La scheda di Nicolò Zaniolo12 min di lettura

Nato a Massa il 2 luglio 1999, Nicolò Zaniolo è un figlio d’arte: suo padre Igor giocò principalmente tra B e C, ottenendo la vittoria di un campionato di C2 a Spezia (proprio nella stagione 1999/00, con Nicolò appena nato) ed una promozione in A con il Messina di Bortolo Mutti.

Nicolò muove i primi passi nel mondo del calcio con la Maria Rosa di Salerno, vestendo poi le maglie di Spezia e Canaletto. Nel 2008 entra nel settore giovanile del Genoa, da cui due anni più tardi passa alla Fiorentina. Qui fa tutta la trafila sino agli Allievi, prima di essere liberato dalla società Viola, che non lo ritenne all’altezza di continuare il proprio percorso a Firenze. Svincolato, nell’estate 2016 passa quindi alla Virtus Entella, dove diventa un punto fermo di una formazione Primavera che aveva in lui, Puntoriere e nell’ex juventino Mota Carvalho le proprie stelle più lucenti. Il gennaio successivo passa in pianta stabile in prima squadra, esordendo in B l’11 marzo 2017. Quel luglio viene quindi prelevato dall’Inter, che lo paga quasi due milioni e ne fa anch’esso uno dei punti di forza della propria Primavera: segna ben 13 gol e referta 8 assist in 26 gare di campionato (1 contributo ogni 99 minuti), più 1 gol ed 1 assist nella fase finale del torneo (vinto dall’Inter) e 2 assist serviti in 6 gare di Youth League.

Dopo un solo anno, al termine del quale si laurea vicecampione europeo a livello di under 19, viene inserito nella trattativa che porta Radja Nainggolan all’Inter e diventa a tutti gli effetti un giocatore della Roma. L’accordo tra club prevede il pagamento di 4,5 milioni di euro più il 15% di una eventuale cessione futura, mentre il ragazzo firma un contratto sino al giugno 2023. Inizialmente l’idea di Monchi sarebbe quella di girarlo in prestito, ma probabilmente la cessione di Strootman portò il D.S. spagnolo a cambiare idea. L’esordio in giallorosso, come tutti ricorderete, avvenne così il 19 settembre del 2018, quando viene lanciato titolare al Bernabeu in una sfida di Champions contro il Real Madrid.

Già 5 presenze e 2 gol (doppietta nel 9-1 rifilato all’Armenia) con la Nazionale maggiore, è più o meno unanimemente considerato una delle più scintillanti promesse del calcio italiano.

Capacità coordinative e condizionali

Buona parte del suo valore risiede nelle sue qualità fisiche e nel patrimonio atletico messo in mostra fin dai suoi esordi e che speriamo il grave infortunio occorsogli lo scorso 12 gennaio contro la Juventus non abbia intaccato in maniera significativa.

80 chilogrammi distribuiti su 190 centimetri di pura potenza, Zaniolo ha una struttura di rilievo, su cui può comunque lavorare per aggiungere ulteriore esplosività. Atleticamente è dotato di un grandissimo motore: ricordate il suo primo gol, quello segnato il 26 dicembre 2018 contro il Sassuolo? Strappo in velocità ad attaccare la profondità da poco oltre il centrocampo seminando Gian Marco Ferrari, rientro sul sinistro, finta e pallonetto a chiudere il tutto. Ecco, proprio quel gol dà la dimostrazione delle qualità condizionali fuori scala del ragazzo, capace di volare in velocità ed arrivare a concludere dopo circa 50 metri di corsa a tutta con la lucidità di chi ha aspettato il pallone in area di rigore.

Grande elasticità muscolare, ottimo equilibrio, non pecca nemmeno per quanto riguarda combinazione e differenziazione motoria, con particolare qualità nella trasformazione. Un aspetto quest’ultimo tutt’altro che secondario e sottovalutabile, vista la mole che lo accompagna. Dote da sottolineare proprio anche in relazione all’infortunio subito: riuscirà a tornare quello di prima, quel giocatore capace di strappi e di cambi di direzione impressi con forza paurosa? Da qui e dalla tenuta del suo crociato anteriore proprio in relazione alla forza che Nicolò imprime col suo gioco passeranno le sue possibilità di coltivare lo stesso tipo di carriera che gli veniva predetta sino a quel maledetto 12 gennaio.

Qualità tecniche

Due qualità tecniche spesso sottovalutate ma che balzano assolutamente all’occhio quando si parla di giocatori come Nicolò Zaniolo sono la capacità di prendere posizione e quella di difendere palla. Forte dello strapotere fisico di cui sopra, infatti, il massese ha gambe poderose e tronco ampio e robusto, qualità che gli permettono di reggere l’impatto contro più o meno qualsiasi avversario. Così quando si pianta davanti al proprio marcatore diventa un monolite tutt’altro che semplice da spostare (un buon esempio è l’assist che servì a Dzeko contro l’Atalanta lo scorso anno, quando si piazzò davanti a Castagne per smorzare poi un gran filtrante di petto).

Mancino naturale, più che discreto nel controllo e bravo nella guida della palla, abbastanza elegante nelle movenze, è in possesso di un calcio decoroso e di un buon tiro, anche abbastanza potente. Bravino a giocare il pallone negli spazi stretti nonostante la mole importante, sa trovare buoni filtranti e gioca bene i lanci ad incrociare.

Qualità tattiche

Il calcio moderno sta diventando sempre più “totale”. Come infatti insegnarono i Maestri olandesi del totaalvoetbal i “super-specialisti” stanno via via lasciando sempre più spazio ai giocatori poliedrici, capaci di disimpegnarsi efficacemente in più ruoli ed in più zone del campo. Così Zaniolo nasce trequartista ma si sviluppa potendo occupare anche il ruolo di mezz’ala e quello di esterno offensivo, preferibilmente a destra. Un “tre in uno” importante, perché l’adattabilità di questi giocatori permette una maggior flessibilità alle loro squadre.

Nicolò non è comunque il classico numero 10 tutto rifinitura, tocchetti pregiati e passaggi filtranti. Agendo alle spalle degli attaccanti, infatti, la qualità migliore di Zaniolo (come ci raccontano i numeri del suo campionato Primavera all’Inter, coi gol che furono quasi il doppio degli assist) è quella degli inserimenti a concludere l’azione, più che la capacità di fluttuare tra le linee per mandare in porta i compagni.

Ancora una volta il suo primo – ed unico – gol agli Europei under 19 di due anni fa ci racconta molto delle qualità del ragazzo: schierato trequartista alle spalle del duo Pinamonti (poi sostituito da Kean) – Scamacca, il classe 1999 massese andò in gol sfruttando il gioco d’incontro delle punte, buttandosi alle spalle della difesa, ricevendo il ponte aereo dello stesso Scamacca, resistendo alla carica di un avversario (che gli rimbalzò letteralmente addosso nel tentativo di contrastarlo, finendo a terra lui…) e poi freddando il portiere in uscita. Un mix di capacità di inserirsi e forza fisica che raccontano davvero molto di ciò che è Nicolò Zaniolo, e di quali siano le caratteristiche che fondano il suo gioco.

Una capacità di inserimento la sua che, sempre restando all’Europeo under 19, mise in mostra anche due gare più tardi, quando si buttò in area a controllare un pallone che stava per uscire per servirlo poi all’accorrente Kean, per il gol del pareggio contro la Norvegia; si trovò insomma nuovamente a partire dalla posizione di trequartista per buttarsi dentro andando anche oltre i due centravanti.

Quando gioca largo, prevalentemente sulla destra, tende invece a venire bene incontro per palleggiare coi compagni, ed in generale, da buon mancino qual è, una volta in possesso ha ovviamente come giocata preferita quella di accentrarsi, per cercare il tiro o il passaggio vincente. Va da sé che diventa un’opzione importante anche nel gioco aereo, potendo tagliare in area con potenza ed efficacia, avendo un certo gap fisico favorevole nei confronti della maggior parte dei terzini avversari.

Ovviamente sia quando gioca esterno che quando fa la mezz’ala ha la capacità e la possibilità di andare ad occupare lo spazio tra i reparti di centrocampo e difesa avversarie, provando così a smarcarsi alle spalle dei mediani per trovare lo spazio giusto per impensierire la retroguardia avversaria.

In fase di non possesso predilige la pressione offensiva o ultraoffensiva, sempre supportato dalle grandi capacità condizionali di cui abbiamo già parlato; sa comunque dare il proprio contributo anche in fase di ripiegamento, dove pure si trova un po’ più a disagio che non quando deve difendere in avanti. Il gol segnato da Kean contro la Francia nelle semifinali dell’Europeo giovanile del 2018 mostra comunque la capacità del ragazzo di leggere il gioco, intercettare il pallone e poi vedere il compagno dettargli il lancio.

Qualità mentali

Zaniolo sembra essere un giocatore “freddo”, cosa certo non scontata per un trequartista (o attaccante esterno, tutt’al più mezz’ala) di 19 o 20 anni che gioca in Serie A. Un dato che ci aiuta in questo senso è la differenza tra i suoi gol segnati (4) a fronte degli xG prodotti (3,28). Come potete notare la differenza è positiva il che, ovviamente accompagnato da quella che è la visione oculare delle sue gare, ci dice che tende a non farsi tremare le gambe quando deve colpire a rete (pensate anche alla sua doppietta dello scorso anno al Porto, con entrambi i gol segnati da dentro l’area).

Inoltre fin da subito è sembrato essere deciso e sicuro di sé. Se dimostrerà anche di avere la testa sulle spalle e se riuscirà a non farsi abbattere e limitare anche mentalmente dall’infortunio che ha subito il suo futuro sarà sicuramente brillante.

Debolezze

Nicolò Zaniolo non ha veri e propri punti deboli nel suo gioco. L’unico evidente che possiamo notare riguarda l’uso del destro, che sicuramente è ben lontano dall’avere la stessa sensibilità ed efficacia del piede sinistro. Cosa questa però che riguarda moltissimi mancini in particolare, secondo la mia esperienza, e più in generale comunque la maggior parte dei calciatori a prescindere da quale che sia il proprio piede di riferimento.

Al di là di ciò, ha ovviamente poi una serie di limiti – come del resto tutti i giocatori al mondo, a partire dai pur fenomenali Messi e Ronaldo – su cui lavorare, così da limarli ed elevare il proprio livello di gioco. Ad esempio proprio lo scarso uso del destro ne diminuisce di molto l’incisività quando gioca largo sulla sinistra: se da destra può rientrare e scaricare a rete con potenza e qualità, giocando sul fronte opposto si trova più limitato in questo senso. Per di più, non è ovviamente la classica ala che attacca l’avversario in velocità per cercare il fondo e crossare in mezzo, quindi anche in questo senso il suo gioco resta molto limitato se fatto giocare a sinistra.

Altra cosa in cui può crescere è sicuramente il colpo di testa, se non altro perché sebbene se la cavi in questo fondamentale l’altezza di cui è dotato gli può permettere di segnare tanto anche così, soprattutto sugli sviluppi di calcio piazzato.

Infine, venendo a parlare di fase di non possesso, se come abbiamo detto ha grande facilità di pressione in verticale deve sicuramente crescere nella difesa del campo alle proprie spalle, questo in particolar modo se dovesse evolvere definitivamente come mezz’ala.

Valutazione generale

Prima dell’infortunio Nicolò Zaniolo era già una certezza per la Roma e per la Nazionale e mostrava prospettive luminose. Tra i giovani italiani era indubbiamente uno di quelli che aveva più “numeri” per arrivare ad altissimo livello e diventare insomma un world-class player. Del resto quando hai quel mix di fisicità, atletismo, tecnica e freddezza difficilmente potrai non importi in club di vertice.

Purtroppo la rottura del crociato anteriore potrebbe lasciare i propri segni, sia da un punto di vista fisico-atletico che mentale. Ad oggi non si può che dare una valutazione estremamente positiva del ragazzo, ovviamente lasciando in sospeso il giudizio, in attesa di capire che giocatore ritroveremo una volta che sarà tornato dall’infortunio.

Alla Juventus

L’incognita più grande, l’avrete capito, riguarda l’infortunio. Non sappiamo come il ragazzo tornerà dall’infortunio né quanto tempo potrebbe volerci per recuperare, non solo fisicamente ma – è solo una possibilità – anche mentalmente, perché ogni trauma lascia dei segni e non è detto che siano solo fisici.

In una condizione normale, Niccolò Zaniolo è un giocatore che una Juventus dovrebbe prendere “sempre”: giovane, italiano, dotato, moderno, con prospettive ancora inesplorate. Gli unici due dubbi potrebbero riguardare: il costo, non tanto perché spropositato rispetto al suo valore quanto perché deve essere assorbito a bilancio, e con le conseguenze della pandemia credo che tutti i conti fatti dalle squadre andranno rivisti e rimessi in discussione. In seconda battuta l’acquisto di Kulusevski, che per certi versi è un giocatore che può somigliare a Zaniolo e che soprattutto può essere impiegato in maniera similare a lui, ovvero sia da mezz’ala sinistra, che da trequartista, che da esterno di gamba e strappi.

Quindi insomma, in linea teorica se puoi Zaniolo lo porti a casa sempre. Poi, volendo, vi ho dato qualche possibile “perché no”.

GIUDIZIO DELL’AUTORE SULLE ABILITA’ ATTUALI
(caratteristiche)

8

REDAZIONOMETRO
(quanto la redazione vorrebbe lo acquistassimo tenendo in considerazione costi, necessità della rosa e potenzialità del giocatore)

Andrea Costanzo
100%
Andrea Lapegna
85%
Michele Puntillo
80%
Antonio Corsa
80%
Massimo Maccarrone
80%
Alessandra Roversi
80%
Jacopo Azzolini
75%
Luca Rossi
65%
Davide Terruzzi
65%
Francesco Andrianopoli
60%
Roberta Sacco
60%
Kantor
50%