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Cosa aspettarsi da Roma-Juve?

La Roma di Fonseca è una squadra pro-attiva, prova sempre a fare la partita cercando di sfruttare l’ottima qualità tecnica a disposizione della sua rosa. Usa il palleggio per risalire il campo e creare gli spazi negli attacchi posizionali. In fase di non possesso esercita un buon pressing ultra offensivo. Punti deboli: difesa posizionale e l’elevata confidenza nell’uscita pressing.


L’ultima partita del girone di andata sarà un bel banco di prova per la Juve di Maurizio Sarri. La sfida dell’Olimpico, oltre a mettere a disposizione i tre punti, che potrebbero regalare il titolo di campione di inverno ai bianconeri, sarà importante per verificare i progressi dell’ultimo periodo. La convincente vittoria contro il Cagliari, ha spazzato i malumori della sconfitta in Supercoppa contro la Lazio, ed ha confermato i progressi nel processo di assimilazione dei principi di gioco che l’allenatore toscano sta gradualmente cercando di consolidare. Contro la Roma, la Juve avrà modo di stressare alcune situazioni come il pressing e l’uscita pressing contro una squadra tecnicamente valida e abituata a un calcio propositivo.

Gli avversari.

La Roma ha finora collezionato 35 punti, frutto di 10 vittorie e 5 pareggi, ma in casa sin qui non ha avuto un cammino brillante, 5 vittorie e 2 pareggi nelle 9 partite disputate. Il modulo più usato sino ad oggi è stato il 4-2-3-1 con interpreti ormai ben definiti. Dzeko è il terminale offensivo, alle sue spalle giostra Lorenzo Pellegrini. La cerniera di centrocampo è formata da Veretout e dal ritrovato Diawara, schermo davanti alla difesa che ha trovato solidità con la coppia Smalling e Mancini.

Quando ha la palla la Roma sfrutta a pieno le caratteristiche della propria rosa, ha un buon palleggio (55.4% di possesso palla medio) che le consente di risalire il campo, ma ha anche varietà nell’interpretazione della fase di possesso, può infatti giocare in verticale con situazioni codificate soprattutto quando in campo ha esterni che attaccano la profondità come Kluivert o Under. Se pressata ha la possibilità di verticalizzare con lanci lunghi su Dzeko per andare a giocare sulle seconde palle. In situazioni di attacco posizionale è pericolosa (30 attacchi posizionali a partita che finiscono nel 20% dei casi con un tiro), Perotti, Pellegrini e Zaniolo, sulla trequarti avversaria riescono a garantire tanto gli inserimenti quanto la rifinitura, rendendo la manovra dei giallorossi imprevedibile. In fase di uscita dal pressing avversario, spesso, è Diawara tra i due mediani che si abbassa a ricevere il pallone, ma l’uscita pressing della Roma non è affatto irreprensibile, l’eccessiva confidenza che i giocatori romanisti si prendono nella trasmissione della palla, a volte può portarli a commettere errori marchiani anche in prossimità dell’area di rigore, come accaduto nella recente partita contro l’Inter a S.Siro.

Veretout sbaglia l’appoggio verso Mancini, Lukaku riconquista la palla e va alla conclusione

In fase di non possesso la Roma adotta un buon pressing ultra offensivo, il numero di passaggi concessi nella metà campo avversaria per minuto (PPDA) è in media 10,4 a partita, con elevata densità di uomini sul lato dove risiede il pallone, anche l’aggressione della palla subito dopo averla persa è fatta con una buona intensità. La difesa posizionale è probabilmente la cosa che riesce peggio ai giallorossi, per caratteristiche la Roma ha scarsa tendenza a chiudere il secondo palo e in generale tanto i terzini quanto gli esterni d’attacco sono poco propensi a impedire i cross.

Cosa aspettarsi dalla Juve?

La Juve dovrà continuare nel suo processo di crescita cercando di portare pressione alta per il maggior tempo possibile, se fatti bene tanto il pressing ultra offensivo quanto l’immediata riconquista della palla nella trequarti avversaria potrebbero essere un’arma importante nel corso della gara. Fondamentale sarà, come accaduto col Cagliari, la disposizione in campo del trio di centrocampo con Pjanic che sarà chiamato a dettare i tempi del pressing e a consentire così alla linea difensiva di stare costantemente alta e aggressiva.

La partita con la Roma sarà inoltre l’occasione per rivedere con costanza le situazioni di uscita dalla pressione avversaria, la Juve dovrà essere brava ad attaccare gli spazi in verticale che le si apriranno una volta superata la prima linea di pressing, la scelta degli uomini o degli eventuali cambi sarà determinante.

L’attacco posizionale infine è l’ultimo ma non il meno importante degli aspetti da attenzionare in una partita in cui gli spazi a disposizione potrebbero essere maggiori, chiunque agirà in zona 14 avrà il compito fondamentale di innescare gli attaccanti per sfruttare la lentezza soprattutto di Mancini.

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Ingegnere elettronico fissato coi numeri e la tecnologia. Ex allenatore di futsal di primo livello diplomato a Coverciano. Ha gestito una scuola calcio a 5 in A2, allenando tutte le categorie giovanili, ed è stato primo assistente in A2 e main coach in C1.

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