Approfondimenti

Prime indicazioni dal soldato Emre Can

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Emre Can finora è stato utilizzato col contagocce da Massimiliano Allegri che gli ha concesso solo scampoli di partita nei tre match sin qui disputati. L’ex Liverpool con ogni probabilità già dal prossimo ciclo di partite troverà maggiore spazio nell’attesa della sua definitiva e stabile collocazione nello scacchiere bianconero. Come già detto su queste sponde  il tedesco potrà essere funzionale a esaltare e  a rimettere al centro del gioco Pjanić, aspetto di cui la Juventus ha estremamente bisogno. In attesa di poter osservare meglio e più a lungo il contributo di Emre Can si può già individuare qualche interessante tratto caratteristico del suo gioco che è emerso nelle sue prime uscite. Innanzitutto è opportuno precisare che ruoli ha ricoperto in questo primo spezzone di campionato: nel match contro il Chievo è entrato a 5 minuti dal termine al posto di Khedira andando ad affiancare Pjanić  in quello che però era sostanzialmente un centrocampo a tre con Bernardeschi mezz’ala destra. Nei due incontri successivi, contro Lazio e Parma invece, Emre Can ha sostituito proprio il bosniaco andando a occupare la casella di mediano davanti alla difesa. Allegri pare quindi propendere per il suo come impiego come mediano normalizzatore davanti alla difesa o alternativamente in un doble pivote più che mezz’ala in un centrocampo a tre. In effetti Allegri più volte ha dimostrato di apprezzare giocatori d’ordine e di acume tattico davanti alla difesa (Van Bommel al Milan o il Marchisio 2015/2016 al Juventus) e il tedesco risponderebbe perfettamente a questo identikit.

Immediatezza nella giocata

Il numero 23 bianconero viene molto spesso esaltato per le sue qualità senza palla in virtù del fisico possente e dell’esperienza nel calcio inglese ma ciò che, a opinione dello scrivente, va sottolineato maggiormente alla luce di quanto visto è la tendenza a giocare rapidamente il pallone. Emre Can molto spesso evita di toccare troppe volte il pallone ed effettua la giocata in tempi ristretti pur avendo magari a disposizione un margine di tempo ulteriore.

Stop, secondo tocco (con testa alta) e verticalizzazione. Poi segue l’azione e di prima cerca di chiudere il triangolo. Non controlla il dosaggio

Dal videoclip soprastante, aldilà dei singoli gesti tecnici, è possibile notare la grande immediatezza che caratterizza l’attitudine di Emre Can ad interpretare il ruolo e i movimenti. Sarebbe bastato un tempo di gioco in più e la linea di passaggio verso Ronaldo con ogni probabilità sarebbe stata chiusa. Questa sua qualità deriva con ogni probabilità anche dalla sua esperienza inglese dove il ritmo e l’intensità sono sensibilmente più alti rispetto al campionato italiano che invece è permeato da partite più ragionate o quanto meno con fasi più statiche di gioco. Oltretutto si tratta di una caratteristica che differenzia il tedesco dagli altri centrocampisti bianconeri in rosa che invece tendono a toccare il pallone più e più volte prediligendo la giocata più lenta e sicura piuttosto che rapida e rischiosa. Anche da questo punto di vista Emre Can risulta essere un’alternativa di rilievo.

Movimenti da mezz’ala di inserimento

Emre Can va considerato a tutti gli effetti un centrocampista difensivo alla luce delle sue caratteristiche fisico-tattiche e dei ruoli che ha ricoperto nella sua carriera. Tale sua interpretazione del ruolo è ciò che lo differenzia maggiormente da Khedira, giocatore a cui per altri versi invece assomiglia. In queste prime uscite però il 23 bianconero ha dimostrato di poter essere un giocatore spendibile anche nella trequarti avversaria sia per un piede comunque niente male sia per doti di inserimento più che discrete che unite alla sua predominanza fisica possono essere letali in alcuni match.

Al fatto che rincorre il pallone come un forsennato ci arriviamo dopo, tranquilli

Difficilmente potrà giungere all’acume tattico e alla capacità finalizzativa di Khedira che da questo punto di vista è un top player; realisticamente però allenando e chiedendogli un lavoro anche di inserimento Emre Can potrà dare un contributo significativo anche offensivamente e potrà diventare un centrocampista più completo di  quello che è allo stato attuale.

Doti difensive

Le doti difensive, di contrasto e di strabordanza fisica non hanno risparmiato gli avversari che il tedesco ha avuto di fronte in queste giornate. Innanzitutto il suo ingresso, in particolare contro la Lazio, è servito sensibilmente per ridurre le ricezioni libere di Luis Alberto e Milinković-Savić tra le linee, aspetto di cui la Juventus ha patito nel corso del match ma che fortunatamente non ha portato danni. Col suo ingresso la Juventus ha rischiato molto poco non concedendo alla Lazio nemmeno dei presupposti per far male. Il suo senso della posizione e la sua capacità di coprire rapidamente ampie porzioni di campo lo rendono ottimale per stroncare le azioni avversarie che si sviluppano sul centro del campo.

Prima anticipa Immobile posizionandosi correttamente: una volta piantati i piedi spostarlo non è il lavoro più semplice del mondo. Poi emerge il suo difetto in visione periferica e gestione del pallone nello stretto. L’irruenza fa il resto.

Un altro tratto caratteristico del suo gioco che è emerso è la sua abitudine a pressare i giocatori avversari in possesso del pallone e a non lesinare una corsa in più pur di recuperare il possesso della sfera. Il vero discrimine tra lui e  tanti altri giocatori è che le sue corse grazie all’eccellente capacità di tackle molto spesso sortiscono effetti positivi oltre che aiutano a mettere pressione all’avversario che deve per forza di cose velocizzare la giocata.

“Correa, uomo!!!!”

Gli strappi

Un’ultima notazione doverosa riguarda un’ulteriore caratteristica di cui difetta il nostro centrocampo: la capacità di rompere le linee avversarie con una semplice progressione palla al piede. La gif sottostante risponde

 

Nonostante l’esiguo minutaggio Emre Can ha messo in chiaro, se ci fossero dei dubbi, di poter dare un apporto significativo al nostro centrocampo alla luce di caratteristiche uniche nel nostro pacchetto mediano. Sta ad Allegri trovare la combinazione giusta ma la sua centralità nel sistema bianconero non tarderà ad arrivare.

Luca Rossi

Classe 1996, di Novara, aspirante magistrato, allenatore alle prime armi, appassionato (anche) di tennis e tifoso juventino fin da piccolo.