Il 2019 delle J Women in 10 momenti12 min di lettura

Questo 2019 che si sta per chiudere sarà ricordato in giro per il mondo come uno degli anni più belli del calcio femminile, e soprattutto in Italia, dove si può parlare di quest’anno come quello di svolta per l’intero movimento nazionale.

Un’anno, sia per l’Italia che per il resto del mondo, in cui il punto più alto si è raggiunto questa estate con i mondiali in Francia, che hanno fatto segnare numeri da record, anche oltre le più rosee previsioni.

Si è trattato anche dell’anno dei grandi stadi che si sono aperti per le donne: i 60.000 del Wanda Metropolitano di Madrid per Atlético – Barcellona, i 40.000 dell’Allianz Stadium o per quanto riguarda le nazionali gli oltre 59.000 della finale mondiale a Lione e i quasi 80.000 a Wembley per una gara amichevole fra Inghilterra e Germania.

Nella nostra penisola esisterà per sempre un pre ed un post Francia 2019 ma per quanto riguarda i risultati sportivi, la costante rimane sempre colorata a tinte bianconere: le ragazze della Juventus hanno dominato e vinto con pieno merito, tutti e 3 i trofei italiani disponibili e vissuto sul campo momenti indimenticabili.

Andiamo però con ordine e ripercorriamo insieme in 10 tappe questo 2019 così significativo soprattutto per le donne bianconere ma anche a livello internazionale:

1 – The Première.

Il primo ricordo in ordine cronologico non può che essere l’indimenticabile prima volta allo stadium dove Juventus e Fiorentina hanno disputato una sorta di finale del campionato 2018/19 davanti a circa 40.000 tifosi, record per il calcio femminile italiano.

Un evento che trova spazio anche su molti giornali internazionali e che segue la scia di una settimana prima, quando Atlético Madrid e Barcellona femminile hanno portato al Wanda Metropolitano poco più di 60.000 appassionati, record mondiale tuttora imbattuto per una partita femminile fra squadre di club.

Come sia andata lo dovremmo ricordare tutti: cross di Lisa Boattin, errore della difesa viola in particolare del portiere Durante e Sophie Perdersen che di testa gonfia la rete facendo esplodere l’entusiasmo dei presenti.

2- Due scudetti in un giorno.

Una giornata, quella dello Stadium, che di fatto è stata il prologo un mese dopo (il 20 aprile), ad un’altra tutte a tinte bianconere.

Per la prima volta della storia del calcio mondiale, le due prime squadre (maschile e femminile) dello stesso club, conquistano lo scudetto lo stesso giorno a distanza di poche ore: la Juve a Verona batte a mezzogiorno le padrone di casa e si laurea per la seconda volta consecutiva (al secondo anno di vita) Campione d’Italia.

I ragazzi di mister Allegri battono invece la Fiorentina (curiosa coincidenza) allo Stadium per 2-1 e possono festeggiare l’ottavo tricolore di fila.

3 –  Bis di coppa e festa scudetto.

La primavera è sinonimo di trofei e le ragazze bianconere non si accontentano dello scudetto: il 28 aprile, una settimana dopo la conquista dello scudetto, al Tardini di Parma le bianconere dominano e vincono per 2-1 la finale di coppa Italia ancora contro la Fiorentina e arricchiscono lo Juventus Museum con la prima Coppa Italia della storia al femminile.

Arriva quindi il double che chiude la stagione delle bianconere in modo trionfale, una annata quasi perfetta con un piccolo rimpianto sulla Supercoppa persa mesi prima ancora contro la viola.

Un mese dopo la squadra riceve il premio del meritato scudetto allo stadium nell’intervallo dell’ultima partita casalinga degli uomini contro l’Atalanta e sfilano a fine gara per festeggiare insieme i trofei vinti con i propri tifosi.

4 – Ragazze Mondiali.

Svestita temporaneamente la maglia bianconera, a giugno per le nazionali è tempo di prepararsi per l’evento che tutti, dagli addetti ai lavori, alle giocatrici, ai tifosi di calcio femminile italiani attendono da oltre un anno, ovvero dal netto 3-0 inflitto al Portogallo che ha permesso alle azzurre di ritornare, dopo vent’anni di assenza, ai campionati mondiali.

Dall’esordio, il 13 giugno contro l’Australia, all’ultima storica partita dei quarti di finale contro l’Olanda, si è già scritto e raccontato in abbondanza e l’onda lunga di quella impresa sportiva non accenna a diminuire ancora oggi.

Questo perché il cammino delle azzurre è destinato ad essere ricordato come uno dei punti di svolta di questo sport nel nostro paese, un passo, come detto da molti, da cui non è più possibile tornare indietro.

Dietro le imprese della nostra nazionale c’è fortissima l’anima bianconera, quella voglia di lottare e non mollare fino all’ultimo secondo possibile, perché participare è bello ma scrivere pagine di storia lo è ancora di più.

Ci ricorderemo così di tanti momenti straordinari e significativi come la doppietta di Barbara Bonansea che vale la vittoria all’esordio o la tripletta di Cristiana Girelli contro la Jamaica o ancora i tiri da fuori di Aurora Galli e le parate di Laura Giuliani.

Ma più di tutto rimangono i traguardi storici oltre ai quarti di finale: la prima volta della nazionale femminile su Rai uno (con record d’ascolti), le numerose prime pagine dei giornali, soprattutto sportivi, la passione dei tifosi italiani che, partita dopo partita, hanno scoperto e amato sotto il cielo di una estate italiana, una nuova nazionale finora quasi sconosciuta.

5 – Acquisto top.

Il cammino incredibile dell’Italia al mondiale non facilita di certo il lavoro del direttore Stefano Braghin che, se da una parte è impegnato a chiudere gli acquisti estivi, dall’altro deve soprattutto resistere agli assalti delle big europee ai tanti gioielli bianconeri che si sono messe in luce in terra francese.

Nonostante offerte estere importanti, il blocco italiano rimane unito in sotto la Mole e accoglie nel gruppo poche ma importanti giocatrici destinate a far crescere nel presente ma anche in prospettiva il livello delle bianconere.

Il fiore all’occhiello della campagna acquisti è senza ombra di dubbio Linda Sembrant, difensore titolare della Svezia e fresca medaglia di Bronzo in Francia che dovrà sostituire nei primi mesi la convalescente Salvai in recupero dopo la rottura del crociato di Marzo.

La stessa Sembrant che non più tardi di qualche settimana fa è stata inserita dalla IFFHS nella seconda top 11 mondiale del 2019 ed in patria è stata eletta miglior difensore dell’anno.

6 – Stéphanie Frappart.

Sarà stata un’estate sicuramente indimenticabile ed inaspettata per Frappart, l’arbitro che è entrata di diritto nei libri della storia del calcio.

Dopo essere diventata la prima donna in patria ad arbitrare una partita della Ligue 1, fra luglio ed agosto è stata scelta per dirigere due finali. La prima a luglio a Lione fra Stati Uniti e Olanda che ha visto le americane capitanate da Megan Rapinoe, diventare per la quarta volta campionesse del mondo.

La seconda invece l’ha messa direttamente sotto le scene dei riflettori ed il 14 agosto, dirigendo con personalità la finale della Supercoppa Europea fra il Liverpool e Chelsea, è diventata la prima donna ad arbitrare una finale maschile organizzata da FIFA o UEFA.

7 – La doppia sfida al Barcellona.

A settembre le prime gare ufficiali della nuova Juve non sono una passeggiata: l’urna della champions League regala alle bianconere la sfida impossibile contro le vice campionesse d’Europa, il Barcellona di Caroline Graham Hansen e Lieke Martens.

Una sfida resa ancora più difficile alla vigilia dall’assenza della nostra stella Barbara Bonansea per una frattura al piede durante un’amichevole estiva contro il PSG.

Nonostante le previsioni di disfatta, le bianconere giocano 180 minuti di livello assoluto battendosi con onore e coraggio e mettendo per diversi minuti anche in discreta difficoltà le spagnole.

Ed è proprio in queste due gare contro un avversario più forte che le ragazze di Rita Guarino dimostrano quanto siano cresciute soprattutto a livello mentale e di consapevolezza anche grazie all’avventura mondiale.

Mancano ancora diversi step, probabilmente i più difficili, per poter essere così competitive con continuità contro squadre come le blaugrana ma il gap verso le big europee ha iniziato (finalmente) ad accorciarsi.

8 – Prime volte

Gli effetti del mondiale non si esauriscono e arrivano altri traguardi, altre prime volte e piccoli passi che contribuiscono a far crescere il movimento italiano.

Mamma Rai, con una decisione storica, decide di mandare in diretta tutte le partite di qualificazione all’Europeo inglese del 2021 della nazionale maggiore femminile sulle reti principali (soprattutto Raidue).

Qualche settimana dopo, la neo eletta presidente della divisione calcio femminile Ludovica Mantovani (una figura di eccellenza per il calcio femminile quella della figlia dell’ex presidente della Sampdoria Paolo Mantovani), firma uno dei primi accordi con Tim Vision: per la prima volta nella storia del campionato di serie A femminile, tutte le gare saranno visibili in streaming sulla piattaforma che affiancherà Sky nella produzione delle partite.

9 – Tris di coppe.

Mancava solo la Supercoppa per completare la tripletta italiana per le bianconere ed il trofeo prende la via di Torino grazie ad un’altra convincente e solida prestazione delle ragazze di Rita Guarino.

A Cesena, il 27 ottobre, Girelli e Staskova stendono ancora le viola ed un’altra coppa dovrà trovare posto al museo bianconero.

Con la Supercoppa conquistata, la Juventus Women hanno conquistato così il loro quarto trofeo in 2 anni e mezzo scarsi dalla nascita della squadra.

10 – Un primo passo verso il professionismo.

Sono già tanti i punti ed i momenti importanti vissuti per il calcio femminile italiano in questo 2019 ma uno dei più significativi, quello che avvicina le atlete al sogno di una vita, arriva dalla politica: ad autunno inoltrato viene presentato un emendamento contenuto nella legge di bilancio 2020 che dà la possibilità nei prossimi 3 anni a 4 federazioni (calcio, rugby, volley e basket) di passare dal dilettantismo al professionismo nei rispetti sport al femminile, con la defiscalizzazione del 100% dei contributi fino a 8000 euro annui, per un budget totale di 20 milioni di euro.

Come commenta su Instagram Sara Gama: No, le calciatrici non sono ancora diventate professioniste e probabilmente la strada è ancora lunga e lastricata di buche prima che questo succeda ma questo è un primo piccolo passo (magari già dalla prossima stagione) per raggiungere questo traguardo.

E per rispondere ai tanti dubbi che si leggono sul web se sia proprio necessario questo passaggio al professionismo, porto l’esempio dell’ultima (in ordine di tempo) calciatrice Giulia Orlandi, capitano della sorprendente Florentia San Geminiano, che ha dovuto appendere forzatamente le scarpette al chiodo nel pieno della carriera calcistica per non perdere il lavoro.

Verso il nuovo anno

Difficile racchiudere questo meraviglioso 2019 in soli 10 momenti che potevano essere benissimo il doppio perché tanto si è raccolto e tanto ancora si è seminato in vista del nuovo anno.

Cosa ci dobbiamo quindi aspettare dal 2020?

Le ragazze di Rita Guarino riprenderanno in casa del Tavagnacco, al Nereo Rocco di Trieste  domenica 12 gennaio,  il cammino verso il terzo scudetto di fila, consapevoli di aver fatto finora un girone d’andata (quasi) perfetto e ci sono altri due trofei da difendere.

A livello internazionale prenderà il via in estate l’ultima edizione della Uefa Women Champions League con gli scontri diretti che lascerà poi spazio l’anno successivo all’introduzione della fase di gironi come per gli uomini.

Per quanto riguarda la nazionale, invece, le azzurre torneranno a giocare dopo 12 anni di assenza il prestigioso torneo amichevole ad inviti dell’Algarve cup e ci sarà a cavallo di giugno e settembre la doppia sfida con la Danimarca che sancirà la squadra qualificata all’Europeo del 2021 in Inghilterra. (in caso di sconfitta, ci sarà la possibilità di qualificarsi tramite gli spareggi).

Nel cassetto poi c’è sempre quel sogno di una vita che mai come oggi sembra così vicino, il Professionismo.

L’annata solare 2019 della Juventus women in cifre:

30 partite ufficiali giocate
24 vittorie
3 pareggi (Milan coppa Italia, Milan campionato, Mozzanica Atalanta)
3 sconfitte (Barcellona andata e ritorno, Sassuolo)
100% di vittorie casalinghe in campionato
75 gol fatti (media 2,5 a partita)
16 gol subiti (media 0,53 a partita)
17 clean sheet
3 trofei vinti (scudetto, coppa Italia, Supercoppa Italiana)