Oltre il blackout, cosa ci dicono i gol subiti?4 min di lettura

Scelte ed esecuzioni tecniche sbagliate, una squadra che ha perso le distanze e che ha abbandonato i propri principi tattici, sbagliando i momenti della pressione o risultando troppo passiva.


Cosa sia successo in quei cinque minuti di black out non lo saprà mai nessuno; forse i giocatori e lo staff, ma non è neanche detto. Nel calcio, nello sport e nella vita in generale la componente psicologica la fa da padrone, in qualunque ambito. Nel calcio se la testa e le gambe girano diventa tutto più facile. I tre gol presi dalla Juve sono conditi da errori tecnici e tattici, figli di una situazione psicologica evidentemente non normale. Esaminandoli in dettaglio, riusciamo comunque a comprendere qualcosa di più della loro dinamica.

Il gol del pareggio.

Subito il 2-1, la Juve continua l’applicazione del pressing, ma non tutti portano la pressione nel modo corretto. Bentancur è aggressivo su Kessié, Bernardeschi lascia invece la palla scoperta. In questa azione ci sono errori tattici individuali importanti: pressione portata male, in ritardo o per niente; la difesa della porta e i posizionamenti lasciano molto a desiderare.

Il filtrante di Hernandez coglie Bonaventura nel mezzospazio. La Juve si trova a difendere un 6 contro 5 prima e un 7 contro 5 poi, grazie al rientro di Bentancur. La squadra è però spezzata e lenta nel recupero della posizione.
Pur in superiorità numerica di due uomini, la Juve appare abbastanza passiva nella gestione di questa fase, Cuadrado pressa in ritardo lasciando la palla scoperta. Per Kessié è abbastanza semplice ricevere la sponda di Ibrahimovic e liberarsi al tiro grazie all’atteggiamento remissivo di Rugani e Bonucci.

Il gol del vantaggio Milan.

Anche in questa azione sono gli errori tattici individuali a fare la differenza. Tutto nasce da una scelta sbagliata di Ronaldo che invece di scaricare su Bentancur, conduce per poi scaricare in prossimità degli avversari, la palla persa lascia la Juve con 7 uomini sopra la linea della palla.

Il filtrante di Bonaventura mette Rebic nelle condizioni di giocare 1 vs 1 con Rugani. Nonostante l’intervento falloso di Rugani, la palla rimane della disponibilità del Milan
Bonucci potrebbe chiudere ma resta a presidio del centro area.
Rugani non è ben frapposto tra la palla e la porta, risultando decisivo con la sua deviazione che inganna Szczesny.

Il gol del 4-2.

In questo caso si tratta di un errore tecnico individuale, ma alla base c’è ancora una volta una scelta sbagliata.

Alex Sandro ha due appoggi facili, vicini. Quello su Bonucci è davvero banale.
Il giocatore brasiliano sceglie di servire Danilo con una palla alta. Qui è sbagaliata sia la scelta che l’esecuzione del passaggio. Bonaventura si trova la palla tra i piedi servendo Rebic che calcerà in porta indisturbato.