Tutte le parate di Szczęsny contro il Sassuolo6 min di lettura

Nel 3-3 in Emilia, le uniche note positive arrivano da Szczęsny, autore di almeno quattro parate decisive. Il portierone polacco ha permesso alla Juventus di non affondare sotto i colpi del Sassuolo, rimediando anche ad un paio di errori grossolani della propria difesa. Migliore in campo tra le fila degli ospiti, Szczęsny ha anche dato un calcio alle critiche – sorprendenti, ingiuste e immotivate – che gli sono piovute addosso dopo i sei gol incassati contro Milan e Atalanta. È quindi giusto tributargli uno spazio per analizzare nel dettaglio i suoi interventi.

Caputo – 13’

Dopo esser passata in vantaggio di due reti, la Juventus comincia a concedere campo. L’uscita palla del Sassuolo sale di giri, manda fuori fase il pressing bianconero e spalanca la porta ai padroni di casa. Subito dopo il gol di Higuaín, Berardi si affaccia sulla trequarti bianconera e manda in porta Caputo con un pallone preciso. Szczęsny però capisce tutto.

Quando la palla si stacca dal piede di Berardi, il portiere è già 5 metri fuori dalla porta, sulla linea dell’area piccola. Non appena Caputo effettua il controllo che indirizza il pallone, rendendo dunque la sua giocata intellegibile, Szczęsny esce ed effettua la seconda parte del gesto tecnico. L’uscita riprende i principi dell’uscita a croce iberica, il cui scopo è ampliare la superficie del corpo a disposizione da opporre alla conclusione, aggiungendovi la proiezione della spaccata: ginocchio interno alto, ginocchio esterno verso la caviglia portante, braccia basse e larghe, busto eretto. Caputo non può far altro che sparargli addosso.

Müldür – 24′

Quella sul terzino turco, vera e propria spina nel fianco della difesa bianconera, è forse la parata più spettacolare della serata. Questo perché la sua conclusione trova la deviazione fortuita di Alex Sandro che compromette la prima lettura di Szczęsny.

Se in un primo momento la palla sembrava indirizzata alla sinistra del portiere polacco, la deviazione del compagno porta il pallone verso l’altro lato della porta. Szczęsny aveva correttamente effettuato un primo passo ”piantando” il piede sinistro per l’intervento; accortosi della deviazione, però, sposta rapidamente il peso sulla gamba destra con un passo laterale appena abbozzato per poi allungare il corpo e spingere via il pallone. C’è una finezza non indifferente in questo intervento: a causa della mancanza di tempo, in molti avremmo preferito buttare a terra la spalla destra (senza spingere) per accorciare il più possibile il tempo di intervento; lui invece è stato incredibilmente veloce nel preparare la spinta, una spinta che gli ha poi permesso si arrivare più lontano e di respingere il tiro.

Berardi – 27′

Dopo un’azione perfetta – e complice un Chiellini lontano dai giorni migliori – Berardi si presenta davanti a Szczęsny con la palla sul destro. Questa è una situazione diversa dalla prima uscita su Caputo, e Szczęsny scegli una tecnica meno ortodossa, ma non per questo meno efficace.

Siccome, al contrario dell’azione precedente, lo sviluppo della manovra del Sassuolo è stato più difficile da leggere, Szczęsny non può contare sull’anticipazione e deve uscire in fretta. Un’uscita dinamica, scivolata, gli permette di essere più reattivo: copre meno specchio rispetto all’uscita a croce, ma lo fa più velocemente. Nella scheda di presentazione, avevamo detto che Szczęsny pagava qualcosa in termini di tempismo sulle uscite basse, ma che la sua curva di apprendimento stava continuando a progredire: una maturazione oggi pienamente compiuta.

Traorè – 84′

L’ultima parata in questa review è su Hamed Junior Traorè, anche lui arrivato solo davanti al portiere. Va detto innanzitutto che, nel tirare, a Traorè la palla rimane un po’ sotto: la gamba non può quindi completare l’arco necessario per angolare a sufficienza il pallone. Se un tiro da 10 metri in situazione dinamica è spesso una sentenza, qui Szczęsny è stato bravo a fare il massimo con quel che aveva.

La tecnica scelta per la respinta non può essere che il “levagamba”, ossia il massimo della reazione nel lasso di tempo più corto: il piede destro (quello che di norma dovrebbe “spingere”) si solleva repentinamente dal suolo e l’atleta manda tutto il peso del corpo sulla spalla corrispondente. Questo permette al portiere di andare giù in un attimo – anche se ovviamente questa tecnica non darà alcuna spinta e non è dunque una soluzione appropriata sui tiri angolati. A testimonianza dell’energia che Szczęsny prima sprigiona e poi si trova a dover gestire, c’è il movimento del braccio opposto (il suo sinistro, in questo caso completamente inutile) che il portiere non controlla più e “manda” a schiaffeggiare il terreno sul finire dell’intervento.

Poteva fare qualcosa di più sui gol?

La risposta breve è “no”. Sul primo c’è poco da dire, la dinamica dell’azione gli rende impossibile un intervento, che difatti è solo abbozzato. Il secondo gol è invece provocato da Bentancur, che prima regala una punizione dal limite, poi salta girandosi in barriera, aprendola. Sul terzo gol si può dire qualcosa in più invece. Gli errori principali qui sono di Alex Sandro, che lascia due metri a Berardi (forse ritenendo il suo destro una minaccia poco credibile?) e soprattutto di Danilo, che perde contatto con il suo uomo nella sua zona, passeggiando passivamente senza nemmeno provare a rimediare ad un errore di posizionamento.

Szczęsny sceglie di provare ad intercettare il cross sul secondo palo di Berardi. La scelta è corretta, perché è un pallone che passa troppo vicino alla linea di porta per reagire ad un eventuale tiro: va prevenuta ogni potenziale conclusione. In genere la “linea” del tuffo è dettata dall’angolo del cross: più è parallelo alla linea di porta, più il portiere dovrà intervenire perpendicolarmente alla stessa. Un ulteriore fattore è la potenza del tiro-cross: più è teso, più al portiere è consentito flettere la propria linea di tuffo e rinculare all’indietro per darsi più spazio di intervento. Qui il passaggio di Berardi non è molto potente, ma è ben indirizzato. Szczęsny distende tutti i suoi 195 centrimetri e lo fa con l’angolo corretto, ma non basta.

Incolpevole sui gol, il portiere polacco è stato senza dubbio il migliore in campo. Stimolato dai 16 tiri del Sassuollo verso la sua porta, ha risposto da campione a tutto quello che è passato dalle sue parti.