Corto Muso 17 – Data rulez2 min di lettura

Come sapete bene io detesto le statistiche sul calcio; mi fa ridere l’idea di poter analizzare una partita usando degli indicaotori numerici imprecisi, non standardizzati e anche poco testati a livello modellistico. E siccome ho un PhD in Matematica, sono anche autorizzato a farlo. Ma detesto ancora di più chi parla di calcio usando solo enfasi, aria fritta e retorica, scordandosi che ci sono dei dati di fatto dai quali si deve necessariamente partire.

Ad oggi la Juventus è la squadra che in campionato ha vinto più partite (24), pareggiate di meno (5) e perse di meno (4). Ha almeno sette punti di vantaggio sulla prima inseguitrice (l’Inter, se batte la Spal) a cinque giornate dalla fine. Inoltre dopo la sosta ha incrementato il suo vantaggio, passato da uno ad almeno sette punti. Ne segue che se la Juventus non sta facendo benissimo, tutte le altre hanno fatto peggio di lei, qualcuna prima della sosta (Atalanta) qualcuna dopo (Inter e Lazio). Ora questo non si può considerare un miracolo, ma è sicuramente molto meglio di quello che io in Agosto pensavo potessimo fare. Anzi se dieci mesi fa mi avessero detto di firmare per questa situazione, avrei firmato col sangue.

Chiarito questo, e messolo come immancabile “cappello” a qualunque discussione, si può cominciare a parlare del fatto che la rosa è mal costruita, che la preparazione atletica (non quella post sosta, ma quella iniziale) è stata sostanzialmente cannata e che nelle ultime tre partite abbiamo sofferto come cani anche per scelte tattiche discutibili. Ma senza mai scordarci che nel calcio contano gli obiettivi; e che i punti di vantaggio non servono per bullarsi con gli amici il lunedì, ma per essere “spesi” quando le cose tanto bene non vanno.

Filosofia Allegriana, mi ha detto uno oggi. Col cavolo (no non ho detto esattamente così…) ho risposto io: questa è la filosofia di qualunque allenatore vinca i campionati. Provate a chiederlo ad un addetto ai lavori se ne conoscete uno: vi dirà che in ogni competizione lunga ci sono alti e bassi. E vince chi riesce a capitalizzare i momenti alti e a minimizzare i danni in quelli bassi.

Tutto il resto è appunto retorica e aria fritta; e se può servire a qualche abitante del sottoBosco giornalistico per crearsi il suo quarto d’ora di fama con gli ungulati che praticano la rete, non dovrebbe essere nei discorsi e nei pensieri di chiunque si consideri un essere razionale.