante che come esterno di centrocampo, oltre che come ala offensiva.

Ed ecco un altro dei più grandi pregi di Juan Guillermo Cuadrado Bello: la capacità di adattarsi a più contesti tattici, rendendosi utile in ruoli diversi tra loro e permettendo al proprio mister di modificare l’assetto anche a seconda delle fasi di gioco. Così un 3-5-2 che lo vede schierato fluidificante a destra può facilmente modificarsi in un 4-4-2 e in un 4-3-3 a seconda della situazione di gioco, proprio grazie alla sua capacità di adattamento.

Sempre parlando di caratteristiche tattiche, va detto che Cuadrado è cresciuto molto rispetto ai suoi esordi italiani. Quando giunse in Italia con le stimmate del terzino dalle velleità spiccatamente offensive, si capì subito che aveva grosse lacune in questo senso e che ci si sarebbe dovuto lavorare molto. Da quel lontano 2009 ad oggi il progresso è stato evidente e il passo in avanti fatto sotto la gestione di Massimiliano Allegri è sotto gli occhi di tutti. Oggi quindi il colombiano non è più un esterno a tratti indolente che ama le giocate in solitaria, quanto un giocatore piuttosto completo che si spende molto in fase di non possesso e si integra bene nel gioco corale.

La sua fase offensiva si caratterizza quindi soprattutto di movimenti in ampiezza, che ne rendono la presenza importante proprio per allargare il gioco e di conseguenza le difese avversarie. Senza palla tende a smarcarsi principalmente in appoggio e si caratterizza per i molti inserimenti palla al piede, con cui unisce esplosività e destrezza. Piccolo appunto: non sempre prende le decisioni di gioco migliori, tendendo alle volte ad intestardirsi in dribbling reiterati anziché liberarsi profittevolmente del pallone. In fase difensiva Cuadrado è – come detto – cresciuto molto, diventando un giocatore arcigno, sempre ben mentalizzato alla riconquista del pallone o al mantenimento della posizione migliore in funzione a quella dei compagni. Abile nel portare pressing anche a livello ultraoffensivo, è migliorato parecchio nella lettura delle situazioni, sapendo sia accorciare che difendere la profondità. La sua velocità è poi importante in fase di recupero.

Tecnicamente, è in possesso di buon dominio della sfera e un’ottima guida oltre che di un tiro più che discreto, che in passato – quando giocava costantemente più vicino alla porta – gli ha permesso di arrivare anche in doppia cifra di realizzazioni in Serie A. Calcio poco più che modesto, non è un grande colpitore di testa, non avendo né il fisico né il tempo di stacco adatti ad essere un dominatore di questo fondamentale. Per quanto concerne i passaggi si disimpegna bene soprattutto con quelli orizzontali e diagonali, risultando inoltre un crossatore di discreta qualità.

In definitiva non reputerei Cuadrado un grande acquisto per un top club che volesse farne un titolare assoluto. Ma in una rosa che vede già la presenza di Dani Alves, Stephan Lichtsteiner e Marko Pjaca, quello del colombiano ex Fiorentina è un colpo di livello, che arricchisce di un’ulteriore possibile alternativa un reparto di esterni destri tra i migliori in Europa.



di Agnese Rumolo


Cuadrado e Conte: storia di un amore mai sbocciato.


L’interesse di Antonio Conte per Juan Cuadrado non è mai stato un mistero fin dai tempi in cui era alla guida della Juventus; il tecnico leccese ha infatti a lungo accarezzato il desiderio di avere nella propria squadra l’esterno colombiano, che ai tempi era alla corte di Montella. Cuadrado era in comproprietà tra Udinese e Fiorentina, ma nel giugno 2014 il cartellino del giocatore viene acquisito interamente dalla società viola.

È certamente un duro colpo per Antonio Conte, il quale da molto tempo bramava l’idea di avere finalmente il giocatore a propria disposizione, ed è probabilmente il malumore del tecnico a causa del mercato – da lui giudicato insufficiente anche per il mancato acquisto di Iturbe – a causarne le dimissioni dopo soli due giorni dall’inizio del ritiro estivo della stagione 2014/15.

Un mese dopo, Conte firma un contratto biennale come commissario tecnico della nazionale italiana; nonostante il nuovo incarico, il suo interesse per Juan Cuadrado non sembra scemare.

Sembra che i viola possano trattenere Cuadrado. Sapete tutti (sorride, n.d.r.) quanto mi piaccia… (dall’intervista alla Gazzetta “Occhio ad Inter e Viola, Conte promuove le sfidanti” del 29/08/2014)

Mentre Conte svolge la sua attività come CT della nazionale, nel febbraio 2015 Cuadrado passa al Chelsea di Mourinho. Non è però un periodo fortunato per il giocatore, tanto che in estate viene raggiunto l’accordo tra Chelsea e Juventus per un prestito annuale del giocatore.

Cuadrado dunque approda a Torino 13 mesi dopo l’addio di Conte. Il web, come è noto, non perdona, né dimentica, così la love story tra il CT e il giocatore diventa oggetto di diverse parodie. Spicca tra tutte quella del famoso trio comico “Gli Autogol”, che improvvisano un’intervista di Conte in cui afferma che con Cuadrado avrebbe vinto la Champions.

Alla fine della stagione 2015/16, Juan Cuadrado, dopo un anno di successi in bianconero in cui ha conquistato scudetto – decisivo il gol al Torino -, Coppa Italia e visibilità in Champions – vedi il gol di Monaco su azione in velocità di Morata – e in cui è entrato nel cuore dei tifosi, sarebbe dovuto ritornare al Chelsea, di cui Antonio Conte è diventato nel frattempo il nuovo allenatore.

derby

monaco

La smania del tecnico di avere finalmente il giocatore è stata espressa in un’intervista rilasciata alla fine dell’amichevole persa con il Rapid Vienna.

Cuadrado è un giocatore del Chelsea e io lo sto aspettando, deve tornare presto. È un ragazzo che fa parte della nostra rosa e sono molto contento di poter contare su di lui. Lo volevo già ai tempi della Juventus e ora potrò averlo a disposizione qui. Cuadrado resterà con noi.

Ma, com’è noto, nella vita la beffa è sempre dietro l’angolo. In un mercato estivo in cui la Juventus ha sbaragliato qualsiasi aspettativa, Juan Cuadrado ha espresso il desiderio di rimanere a Torino, sordo ai richiami del tecnico leccese. È stato certamente un duro colpo per l’allenatore dei londinesi, il quale ha spedito Cuadrado in tribuna in ogni partita ufficiale del Chelsea.

È bene sottolineare che in Premier League si possono portare al massimo 7 giocatori in panchina, per cui è molto più semplice finire in tribuna rispetto che in Serie A, tuttavia il fatto che Conte abbia esiliato ad ogni partita il giocatore per il quale ha mostrato un enorme interesse negli ultimi anni è oltremodo curioso, soprattutto dopo che quest’ultimo ha richiesto la cessione “tradendo” così il tecnico leccese che, finalmente, lo aveva tra le sue fila.

Il colombiano ora è ufficialmente tornato in quella squadra in cui ha sicuramente vissuto i momenti più emozionanti della sua carriera e le sue parole, oltre ad essere ricche di gratitudine ed affetto, ricordano quasi quelle di un ostaggio liberato.

Ringrazio la Juventus e in particolare il direttore Marotta, un ringraziamento speciale al mio agente Alessandro Lucci! Grazie a Dio torno a casa mia e insieme ai miei compagni andremo alla conquista di tutto! Forza Juve!